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	<title>4G Archives - Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</title>
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		<title>Qualità della rete mobile, Vodafone si conferma al primo posto</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/qualita-della-rete-mobile-vodafone-si-conferma-al-primo-posto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 16:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vodafone è anche questa volta l’operatore con la miglior rete mobile in Italia. E’ quello che emerge dal nuovo Osservatorio hi-tech di Altroconsumo, un monitoraggio frutto di test effettuati da luglio 2022 a giugno 2023 sulle reti 4G, 3G e 2G attraverso gli utenti di CheBanda, la social app gratuita di Altroconsumo. Distanziati troviamo poi Tim, Iliad e WindTre.</p>
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									<p> </p><p><strong>Vodafone</strong> è anche questa volta l’operatore con la miglior rete mobile in Italia. E’ quello che emerge dal nuovo Osservatorio hi-tech di <strong>Altroconsumo</strong>, un monitoraggio frutto di test effettuati da luglio 2022 a giugno 2023 sulle reti 4G, 3G e 2G attraverso gli utenti di <em>CheBanda</em>, la social app gratuita di Altroconsumo. Distanziati troviamo poi Tim, Iliad e WindTre.</p><p><strong>Vodafone</strong> si conferma al<strong> primo posto nella classifica di Altroconsumo per qualità di connessione alla rete mobile</strong>. Tim sale sul podio per la prima volta dal 2020 e scalza Iliad e WindTre e si piazza al secondo posto. <strong>Vodafone, dunque, si conferma miglior operatore di rete mobile 4G in Italia</strong>, raggiungendo quota 36.392 punti, <strong>seguita da Tim</strong> (24.553 punti), <strong>di poco superiore a Iliad</strong> (24.233 punti) e <strong>fanalino di coda segue WindTre </strong>(21.835 punti), probabilmente perché punta al 5G per cui non ha più tariffe 4G.</p><figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2023/09/foto1-3.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-460074" src="https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2023/09/foto1-3.jpg" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" srcset="https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2023/09/foto1-3.jpg 650w, https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2023/09/foto1-3-300x285.jpg 300w" alt="" width="650" height="618" /></a></figure><h2> </h2><h3>Il confronto</h3><p>Il confronto con i dati di un anno fa (luglio 2021 – giugno 2022) mostra come WindTre e Iliad siano rimaste pressoché allo stesso punto, anzi leggermente inferiore, mentre Tim e Vodafone hanno continuato a investire sulle loro reti, con miglioramenti rispettivamente di +17% e +21%. I nuovi dati mostrano che, <strong>nonostante la crescente attenzione verso la tecologia 5G, la rete 4G è tutt’altro che superata</strong>, anzi, va incontro alle esigenze della maggior parte dei consumatori.</p><p> </p><h3>Sette anni di indagini</h3><p>È dai primi mesi del 2016 che gli utenti dell’app CheBanda possono misurare la qualità della rete mobile del proprio operatore, condividendo i risultati con Altroconsumo. Nell’ultimo periodo preso in esame (luglio 2022 – giugno 2023), sono stati 16.704 gli utenti di CheBanda. La maggior parte (13.468) sono clienti che si appoggiano alle reti (dal 4G al 2G) di Iliad, Tim, Vodafone o WindTre e hanno effettuato in media quasi 4 test ognuno. In totale, gli utenti di CheBanda ci hanno consentito di raccogliere quasi 67.000 misurazioni. <strong>L’app permette di misurare la qualità della connessione mobile di tutti gli operatori e anche della rete 5G</strong>, dove presente. Ma la nostra classifica finale prende in considerazione i dati forniti dagli utenti che si sono agganciai alla miglior rete disponibile, per cui la maggioranza dei test è in 4G (oltre l’85%), una minima parte in 3G (inferiore al 2%) e un valore quasi trascurabile in 2G (non arriva all’1%).</p><p> </p><h3>5G ancora fuori classifica</h3><p>E il 5G? Anche se i test degli utenti mostrano una rapida crescita − dal 4% dell’anno scorso sono passati al 15% di quest’anno − sono ancora poco rilevanti. Prima di tutto <strong>la copertura 5G non è uniforme</strong> e, soprattutto, <strong>è concentrata nelle grandi città</strong>; inoltre, anche dove presente non è detto che sia disponibile per tutti i gestori. Non da ultimo, <strong>per utilizzare la tecnologia 5G occorre sia avere uno smartphone compatibile</strong> sia sottoscrivere un apposito piano tariffario.</p><p>I<strong>l 5G non ha abbastanza utenti che possano fornire dati a sufficienza</strong>. Quanto agli altri operatori telefonici che non compaiono in classifica, speriamo di poterli includere al più presto, non appena il numero di test raccolti sarà abbastanza ampio da permettere una valutazione attendibile dei loro risultati. Per questo invitiamo tutti i clienti di gestori come <strong>Fastweb</strong>, <strong>CoopVoce</strong>, <strong>Postemobile</strong> e altri a scaricare l’app CheBanda ed effettuare il maggior numero possibile di test.</p><p> </p><p> </p><p><em>Tratto da www.key4biz.it, di <span class="author author_name">Redazione Key4biz</span> <span class="d-none d-md-inline">|</span> <time class="d-block d-md-inline" datetime="2023-09-20 13:17:45">20 Settembre 2023</time></em></p>								</div>
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		<title>Telefonia, l’assenza del 4G favorisce lo spopolamento dei piccoli comuni?</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/telefonia-lassenza-del-4g-favorisce-lo-spopolamento-dei-piccoli-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2022 08:37:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connettività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo contemporaneo avere sempre a propria disposizione una connessione internet performante fa la differenza. Ne consegue come sia difficile, se non impossibile, pensare di lavorare vivendo in zone d’Italia che ancora non sono raggiunte dal segnale di telefonia mobile o Wi-Fi. Per quanto la copertura a livello nazionale negli ultimi anni abbia fatto enormi passi da gigante, purtroppo esistono ancora zone dove è possibile vedere sul display del proprio smartphone la dicitura “rete non disponibile”. </p>
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									<p> </p><p>Nel mondo contemporaneo avere sempre a propria disposizione una connessione internet performante fa la differenza. Ne consegue come sia difficile, se non impossibile, pensare di lavorare vivendo in zone d’Italia che ancora non sono raggiunte dal segnale di telefonia mobile o Wi-Fi. Per quanto la copertura a livello nazionale negli ultimi anni abbia fatto enormi passi da gigante, purtroppo esistono ancora zone dove è possibile vedere sul display del proprio smartphone la dicitura “rete non disponibile”.</p><p> </p><h3>La situazione dei comuni senza copertura</h3><p>Secondo i dati che sono stati diffusi dall’Uncem, ovvero dalla Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani, in Italia oggi ci sarebbero ben 1220 Comuni senza copertura. Con la diretta conseguenza che molti giovani e meno giovani sono sostanzialmente portati a trasferirsi altrove per non sprecare interessanti opportunità professionali. Ancora oggi infatti abbiamo alcune zone dove semplicemente non si può utilizzare lo smartphone per chiamare, mandare SMS o navigare. Nonostante più siti abbiamo indagato sulle possibili soluzioni alla rete mobile non disponibile, tutte si sono rivelate dei palliativi e l’assenza di reti 4G, Wi-Fi e persino 3G sarebbe anche una delle cause che spiegano il progressivo spopolamento di questi piccoli comuni. Si pensi ad esempio alle difficoltà incontrate da piccole realtà commerciali anche solo per consentire i pagamenti con il POS. Molti potrebbero pensare che si tratti di un problema comunque limitato ma, dati alla mano, sarebbero almeno 5 milioni gli italiani che hanno difficoltà a telefonare. A essere coinvolti non ci sono solo comuni montani, ma anche comuni che si trovano in pianura. Per risolvere in modo concreto questo problema l’Uncem ha deciso di chiedere l’attuazione di un piano nazionale congiunto al fine di realizzare una rete di telefonia per una trasmissione dai più capillare.</p><p> </p><h3>Copertura nei piccoli comuni: possibili soluzioni</h3><p>Dal momento che stiamo parlando di un problema importante anche perché contribuisce direttamente allo spopolamento di piccoli comuni, vediamo quali potrebbero essere le soluzioni a disposizione. Uncem, ad esempio, ha proposto che lo Stato debba obbligare gli operatori di telefonia mobile ad ampliare la portata del proprio segnale. Per conseguire questo obiettivo gli operatori dovrebbero installare necessariamente dei nuovi impianti al fine di aumentare la copertura. Non solo, l’Uncem ha anche proposto di permettere a Comuni, privati o aziende di poter acquistare i ripetitori e associarli alla rete generale e che si debbano installare stazioni di base anche sulla base dei picchi di flusso turistico proprio in quelle località la cui economica è maggiormente dipendente dal turismo.</p><p> </p><h3>Come verificare la copertura</h3><p>Anche se la situazione della copertura dovrebbe possibilmente migliorare nei prossimi anni, a oggi chi vive in piccoli comuni deve sapere che strumenti utilizzare per verificare la copertura nel proprio comune di residenza. I diversi operatori di telefonia mobile segnalano tutti sul proprio sito web la copertura e quali sono i Comuni che risultano essere effettivamente raggiunti dal segnale. Attualmente non ci sono provider che garantiscono il 100% della copertura in tutto il territorio nazionale. Chi volesse sottoscrivere un contratto telefonico con un operatore dovrebbe quindi eseguire prima la verifica della copertura per evitare brutte sorprese.</p><p> </p><h3>Le conseguenze del divario digitale</h3><p>Ma quali sono quindi le conseguenze del divario digitale esistente tra aree urbane e rurali? Questo divario mette in difficoltà istituzioni, cittadini ma anche imprese. La conseguenza diretta della mancanza di copertura di rete è lo spopolamento accompagnato anche da una desertificazione commerciale sempre più rapida e inesorabile. Senza copertura infatti si azzerano anche le possibilità di fare telelavoro e la conseguenza tangibile è un impoverimento del territorio che vede anche l’emigrazione delle risorse umane. Per fortuna i diversi governi sembrano essersi accorti della gravità di questo problema e starebbero cercando di correre ai ripari.</p><p> </p><p> </p><p> </p><p><em>Tratto da www.cellulare-magazine.it, scritto da Andrea Puchetti il 29 aprile 2022</em></p>								</div>
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		<title>Vodafone, reti 4G al top in Italia (Report Tutela)</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/vodafone-ret-4g-al-top-in-italia-report-tutela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jun 2021 12:28:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[VELOCITA&#039; DI RETE]]></category>
		<category><![CDATA[vodafone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vodafone ha ottenuto i migliori risultati per qualità, velocità, latenza e copertura 4G in base all’analisi condotta da Tutela da febbraio ad aprile 2021.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4497" class="elementor elementor-4497">
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					<h1 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Vodafone, reti 4G al top in Italia (Report Tutela)</h1>				</div>
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									<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #808080;">Vodafone ha ottenuto i migliori risultati per qualità, velocità, latenza e copertura 4G in base all’analisi condotta da Tutela da febbraio ad aprile 2021.</span></h3>								</div>
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									<p> </p><p><strong><u>Vodafone prima per Qualità percepita</u></strong>: sono stati definiti, da Tutela, alcuni criteri che consentono di monitorare la qualità percepita dai clienti durante l’utilizzo dei diversi servizi su rete mobile (web browsing, social media, video, online gaming). In questo scenario Vodafone è il migliore operatore.</p><p> </p><figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-362860 aligncenter" src="https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2021/06/graf1.jpg" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" srcset="https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2021/06/graf1.jpg 765w, https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2021/06/graf1-300x135.jpg 300w" alt="" width="765" height="345" /></figure><p> </p><p><strong><u>Vodafone prima per velocità di rete</u></strong><strong>: </strong>Vodafone è prima anche per velocità di download con un copertura media di 23,54 Mbps. Wind Tre è al secondo posto con 22,11 Mbps, TIM a 21,91 Mbps, mentre Iliad è al quarto posto con una velocità media di trasferimento di 19,85 Mbps. Per Vodafone ottimo risultato anche con la velocità media di upload con 11,86 Mbps.</p><p>*l’applicazione di Tutela trasferisce, sui device dei clienti, file di piccole dimensioni 2MB in Downlink ed 1MB in Uplink che non consentono il raggiungimento della massime velocità disponibili sulle reti.</p><p> </p><figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-362861" src="https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2021/06/graf2.jpg.png" sizes="(max-width: 715px) 100vw, 715px" srcset="https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2021/06/graf2.jpg.png 715w, https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2021/06/graf2.jpg-300x136.png 300w" alt="" width="715" height="325" /></figure><p> </p><p><strong><u>Vodafone ha ottenuto il miglior risultato per la latenza media</u></strong></p><p>Vodafone ha la rete più reattiva con una latenza media di 18,0 ms. Wind Tre e TIM hanno avuto un risultato medio di latenza rispettivamente di 21,7 ms e 21,5 ms, mentre Iliad è al quarto posto con un risultato medio di 26,3 ms.</p><p> </p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-362862" src="https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2021/06/graf3.jpg" sizes="(max-width: 658px) 100vw, 658px" srcset="https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2021/06/graf3.jpg 658w, https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2021/06/graf3-300x142.jpg 300w" alt="" width="658" height="311" /></figure><p> </p><p><strong>Vodafone ha ottenuto il miglior risultato per disponibilità del 4G:</strong></p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-362863" src="https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2021/06/graf4.jpg.png" sizes="(max-width: 711px) 100vw, 711px" srcset="https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2021/06/graf4.jpg.png 711w, https://www.key4biz.it/wp-content/uploads/2021/06/graf4.jpg-300x159.png 300w" alt="" width="711" height="377" /></figure><div class="entry-meta"> </div><div> </div><div><em>di <span class="author author_name">Paolo Anastasio, </span><time class="d-block d-md-inline" datetime="2021-06-01 11:37:53">1 Giugno 2021, www.key4biz.it</time></em></div><div> </div>								</div>
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		<p>The post <a href="https://www.evercomsrl.net/vodafone-ret-4g-al-top-in-italia-report-tutela/">Vodafone, reti 4G al top in Italia (Report Tutela)</a> appeared first on <a href="https://www.evercomsrl.net">Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</a>.</p>
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		<title>Dal telefono occupato al 5G: breve storia della connettività</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/dal-telefono-occupato-al-5g/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2021 13:45:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fino a una ventina di anni fa, non era possibile navigare e telefonare allo stesso tempo. Oggi è cambiato tutto. In meglio.</p>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Dal telefono occupato al 5G: breve storia della connettività</h2>				</div>
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									<p>Fino ad una ventina di anni fa non era possibile navigare e telefonare allo stesso tempo, ora è cambiato tutto. In meglio.</p>								</div>
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									<p>Oggi guardare un film sullo smartphone, caricare una pagina all’istante o consultare siti in pochi secondi sembra la norma. Eppure, come ogni percorso, l’evoluzione della connettività parte da lontano (e ha ancora tanta strada da fare). I primi passi di quello che sarebbe diventato Internet risalgono agli anni ’60, quando il ministero della Difesa statunitense avvia il progetto Arpanet. Obiettivo: connettere i computer per scopi militari. Da allora la rete si è ampliata, ha assunto altri scopi e si è aperta a scopi civili.  </p><p>L’Italia fu il <strong>quarto Paese</strong> <strong>europeo</strong> a <strong>connettersi in rete</strong>, dopo Norvegia, Regno Unito e Germania. La connessione avvenne dal Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico presso l’Università di Pisa il <strong>30 aprile 1986.</strong> All’inizio connettersi richiedeva procedure complesse, non certo a portata di pc casalinghi. </p><p>Il 30 aprile <strong>1993</strong> il Cern decise di rendere pubblici i codici alla base del <strong>World Wide Web, </strong>un servizio internet che l’informatico britannico Tm Berners Lee stava sviluppando dalla fine degli anni ’80. È l’inizio di un’accelerazione che dura tutt’ora.</p><h3>Dai 56k alla fibra</h3><p>Dopo le applicazioni militari e le prime comunicazioni all’interno della comunità scientifica, il World Wild Web moltiplica gli <strong>accessi</strong> da parte di <strong>utenti privati</strong>. Nel <strong>1996</strong> i <strong>computer connessi</strong> nei cinque continenti sono già <strong>10 milioni</strong>. Navigare diventa sempre più semplice e intuitivo. Ma la connettività è un discorso a sé.</p><p>I primi modem casalinghi si collegano alla linea telefonica e viaggiano a una velocità che oggi farebbe disperare miliardi di utenti. Si paga a consumo e le tariffe sono salate. E oltre ai rischi sulla bolletta, Internet occupava il telefono di casa, allora molto più usato di oggi. Insomma: c’era più di un motivo per far incavolare mamma e papà.    </p><p class="quote-left"> I primi modem casalinghi si collegano alla linea telefonica e viaggiano a una velocità che oggi farebbe disperare miliardi di utenti. </p><p>Nel <strong>2000</strong> arriva il <strong>modem Adsl</strong>, con una <strong>linea dedicata</strong>: i costi iniziano a scendere, soprattutto perché è possibile pagare abbonamenti mensili anziché a consumo di dati. E, per la gioia di tutta la famiglia, la linea telefonica viene liberata, permettendo di navigare e chiamare i parenti nello stesso momento. La velocità di navigazione aumenta, ma resta ancora molto al di sotto di quella cui si può ambire oggi grazie alla fibra ottica, che anziché appoggiarsi al doppino telefonico utilizza <strong>cavi in fibra</strong> di vetro o polimeri plastici.</p><h3>La rivoluzione del Wi-Fi: Internet senza cavi</h3><p class="no-margin">Se i primi passi di Internet non possono fare a meno dei cavi, nel <strong>1999</strong> nasce ufficialmente la <strong>tecnologia WiFi</strong>. La connettività si libera (letteralmente) dai fili. E anche se ci vorrà qualche anno prima di ottenere prestazioni paragonabili a quelle via cavo, è l’inizio di una rivoluzione destinata a cambiare le abitudini degli utenti, ma anche delle imprese. Un’innovazione di enorme portata, diventata uno dei <strong>principali standard</strong> per la trasmissione dei dati in formato digitale, che continua ancora oggi a diffondersi e a svilupparsi. Ad esempio, il servizio <strong>Vodafone Managed WiFi</strong>  permette, grazie alla tecnologia Cisco Meraki, leader nel mercato mondiale delle <strong>LAN</strong> e <strong>WLAN, </strong>di offrire prodotti evoluti per garantire una connettività Wi-Fi estesa e sicura, a disposizione di clienti e collaboratori.</p><h3>L’esordio e l’evoluzione delle reti mobili</h3><p>La liberazione dai fili passa anche (anzi, soprattutto) dall’evoluzione delle tecnologie di reti mobili.  La prima generazione, 1G, risale agli anni ’80. E, come avviene per molte tecnologie pionieristiche, ha costi che non tutti possono permettersi. Avere un telefonino in mano diventa un po’ meno inusuale a partire dal <strong>1991, </strong>quando debutta il nuovo standard per la rete Internet mobile: il <strong>2G</strong> o <strong>Gsm</strong>. Più banda, quindi più velocità, e nuovi servizi come gli sms. Agli inizi del <strong>2000</strong>, in Corea del Sud e in Giappone, arriva la <strong>terza generazione</strong>. L’Italia deve invece aspettare il <strong>2005</strong>. La velocità di download passa da 384 Kbps a 21Mbps. Internet è adesso, davvero, a portata di mano. Il <strong>3G</strong>, infatti, è lo standard che accompagna la diffusione dei primi <strong>smartphone</strong>. È l’epoca di Blackberry e dell’esordio dell’App Store (nel 2008).</p><h3>Dalla quarta alla quinta generazione</h3><p>La storia del <strong>4G</strong>, la <strong>quarta generazione</strong> inizia nel <strong>2011</strong>, quando viene pubblicato il bando per l’assegnazione delle licenze. La velocità di download passa a <strong>326,4 Mbps</strong>, sostenendo la diffusione di social network, servizi di messaggistica istantanea e videochiamate. Nelle versioni più recenti, il 4G apre ai video in alta definizione e spinge, l’Internet delle Cose (IoT). Si sviluppano anche servizi tecnologici più avanzati, come <strong>Power4G</strong> di <strong>Vodafone Business</strong>, che permette di navigare ancora <strong>più</strong> <strong>velocemente</strong> unendo alla <strong>rete fissa</strong> la <strong>rete mobile in 4G</strong>.</p><p>Questo servizio aggiuntivo funziona sulle tecnologie meno performanti, grazie alla sim presente nella Vodafone Internet Key, che opera “in collaborazione” con la stazione fissa.. Le velocità di picco in download e upload dell’Adsl e dell’Fttc arrivano così a raddoppiare su tecnologia in rame e aumentare di un terzo su tecnologia in fibra-misto-rame.</p><p>Ed eccoci arrivati agli ultimi mesi: il <strong>5G</strong>, già disponibile, è pronto a dare una nuova accelerazione. Non si tratta solo di un’evoluzione della generazione precedente, ma ha caratteristiche destinate a trasformare il mondo dei privati e quello delle imprese: permette di navigare più velocemente, consente di connettere molti più dispositivi senza impatto sulle prestazioni e ha tempi di latenza minimi (vicini all’istantaneità). Non riguarda quindi solo gli smartphone o lo streaming di video in qualità sempre più elevata, ma rappresenta la base dalla quale potranno spiccare il volo IoT, guida autonoma, Industria 4.0. Guardando già oltre, al 6G: la corsa della connettività non si ferma.</p>								</div>
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