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	<title>COPERTURA Archives - Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</title>
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		<title>Telefonia, l’assenza del 4G favorisce lo spopolamento dei piccoli comuni?</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/telefonia-lassenza-del-4g-favorisce-lo-spopolamento-dei-piccoli-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2022 08:37:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connettività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo contemporaneo avere sempre a propria disposizione una connessione internet performante fa la differenza. Ne consegue come sia difficile, se non impossibile, pensare di lavorare vivendo in zone d’Italia che ancora non sono raggiunte dal segnale di telefonia mobile o Wi-Fi. Per quanto la copertura a livello nazionale negli ultimi anni abbia fatto enormi passi da gigante, purtroppo esistono ancora zone dove è possibile vedere sul display del proprio smartphone la dicitura “rete non disponibile”. </p>
<p>The post <a href="https://www.evercomsrl.net/telefonia-lassenza-del-4g-favorisce-lo-spopolamento-dei-piccoli-comuni/">Telefonia, l’assenza del 4G favorisce lo spopolamento dei piccoli comuni?</a> appeared first on <a href="https://www.evercomsrl.net">Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</a>.</p>
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									<p> </p><p>Nel mondo contemporaneo avere sempre a propria disposizione una connessione internet performante fa la differenza. Ne consegue come sia difficile, se non impossibile, pensare di lavorare vivendo in zone d’Italia che ancora non sono raggiunte dal segnale di telefonia mobile o Wi-Fi. Per quanto la copertura a livello nazionale negli ultimi anni abbia fatto enormi passi da gigante, purtroppo esistono ancora zone dove è possibile vedere sul display del proprio smartphone la dicitura “rete non disponibile”.</p><p> </p><h3>La situazione dei comuni senza copertura</h3><p>Secondo i dati che sono stati diffusi dall’Uncem, ovvero dalla Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani, in Italia oggi ci sarebbero ben 1220 Comuni senza copertura. Con la diretta conseguenza che molti giovani e meno giovani sono sostanzialmente portati a trasferirsi altrove per non sprecare interessanti opportunità professionali. Ancora oggi infatti abbiamo alcune zone dove semplicemente non si può utilizzare lo smartphone per chiamare, mandare SMS o navigare. Nonostante più siti abbiamo indagato sulle possibili soluzioni alla rete mobile non disponibile, tutte si sono rivelate dei palliativi e l’assenza di reti 4G, Wi-Fi e persino 3G sarebbe anche una delle cause che spiegano il progressivo spopolamento di questi piccoli comuni. Si pensi ad esempio alle difficoltà incontrate da piccole realtà commerciali anche solo per consentire i pagamenti con il POS. Molti potrebbero pensare che si tratti di un problema comunque limitato ma, dati alla mano, sarebbero almeno 5 milioni gli italiani che hanno difficoltà a telefonare. A essere coinvolti non ci sono solo comuni montani, ma anche comuni che si trovano in pianura. Per risolvere in modo concreto questo problema l’Uncem ha deciso di chiedere l’attuazione di un piano nazionale congiunto al fine di realizzare una rete di telefonia per una trasmissione dai più capillare.</p><p> </p><h3>Copertura nei piccoli comuni: possibili soluzioni</h3><p>Dal momento che stiamo parlando di un problema importante anche perché contribuisce direttamente allo spopolamento di piccoli comuni, vediamo quali potrebbero essere le soluzioni a disposizione. Uncem, ad esempio, ha proposto che lo Stato debba obbligare gli operatori di telefonia mobile ad ampliare la portata del proprio segnale. Per conseguire questo obiettivo gli operatori dovrebbero installare necessariamente dei nuovi impianti al fine di aumentare la copertura. Non solo, l’Uncem ha anche proposto di permettere a Comuni, privati o aziende di poter acquistare i ripetitori e associarli alla rete generale e che si debbano installare stazioni di base anche sulla base dei picchi di flusso turistico proprio in quelle località la cui economica è maggiormente dipendente dal turismo.</p><p> </p><h3>Come verificare la copertura</h3><p>Anche se la situazione della copertura dovrebbe possibilmente migliorare nei prossimi anni, a oggi chi vive in piccoli comuni deve sapere che strumenti utilizzare per verificare la copertura nel proprio comune di residenza. I diversi operatori di telefonia mobile segnalano tutti sul proprio sito web la copertura e quali sono i Comuni che risultano essere effettivamente raggiunti dal segnale. Attualmente non ci sono provider che garantiscono il 100% della copertura in tutto il territorio nazionale. Chi volesse sottoscrivere un contratto telefonico con un operatore dovrebbe quindi eseguire prima la verifica della copertura per evitare brutte sorprese.</p><p> </p><h3>Le conseguenze del divario digitale</h3><p>Ma quali sono quindi le conseguenze del divario digitale esistente tra aree urbane e rurali? Questo divario mette in difficoltà istituzioni, cittadini ma anche imprese. La conseguenza diretta della mancanza di copertura di rete è lo spopolamento accompagnato anche da una desertificazione commerciale sempre più rapida e inesorabile. Senza copertura infatti si azzerano anche le possibilità di fare telelavoro e la conseguenza tangibile è un impoverimento del territorio che vede anche l’emigrazione delle risorse umane. Per fortuna i diversi governi sembrano essersi accorti della gravità di questo problema e starebbero cercando di correre ai ripari.</p><p> </p><p> </p><p> </p><p><em>Tratto da www.cellulare-magazine.it, scritto da Andrea Puchetti il 29 aprile 2022</em></p>								</div>
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		<title>Banda ultralarga, l’Italia al 47mo posto nella classifica mondiale della fibra</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/banda-ultralarga-litalia-al-47mo-posto-nella-classifica-mondiale-della-fibra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 09:29:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connettività]]></category>
		<category><![CDATA[BANDA ULTRA LARGA]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
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		<category><![CDATA[COPERTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entro il 2026, la percentuale della popolazione mondiale connessa a Internet aumenterà dal 58% al 70%: è quanto stima Omdia nel Global Fiber Development Index che oltre a copertura e penetrazione domestica mappa e classifica tutti gli elementi delle reti in fibra, in particolare l’accesso, il backhaul mobile e la QoS (attualmente misurata dalla velocità media complessiva di downlink e uplink). Il tutto analizzando la situazione in 81 Paesi a livello mondiale.</p>
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									<h4>Su 81 paesi ci piazziamo nel cluster dei Movers and Shakers. Singapore sul podio seguito da Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Cina e Qatar. Stati Uniti in 18esima posizione. I primi paesi europei sono Spagna e Svezia seguiti da Lussemburgo e Romania</h4>								</div>
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									<p> </p><p><strong>Entro il 2026, la percentuale della popolazione mondiale connessa a Internet aumenterà dal 58% al 70%:</strong> è quanto stima <strong>Omdia</strong> nel <strong>Global Fiber Development Index</strong> che oltre a copertura e penetrazione domestica mappa e classifica tutti gli elementi delle reti in fibra, in particolare l’accesso, il backhaul mobile e la QoS (attualmente misurata dalla velocità media complessiva di downlink e uplink). Il tutto analizzando la situazione in 81 Paesi a livello mondiale.</p><p> </p><p><strong>Del 70%, il 30% avrà accesso a Internet tramite un dispositivo mobile e il 40% avrà una connessione a banda larga fissa domestica</strong>. “Sebbene il divario di connettività si stia riducendo, le disuguaglianze di velocità e di servizio purtroppo si stanno ampliando”, sottolineano gli analisti puntualizzando che in America Latina sebbene il 44% della popolazione avrà accesso ai servizi fissi a banda larga entro il 2026, solo il 5,3% avrà una connessione che fornirà 500 Mbps o più e solo l’1% avrà velocità superiori a 1 Gbps. Al contrario, in Nord America le percentuali ammonteranno rispettivamente a 77%, 26% e 11% e in Oceania, Asia orientale e sud-orientale si attesteranno a 66%, 40% e 10% All’altra estremità dello spettro, solo il 9% della popolazione africana avrà accesso alla banda larga fissa, con l’84% di quegli utenti limitato a velocità inferiori a 30Mbps.</p><p> </p><p><strong>Singapore continua a guidare l’indice di sviluppo della fibra nel 2021, seguita da Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Cina e Qatar</strong>. I primi<strong> paesi europei in classifica sono Spagna e Svezia</strong> in settima e ottava posizione. Sono seguiti da vicino da <strong>Lussemburgo e Romania</strong>. <strong>L’Italia si piazza al 47mo posto nel cosiddetto cluster 2, quello dei “Movers and Shakers”. Gli Stati Uniti sono a capo della regione delle Americhe e si posizionano al 18mo posto nella classifica mondiale.</strong></p><p>“Oltre ai vantaggi economici, una rete interamente in fibra offre vantaggi ambientali significativi sia sulle reti xDsl che su quelle ibride coassiali in fibra (Hfc) – sottolinea <strong>Michael Philpott, Direttore della ricerca</strong> – Nel 2019, Telefónica (Spagna) ha dichiarato che la sua rete Ftth era dell’85% più efficiente dal punto di vista energetico rispetto alla sua vecchia infrastruttura in rame. L’operatore ha affermato che con l’Ftth ha risparmiato 208 GWh in tre anni, pari a una riduzione di 56.500 tonnellate di emissioni di CO2. Mentre i paesi si spostano verso un futuro più verde, le comunicazioni basate su fibra ottica devono far parte del piano”.</p><p>Maggiori investimenti in reti a banda larga avanzate full-fibra sono dunque essenziali  – sottolinea Omdia – per colmare il divario digitale.</p><p> </p><p> </p><p><em>Tratto da www.corrierecomunicazioni.it, pubblicato il 21 gennaio 2022, di Mila Fiordalisi</em></p>								</div>
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