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	<title>energia sostenibile Archives - Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</title>
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		<title>Energia elettrica green, in bolletta la scelta sostenibile (ed economica)</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/energia-elettrica-green-in-bolletta-la-scelta-sostenibile-ed-economica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 May 2021 13:29:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le offerte green si basano su un modello di produzione dell’energia che provoca emissioni inquinanti davvero esigue, che sono nulle nel caso dell’energia fotovoltaica, eolica e idroelettrica, mentre nel caso delle biomasse viene incrementato il carbonio presente nella biosfera. Si tratta, dunque, di una scelta a sostegno della sostenibilità ambientale, la quale permette di risparmiare anche sui costi di trasporto in quanto spesso gli impianti vengono sviluppati in prossimità dei luoghi di consumo.</p>
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									<h4> </h4><h2>L’elettricità da fonti rinnovabili</h2><p>Un numero sempre maggiore di operatori del mercato libero dell’energia e del gas naturale propone delle offerte sulla componente luce con energia elettrica green, ovvero prodotta da fonti rinnovabili. Sono sempre di più i consumatori che, negli anni, hanno mostrato interesse per questo genere di offerte, dimostrando così una forte sensibilità nei confronti dell’ambiente. In un contesto planetario caratterizzato da un fabbisogno energetico sempre più elevato si può scegliere infatti se puntare sull’efficienza energetica, cercando di ridurre i costi delle bollette, oppure di attivare unapromozione di tipo green.</p><div class="bck-media"><div class="media__image"><figure class="has-media image is-4by3 is-marginless"><img decoding="async" class="aligncenter" title="" src="https://www.corriere.it/methode_image/2021/04/29/Economia/Foto%20Economia/GettyImages-1215940376.jpg?v=202105201024" alt="" /></figure></div></div><h1> </h1><h2>Le offerte green sull’energia elettrica</h2><p>Le offerte green non sono altro che delle promozioni in cui si avrà accesso, nella propria abitazione o azienda, a energia prodotta da fonti rinnovabili: si tratta di offerte nelle quali la provenienza dell’energia è certificata, ai sensi di quanto previsto dalla legge. La produzione dell’energia elettrica green potrà derivare da fonti differenti. Ne fanno parte l’energia solare, che deriva dall’utilizzo di moduli fotovoltaici, idroelettrica, eolica e geotermica. Esistono, poi, energie prodotte da biomasse solide, liquide oppure derivanti dalle maree o dalle correnti.</p><div class="bck-media"><div class="media__image"><figure class="has-media image is-4by3 is-marginless"><img decoding="async" class="aligncenter" title="" src="https://www.corriere.it/methode_image/2021/04/29/Economia/Foto%20Economia/GettyImages-1082036118.jpg?v=202105201024" alt="" /></figure></div><h1> </h1><h2>La certificazione dell’energia</h2><p>L’energia elettrica green viene certificata tramite le Garanzie d’Origine (GO) che sono rilasciate dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse). Arera, l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha introdotto tale sistema di certificazione per fare in modo che l’energia non venga commercializzata più volte. In questo modo viene garantita la tracciabilità della materia prima energia e il consumatore finale ha la possibilità di sapere, in totale trasparenza, che l’energia consumata è stata prodotta da fonti 100% rinnovabili. Ogni Go emesso dal Gse ha un valore di 1 MWh. Esiste poi la certificazione Recs, acronimo di Renewable Energy Certificates, che viene sostenuta dallo standard internazionale in mano all’Association of Issuing Bodies. Tale certificazione può essere aggiunta come attributo al titolo Go, ma non è obbligatoria mentre la Go sì.</p><div class="bck-media"><div class="media__image"><figure class="has-media image is-4by3 is-marginless"><img decoding="async" class="aligncenter" title="" src="https://www.corriere.it/methode_image/2021/04/29/Economia/Foto%20Economia/GettyImages-1302618624.jpg?v=202105201024" alt="" /></figure></div><h2> </h2><h2>Perché scegliere l’energia green</h2><p>Le offerte green si basano su un modello di produzione dell’energia che provoca emissioni inquinanti davvero esigue, che sono nulle nel caso dell’energia fotovoltaica, eolica e idroelettrica, mentre nel caso delle biomasse viene incrementato il carbonio presente nella biosfera. Si tratta, dunque, di una scelta a sostegno della sostenibilità ambientale, la quale permette di risparmiare anche sui costi di trasporto in quanto spesso gli impianti vengono sviluppati in prossimità dei luoghi di consumo. Al contrario, l’energia prodotta in modo convenzionale rappresenta una delle principali cause di inquinamento dell’atmosfera. Se le offerte green sull’energia sono ormai la norma, sono meno diffuse quelle sul gas, che comunque esistono. Si tratta di promozioni nelle quali viene utilizzato il biogas, chiamato anche gas verde, i quale sfrutta i materiali che provengono dagli allevamenti, dalla produzione alimentare, dalle acque reflue dei depuratori.</p><div class="bck-media"><div class="media__image"><figure class="has-media image is-4by3 is-marginless"><img decoding="async" class="aligncenter" title="" src="https://www.corriere.it/methode_image/2021/04/29/Economia/Foto%20Economia/GettyImages-1204378282.jpg?v=202105201024" alt="" /></figure></div></div><h2> </h2><h2>Come scegliere un’offerta di tipo green</h2><p>L’energia green potrà essere acquistata soltanto all’interno del mercato libero: questo significa che si potrà valutare l’attivazione di una promozione simile soltanto effettuando il passaggio al mercato libero, che sarà obbligatorio per tutti a partire dal 1° gennaio 2023, o attivando una nuova promozione da zero. Scegliere l’energia elettrica green non provocherà alcuna modifica all’impianto elettrico né del contatore. Il miglior modo per attivare un’offerta green nella propria abitazione consiste nel confrontare &#8211; magari tramite l’utilizzo di un comparatore di tariffe &#8211; le tipologie di offerte che vengono proposte dai vari operatori del mercato libero. Una volta sottoscritta l’offerta in questione su tutte le bollette che si riceveranno sarà indicata la certificazione obbligatoria della propria fornitura green. In aggiunta, spesso succede che oltre alla convenienza ambientale di accedere a questa forma di energia, vengono proposti anche dei vantaggi ulteriori, come per esempio degli sconti aggiuntivi per la domiciliazione bancaria e la bolletta digitale, un’altra soluzione a sostegno del pianeta.</p><div class="bck-media"><div class="media__image"><figure class="has-media image is-4by3 is-marginless"><img decoding="async" class="aligncenter" title="" src="https://www.corriere.it/methode_image/2021/04/29/Economia/Foto%20Economia/GettyImages-1151503345.jpg?v=202105201024" alt="" /></figure></div></div><div class="card-navigation fxr-between-center"> </div></div><div> </div><div> </div><div><em>Tratto dal Corriere della Sera, 20 maggio 2021</em></div></div>								</div>
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		<title>Il Fotovoltaico in Italia entra nella sua quarta fase: dati e prospettive</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/il-fotovoltaico-in-italia-entra-nella-sua-quarta-fase-dati-e-prospettive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 13:51:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fotovoltaico in Italia è chiamato a vivere nei prossimi anni la fase della sua definitiva maturità, così da guidare la decarbonizzazione del sistema elettrico italiano in vista del raggiungimento degli obiettivi europei al 2030.</p>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Il Fotovoltaico in Italia entra nella sua quarta fase: dati e prospettive</h2>				</div>
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									<p>Il<strong> fotovoltaico in Italia</strong> è chiamato a vivere nei prossimi anni la fase della sua definitiva maturità, così da guidare la decarbonizzazione del sistema elettrico italiano in vista del<strong> raggiungimento degli obiettivi europei al 2030.</strong></p>								</div>
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Sino al 2007, infatti, costituiva una tecnologia sostanzialmente sperimentale, con poche installazioni limitate alle iniziative di qualche Pubblica Amministrazione volenterosa o di alcuni privati particolarmente attenti alla sostenibilità ambientale delle proprie azioni.</p><h2>Fotovoltaico in Italia: il boom del Conto energia</h2><p>La grande svolta è arrivata con l’emanazione del <strong>Conto energia, il sistema di incentivazione</strong> coordinato dal GSE che incentivava direttamente il kWh fotovoltaico prodotto. Grazie a questo sistema indubbiamente generoso, il fotovoltaico in Italia ha conosciuto una crescita incredibile nel giro di pochi anni: da poco più di 100 MW di installato nel 2007 <strong>si è arrivati nel 2013 a circa 18 GW</strong> di capacità installata, in buona parte concentrata nel Sud del Paese e caratterizzata dalla presenza di molti impianti di grandi dimensioni. Il 2013, in particolare, è stato l’ultimo anno in cui gli impianti fotovoltaici hanno potuto accedere al Conto energia. Il motivo? Il costo giudicato eccessivo di questa incentivazione, arrivata a costare circa a 6 miliardi di euro l’anno, garantiti dalle bollette elettriche di cittadini e imprese. Da allora si è aperta una terza fase per il fotovoltaico, caratterizzata da numeri più piccoli e da installazioni legate soprattutto al settore residenziale, anche per via dell’esistenza di sistemi di incentivazione indiretti (come le <strong>detrazioni fiscali del 50%</strong>).</p><h2>Produzione di energia fotovoltaica: i progressi del 2020</h2><p>Questa terza fase è sostanzialmente continuata sino ad oggi, nonostante alcuni importanti cambiamenti che hanno aumentato il sostegno normativo alla diffusione del fotovoltaico in Italia, tra cui il <strong>Decreto Fer 1,</strong> l’apertura a <strong>Seu</strong> e <strong>Comunità energetiche</strong>, il <strong>Superbonus al 110%</strong>. In tutti questi anni. infatti, il fotovoltaico in Italia è arrivato (secondo le stime Enea/Iea) a circa<strong> 21,7 GW</strong> di potenza installata, di cui circa 0,8 GW installati in un anno difficile come il 2020 (+12% rispetto al 2019). Da un punto di vista della generazione elettrica, la produzione fotovoltaica è cresciuta anche nel 2020 (+9,6%), con circa 25,5 TWh prodotti, pari a poco meno del 10% della produzione netta nazionale.</p><h2>La quarta fase del fotovoltaico in Italia</h2><p>Segnali che sono senza dubbio incoraggianti per il fotovoltaico in Italia, chiamato a entrare senza ulteriori indugi nella sua quarta fase. Infatti, secondo il <strong>Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC)</strong> il fotovoltaico è chiamato a svolgere un ruolo da protagonista nel sistema elettrico nazionale – decisamente preminente rispetto a tutte le altre<strong> fonti rinnovabili</strong> – , guidandone una profonda decarbonizzazione. In particolare, il PNIEC prevede un target di <strong>52 GW</strong> di capacità fotovoltaica entro il 2030, oltre il doppio rispetto ai 20,9 GW installati fino al 2019. In particolare, la crescita dovrebbe accelerare notevolmente nel periodo 2023-2025, <strong>con una nuova capacità media annuale aggiuntiva pari a circa 4,6 GW,</strong> ovvero numeri che non si vedono dal biennio d’oro 2010-2011. La grande domanda è, naturalmente, come saranno raggiunti questi numeri, che ai ritmi attuali di crescita appaiono decisamente ambiziosi? Senza dubbio non saranno sufficienti le installazioni residenziali, ma dovranno essere installati anche un numero cospicuo di grandi impianti a terra (almeno 7-8 GW).</p><h2>Rinnovabili: i cambiamenti normativi necessari</h2><p>Proprio questo, al momento, appare il punto più difficile per l’espansione del fotovoltaico in Italia, dal momento che le aste previste dal Decreto Fer 1 sono andate sostanzialmente deserte. Occorrerà dunque adottare delle semplificazioni normative a livello centrale/locale, ad esempio rendendo possibile il ricorso dell’istituto della <strong>procedura abilitativa semplificata (PAS)</strong> per alcune tipologie specifiche di interventi. Inoltre, andrebbe favorita l’adozione di alcune specifiche tipologie contrattuali <strong>come il PPA,</strong> che potrebbe spingere diverse imprese a rifornirsi di energia prodotta dagli impianti fotovoltaici. Lato residenziale un aiuto importante dovrebbe arrivare dalla piena affermazione del modello delle Comunità energetiche, che potrebbero consentire la realizzazione di oltre 3,5 GW di impianti fotovoltaici. C’è poi un’ulteriore arma a disposizione del fotovoltaico per aumentare i propri numeri e che è costituita dagli interventi di <strong>revamping e repowering </strong>: l’ammodernamento e la sostituzione dei vecchi impianti, molti dei quali ormai installati una dozzina di anni fa, consentirebbe di ottenere numeri migliori dal punto di vista dell’installato e – soprattutto – della produzione di elettricità.</p><h2>Fotovoltaico in Italia: possibile rinascita della filiera industriale</h2><p>Al di là dei numeri di produzione e installato, nell’attuale decennio, inoltre, il fotovoltaico in Italia potrebbe conoscere grandi cambiamenti dal punto di vista della filiera: da una decina di anni a questa parte, infatti, moduli e inverter installati nel nostro Paese sono acquistati dall’estero (spesso dall’Asia), nonostante nel nostro Paese non manchino certo professionalità e competenze industriali. Il <strong>PNRR,</strong> non a caso, si propone di supportare la rinascita di un’industria nazionale addetta alla produzione di tecnologie per la generazione elettrica da fonte rinnovabile. Sul fotovoltaico di nuova generazione, in particolare, l’obiettivo del Governo è di portare la produzione nazionale dagli attuali 200 MW/anno ad almeno 2 GW/anno nel 2025 e a 3 GW/anno negli anni successivi, grazie ai fondi del <strong>Recovery Plan.</strong> In questo modo l’avanzata del fotovoltaico non avrebbe ricadute positive non soltanto sull’ambiente e sul mondo degli installatori/progettisti, ma anche sull’intero tessuto industriale nazionale.</p><h2>L’avanzata dell’energy storage e sistemi di accumulo</h2><p>Infine, un’ulteriore rivoluzione che potrebbe cambiare la pelle del fotovoltaico in Italia è quella dell’energy storage, ossia dei sistemi di accumulo: secondo<strong> Anie Rinnovabili,</strong> al 31 ottobre 2020 si contavano in Italia ben<strong> 36.896 sistemi</strong> di questo tipo abbinati a impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di 170 MW e una capacità di accumulo di 267 MWh. Ma per il futuro, tutti gli esperti prevedono un notevole innalzamento di questi numeri, con un’abbinata sempre più frequente tra impianti e storage, così da massimizzare <strong>l’autoconsumo</strong>.</p></div></div><p>Scritto da Gianluigi Torchiani, 22 Febbraio 2021</p></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><p><em><b>Se hai bisogno di maggior supporto puoi contattare uno dei nostri</b> <b>esperti Evercom! Siamo a tua disposizione per una consulenza gratuita!</b></em></p></div></div></div></div></div>								</div>
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