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	<title>identita&#039; digitale Archives - Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</title>
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	<description>Soluzioni digitali per aziende</description>
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		<title>Un&#8217;Italia più digitale in cinque anni: una panoramica sul PNRR</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/unitalia-piu-digitale-in-cinque-anni-una-panoramica-sul-pnrr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2021 13:16:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Piano presentato dall’Italia e dagli altri Paesi membri dell’Unione europea nasce dall’esigenza di riparare i danni economici e sociali causati dall’emergenza sanitaria da coronavirus. Un intervento per rendere le economie e le società dei Paesi europei più sostenibili e pronte alle sfide e alle opportunità della transizione ecologica e digitale. Il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza è uno dei due principali strumenti del Next Generation Eu, più conosciuto come Recovery Fund, nome ereditato dal progetto embrionale, cioè il “Fondo per la ripresa” approvato dal Consiglio europeo.</p>
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					<h1 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Un'Italia più digitale in cinque anni: una panoramica sul PNRR</h1>				</div>
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									<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #999999;">Gli investimenti in connettività e tecnologie evolute sono protagonisti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ecco che cosa prevede per Pa, imprese e famiglie</span></h3>								</div>
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Il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza è uno dei due principali strumenti del <strong>Next Generation Eu</strong>, più conosciuto come Recovery Fund, nome ereditato dal progetto embrionale, cioè il “Fondo per la ripresa” approvato dal Consiglio europeo.</p></div></div></div></div></div></div><div id="one-col-545_4" class="inview_animate py-3 position-relative _content _content-record inview_animate_in" data-v-85d118c0=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center overflow-hidden" data-v-85d118c0=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100" data-v-85d118c0=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-85d118c0=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-85d118c0=""><div class="" data-v-85d118c0=""><h4 class="" title="">In parole semplici: cosa vuol dire</h4><div><p>Il significato del Piano si legge nei suoi obiettivi: punta a un impatto sulla <strong>crescita del 3,6% nel 2026</strong>, con un balzo dell’occupazione di 3,2 punti nel triennio 2024-2026. Per farlo, adotta <strong>sei “Missioni”</strong> articolate in aree tematiche e strutturali di intervento: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Cruciali anche le riforme di pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione normativa e concorrenza.</p><p>La <strong>Missione 1 mette al centro digitalizzazione, innovazione e cultura</strong>, ed è – con la rivoluzione verde – il capitolo più corposo. Si finanzia con 40,32 miliardi di euro, intersecandosi con tutte le altre missioni. <strong>La digitalizzazione è, infatti, una necessità trasversale</strong>, perché ha a che fare col continuo e necessario aggiornamento tecnologico in tutti i processi produttivi: le infrastrutture nel loro complesso, da quelle energetiche a quelle dei trasporti; interviene su didattica/istruzione, sanità (pensiamo anche solo alla telemedicina), per fare qualche esempio.</p></div></div></div></div></div></div><div id="one-col-545_5" class="inview_animate py-3 position-relative _content _content-record inview_animate_in" data-v-85d118c0=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center overflow-hidden" data-v-85d118c0=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100" data-v-85d118c0=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-85d118c0=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-85d118c0=""><div class="" data-v-85d118c0=""><h4 class="" title="">Gli effetti: perché ti riguarda</h4><div><p>La Missione 1 impatta sulla connettività per i cittadini, per le imprese, sulla vita e l’organizzazione degli enti pubblici. Per cominciare, ha «l’obiettivo di trasformare in profondità la Pubblica amministrazione attraverso una strategia centrata sulla digitalizzazione». In poche parole, si vuole rendere la <strong>Pubblica amministrazione alleata di cittadini e imprese</strong>, con un’offerta di servizi efficienti e accessibili. Così si vuole superare il peso di diverse amministrazioni che non dialogano tra loro. Per farlo, la Missione agisce sulle «infrastruttura digitali», spingendo la <strong>migrazione al cloud</strong> (lo spazio di elaborazione e archiviazione virtuale) delle amministrazioni, accelerando l’interconnessione tra gli enti pubblici e snellendo le procedure secondo il principio «once only», con cui le pubbliche amministrazioni devono evitare di chiedere a cittadini e imprese informazioni già fornite in precedenza. In più, nel piano si rafforza la <strong>cybersecurity</strong>, ovvero i processi e le tecnologie contro gli attacchi informatici. </p><p>Vengono estesi i servizi in chiave tecnologica ai cittadini, <strong>dall’identità e domicilio digitale ai pagamenti</strong>. </p><p>La Missione fa leva sulle nuove tecnologie per migliorare l’accesso alle risorse turistiche/culturali, e promuove la <strong>trasformazione digitale delle piccole e medie imprese</strong>. </p><p>Tutti questi obiettivi sono raggiungibili solo attraverso importanti investimenti per garantire la copertura di tutto il territorio con <strong>Reti a banda ultra-larga (fibra FTTH, FWA e 5G)</strong>: presupposto necessario per consentire alle imprese di catturare i benefici della digitalizzazione.</p></div></div></div></div></div></div><div id="one-col-545_6" class="inview_animate py-3 position-relative _content _content-record inview_animate_in" data-v-85d118c0=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center overflow-hidden" data-v-85d118c0=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100" data-v-85d118c0=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-85d118c0=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-85d118c0=""><div class="" data-v-85d118c0=""><h4 class="" title="">Uno sguardo al futuro: cosa succederà</h4><div><p>Se l’Unione europea ha degli obiettivi di digitalizzazione a dieci anni, «noi vogliamo essere più ambiziosi e <strong>mettiamo obiettivi a cinque</strong>», dichiara Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale. Cosa dobbiamo aspettarci, allora, guardando al futuro? «Al 2026 vogliamo che il 70% della popolazione usi l’identità digitale e sia digitalmente abile», continua Colao. «Desideriamo portare il 75% delle Pubbliche amministrazioni italiane a usare servizi cloud, arrivare ad avere almeno l’80% dei servizi pubblici erogati online e al <strong>100% di famiglie e imprese raggiunte dalla banda ultra-larga</strong>». Un cambiamento che dovrà essere «radicale, diffuso e di lungo periodo».</p><p>Gli investimenti, si legge dunque nel piano inviato a Bruxelles, sono idonei a garantire un <strong>salto di qualità</strong> nel percorso di innovazione del Paese. Per capire quanto sia importante, basta partire dall’attuale fotografia dell’Italia, al 25esimo posto in Europa per livello di digitalizzazione a causa di ritardi che includono la limitata diffusione di competenze digitali e la scarsa adozione di tecnologie avanzate. Accelerare dunque la loro <strong>adozione nella Pa, tra le imprese e nelle famiglie</strong> «significa dare alla fine del quinquennio 2021-26 eque opportunità a tutti».</p></div></div></div></div></div></div><p> </p><p> </p><p> </p><p> </p><p><em>Tratto da  </em><img decoding="async" class="alignnone" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/000/830/original/VBL_logo.svg" alt="Panoramica sul PNRR | Vodafone Business Lab" width="152" height="32" /></p><p> </p>								</div>
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		<title>Italiani e innovazione: app di messaggistica, e-commerce e pagamenti digitali diventano la regola</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/italiani-e-innovazione-app-di-messaggistica-e-commerce-e-pagamenti-digitali-diventano-la-regola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2021 09:33:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo rileva la seconda edizione della ricerca Mastercard “Paying digital, living digital” su abitudini e trend nel rapporto dei cittadini con la tecnologia. Riflettori sulla PA: il 77% degli intervistati dichiara di non poter più fare a meno dell’identità digitale.</p>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Italiani e innovazione: app di messaggistica, e-commerce e pagamenti digitali diventano la regola</h2>				</div>
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									<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #999999;">Lo rileva la seconda edizione della ricerca Mastercard “Paying digital, living digital” su abitudini e trend nel rapporto dei cittadini con la tecnologia. Riflettori sulla PA: il 77% degli intervistati dichiara di non poter più fare a meno dell’identità digitale.</span></h4>								</div>
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									<p> </p><p><strong>Italiani sempre più connessi e digitali</strong>, complice la pandemia, grazie alla riscoperta del ruolo abilitante della tecnologia nella vita di tutti i giorni. E’ quanto emerge dalla seconda edizione della ricerca <em><strong>‘Paying digital, living digital’</strong></em> di <strong>Mastercard,</strong> realizzata in collaborazione con <strong>AstraRicerche</strong>, e lanciata in occasione del <strong>Mastercard innovation forum 2021</strong>, l’evento annuale dedicato al futuro dei pagamenti.<br />La ricerca ha indagato il rapporto degli italiani con la tecnologia e il digitale, ponendosi l’obiettivo di individuare quali sono le nuove abitudini ‘connesse’, delineate e consolidate durante l’emergenza Covid-19 ed ora irrinunciabili, e quali sono le prospettive future in ottica di ripresa e sviluppo del Paese.</p><p>L’indagine ha coinvolto, in una prima fase, un panel di 25 professionisti ed esperti di settori chiave del panorama italiano in cui il digitale sta svolgendo un ruolo rilevante (food, arte, editoria, moda, cinema), oltre ad un campione rappresentativo di consumatori a livello nazionale, in una seconda fase.</p><div id="ez-toc-container" class="ez-toc-v2_0_17 counter-hierarchy"><div class="ez-toc-title-container"><p class="ez-toc-title"> </p></div><nav></nav></div><h3><span id="Acquisti_online_sempre_piu_al_centro" class="ez-toc-section"></span>Acquisti online sempre più al centro</h3><p>Dai dati emersi, quello che colpisce è l<strong>’importanza assegnata dai nostri connazionali agli acquisti online</strong>, al primo posto tra gli ambiti della quotidianità in cui il digitale è stato protagonista negli ultimi 6 mesi, superando addirittura divertimento e passioni (rispettivamente 85% contro 70,2%).</p><p>Approfondendo poi in merito alle tipologie di innovazioni tecnologiche risultate più impattanti per gli italiani negli ultimi 6 mesi, <strong>al primo posto della top five gli intervistati indicano le app di messaggistica istantanea (54,7%), seguite subito da e-commerce e acquisti online significativi per il 48,1% degli italiani.</strong> Risultati questi che confermano come i consumi sui canali digitali e gli acquisti online non rappresentino più una tendenza temporanea, bensì un’abitudine pronta a consolidarsi, andando ben oltre il solo desiderio di intrattenimento e svago.<br />Lo sottolinea ulteriormente il terzo posto in classifica dove si attestano i <strong>pagamenti digitali (47%)</strong>, tramite smartphone e wearable, che segnano un importante cambiamento nelle consuetudini di acquisto, riconoscendo al digitale la capacità di facilitare e migliorare la quotidianità.<br />Al 5° posto troviamo le nuove tecnologie, come l’identità digitale, che stanno semplificando il rapporto con la pubblica amministrazione (43%), superando addirittura passioni e intrattenimento rappresentate dalle piattaforme di streaming per la visione di film e serie tv (33,6%) o per l’ascolto musicale (20,5%).</p><p>Sul fondo della classifica infine <strong>e-book e le piattaforme di e-sport</strong>, trend che non hanno ancora abbracciato tutta la popolazione ma che riscuotono sicuramente successo tra i più giovani (rispettivamente 11% e 5%). Solo per 1 italiano su 3 (33,6%) è disposto a rinunciare a queste ed altre innovazioni tecnologiche riscoperte nell’ultimo anno. Una possibilità vista con particolare pessimismo nella fascia d’età 55-65 anni, a dimostrazione del significativo impatto del digitale nella quotidianità dei più adulti.</p><p>Chiedendo più nello specifico a cosa non possiamo più rinunciare in futuro, le <strong>piattaforme di e-commerce</strong> vengono indicate da oltre l’81% degli italiani, secondo solo alle app di messaggistica istantanea che si confermano stabili in vetta alla classifica (87,6%).</p><p>Secondo i dati emersi dalla ricerca effettuata a giugno, quando si parla di digitale negli ultimi 6 mesi, gli italiani non hanno dubbi: <strong>smartphone e telefonino sono al primo posto fra i device tecnologici per oltre la metà dei nostri connazionali (51,1%), sorpassando di gran lunga il computer (23,4%) e i tablet (3,6%) che in passato avevano guidato la rivoluzione digitale.</strong> Positivo anche l’interesse per il televisore, indicato come device tecnologico dal 6.2% degli italiani, complice anche il periodo di pandemia che ci ha visti vivere maggiormente gli ambienti di casa. E infine orologi (2.2%) e fotocamere (1.4%), oggetti rappresentativi di alcune importanti passioni degli italiani.</p><p> </p><h3><span id="Scopi_relazionali_al_primo_posto" class="ez-toc-section"></span>Scopi relazionali al primo posto</h3><p>Guardando agli scopi di utilizzo della tecnologia nel periodo di pandemia, non stupisce che il motivo principale che caratterizza il rapporto quotidiano degli italiani con essa si conferma essere quello <strong>relazionale</strong>, ovvero di strumento per comunicare con gli altri attraverso <strong>chat, messaggistica istantanea, social media e videochiamate/telefonate</strong> (complessivamente per il 32% del campione), ma è sempre più sentita la necessità di utilizzare i device per fare acquisti, effettuare pagamenti e online banking (al secondo posto in classifica, per un totale pari a circa 18%).</p><p>La<strong> digitalizzazione del retail</strong> rappresenta un driver importante nella scelta degli acquisti per il 68% degli italiani. Tra i servizi tecnologici, infatti, a cui si attribuisce il maggior peso nella scelta dei negozi in cui effettuare i propri acquisti, sono ancora una volta i pagamenti i protagonisti: gli italiani premiano la possibilità di effettuare pagamenti digitali in store (40,4%). Seguono poi la presenza di un <strong>sito web completo e facilmente navigabile</strong> attraverso cui conoscere l’offerta (39,5%) e un servizio di e-commerce con consegna a domicilio (37,8%).</p><p>Con il diffondersi della pandemia, inoltre, abbiamo assistito ad una <strong>rinnovata sensibilità e vicinanza degli italiani verso la comunità di appartenenza, che si traduce in un ritorno al localismo nei consumi.</strong> Scelti principalmente per il rapporto umano che li caratterizza (43,5%), il sostegno al territorio (38,8%) e la cura al cliente (37,5%), i piccoli esercenti hanno ritrovato la loro attrattività diventando protagonisti di un vero e proprio trend di acquisti di prossimità e quartiere.</p><p>Anche in questo ambito, però, <strong>gli italiani riconoscono alla tecnologia un ruolo chiave nel favorire e accelerare il processo di recovery.</strong> La diffusione e la valorizzazione di un e-commerce locale che coinvolga i piccoli esercenti e le Pmi alla base del tessuto economico italiano è riconosciuto da 1 italiano su 3 come un aspetto fondamentale nella ripartenza economica.</p><p> </p><h3><span id="Identita_digitale_come_elemento_di_svolta" class="ez-toc-section"></span>Identità digitale come elemento di svolta</h3><p>Tra le innovazioni tecnologie che hanno avuto un maggior impatto sulla vita degli italiani negli ultimi 6 mesi, per quasi la metà dei nostri connazionali (43,1%) troviamo<strong> l’identità digitale nel rapporto con la pubblica amministrazione,</strong> elemento di interesse condiviso uniformemente tra le diverse fasce d’età, dai 25 ai 65 anni (con valori che oscillano tra il 41% e il 47%). E se si pensa al futuro, <strong>oltre il 77% degli italiani non ne potrebbe più fare a meno.</strong> Tra i servizi pubblici digitali da mantenere o rafforzare gli italiani segnalano: l’opportunità di svolgere pratiche a distanza (50%), di gestire le prenotazioni ed evitare le file negli uffici pubblici (48%) e la possibilità di visualizzare la propria situazione e il proprio storico direttamente dal web (48%).</p><p> </p><h3><span id="Opportunita_e_prospettive_del_digitale" class="ez-toc-section"></span>Opportunità e prospettive del digitale</h3><p>Lo scenario del mondo digitale delineato dagli esperti evidenzia tre trend attuali molto chiari<strong>: i player più piccoli del mercato avranno i maggiori vantaggi</strong>; la comunicazione diventa <strong>intrattenimento e gamification</strong>; l’impatto dei <strong>social network come strumento di business e connessione</strong> con i consumatori.</p><p>Le potenzialità del<strong> digitale per i “piccoli”</strong> sono interessanti e forti, ma spesso non ancora pienamente colte. Il ridotto costo di accesso alla rete consente anche ai più piccoli produttori/creators di ambire a una visibilità elevata e qualificata. Il solo limite sembra essere dunque una questione di cultura del mezzo (manca ancora la giusta consapevolezza della sua rilevanza, la conoscenza di come utilizzarlo al meglio e di quali scelte fare a livello di canali).</p><p>Secondariamente, troviamo la <strong>comunicazione</strong>: sempre meno diretta solo a vendere o a ottenere rapidamente un miglioramento dell’immagine, bensì promotrice di un’ibridazione tra il mostrare i prodotti e l’offrire esperienze ludiche. Ne sono esempi le presentazioni – fisiche ma soprattutto on line – di libri e di opere d’arte che diventano più un ‘racconto’ dell’autore, della sua personalità, delle sue idee.</p><p>I <strong>social network</strong>, poi, sono sempre più l’ambiente dove il cittadino si informa in misura crescente, ma sono anche l’<strong>agorà virtuale dove il consumatore fa sentire la propria voce</strong>, diventando – volente o nolente – ambassador di un brand, di una ‘buona causa’, di un’idea o, anche, suo detrattore.</p><p> </p><h3><span id="Uno_sguardo_al_futuro" class="ez-toc-section"></span>Uno sguardo al futuro</h3><p>E con uno sguardo al futuro, cosa può portare il digitale? A un <strong>rapporto sempre più diretto con il consumatore e alla personalizzazione dell’esperienza</strong>. Dalla vendita online live (anche one-to-one) dei prodotti, alla personalizzazione degli stessi che vengono consegnati tramite servizio di delivery direttamente in casa, alla esperienza ‘senza guida’, ma libera, di visita virtuale di un museo o di una esposizione temporanea d’arte. Ma non solo: nel mondo dell’arte e in quello della moda crescerà l’uso degli <em>Non-Fungible-Token</em>, token crittografici che propongono qualcosa di unico che esiste sono in digitale, garantito al massimo livello, finanche a risultare non replicabile ed esclusivo. Infine, significativa è la <strong>maggiore inclusione determinata dal digitale.</strong> Un’inclusione che considera il consumatore, raggiungibile in modo più facile, veloce e diretto, ma anche i produttori, soprattutto se piccoli.</p><p> </p><h3><span id="Propensione_al_digitale_sempre_piu_forte" class="ez-toc-section"></span>Propensione al digitale sempre più forte</h3><p>“Quanto emerge da questa nuova ricerca <strong>Mastercard</strong> rappresenta un’importante conferma per il Paese rispetto alla rinnovata propensione degli italiani nei confronti del digitale, quale strumento necessario principalmente per comunicare con gli altri ed effettuare acquisti – afferma <strong>Michele Centemero, Country manager Italia di Mastercard</strong> – . La pandemia ha accelerato e consolidato questo percorso e i consumatori italiani sono più che pronti a a considerare il digitale un alleato per la loro vita quotidiana e un elemento cruciale per la ripresa economica e il rilancio del nostro Paese a partire da consumi e pagamenti”.</p><p> </p><p><em>Tratto da www.corrierecomunicazioni.it, pubblicato il 25.06.2021, di Veronica Balocco</em></p>								</div>
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