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	<title>pubblicita Archives - Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</title>
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		<title>Digital marketing, i trend del 2021</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/digital-marketing-i-trend-del-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2021 09:46:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I cambiamenti indotti dalla pandemia da Covid 19 hanno accentuato una tendenza già in corso nel digital marketing: la centralità del cliente. Per sviluppare una buona strategia i brand punteranno tutto su interattività, assistenza, trasparenza, marketing sociale e un mix di contenuti originali</p>
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									<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #808080;">I cambiamenti indotti dalla pandemia da Covid 19 hanno accentuato una tendenza già in corso nel digital marketing: la centralità del cliente. Per sviluppare una buona strategia i brand punteranno tutto su interattività, assistenza, trasparenza, marketing sociale e un mix di contenuti originali</span></h3><p> </p>								</div>
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									<p class="has-drop-cap">Le tendenze nel <strong>digital marketing</strong> cambiano <strong>rapidamente</strong>, a maggior ragione in presenza di eventi capaci di sconvolgere le abitudini delle persone, com’è avvenuto quest’anno con la pandemia da <strong>Covid 19</strong>. C’è però un trend che nel tempo sembra confermarsi e rafforzarsi: la <strong>centralità del consumatore</strong>. I brand che sapranno comprendere appieno i loro clienti – bisogni, esigenze, modo di comunicare – sapranno intraprendere azioni decisive, che permetteranno loro di distinguersi, anche in tempi complessi come quelli che stiamo vivendo.</p><p> </p><h3>L’impennata dell’e-commerce e le sue conseguenze</h3><div class="infog-quote float-right infog-margin-left">+71%<p class="infog-caption">incremento e-commerce Usa nel secondo trimestre 2020</p><hr class="hr-box-infographic" />+55%<p class="infog-caption">previsione incremento e-commerce Italia nel 2020</p></div><p>La crescita dell’e-commerce è collegata alle limitazioni agli spostamenti imposte dalla pandemia. Nel secondo trimestre 2020, negli <strong>Usa</strong> la crescita è stata del <strong>71%</strong>, come rilevato da una ricerca di Salesforce. Importante l’incremento anche in Italia: secondo un’indagine realizzata da Netcomm, il primo lockdown ha convinto 1,3 milioni di italiani a comprare online per la prima volta. E l’e-commerce dovrebbe chiudere l’anno con una crescita del 55%. La migrazione degli acquisti e la familiarità acquisita con il web, dovuta anche alla diffusione dello smart working e al maggior tempo trascorso al computer, fa sì che i consumatori diventino col tempo sempre più <strong>competenti</strong> ed <strong>esigenti</strong>. Ormai chiunque apra un sito per ottenere informazioni o per comprare qualcosa si aspetta standard elevati: <strong>assistenza</strong> rapida ed efficiente, <strong>navigazione</strong> intuitiva e veloce, processo d’<strong>acquisto</strong> immediato.</p><p> </p><h3>Digital marketing trend 2021: ricerca vocale, chatbot e intelligenza artificiale</h3><div class="infog-quote float-left infog-margin-right">Il 50% delle ricerche sarà vocale entro la fine dell’anno.</div><p>La ricerca vocale si è imposta negli ultimi anni grazie ad assistenti digitali come Siri, Cortana e Alexa. Entro la fine di quest’anno, ComScore prevede che metà di tutte le ricerche online sarà <strong>vocale</strong>. E pare solo l’inizio. I brand dovranno saper creare contenuti capaci di adattarsi a questo cambiamento. Allo stesso tempo diventerà imprescindibile l’integrazione nei siti aziendali dei <strong>chatbot</strong>, assistenti virtuali progettati per comunicare con i clienti 24 ore su 24, sette giorni su sette. Grazie agli sviluppi dell’intelligenza artificiale si stanno affinando, ma hanno già raggiunto un elevato livello di <strong>precisione</strong>, che rende il loro intervento (almeno per alcune funzioni) simile a quello umano.   </p><p> </p><h3>Un pubblico socialmente consapevole</h3><p class="no-margin">Secondo l’indagine <em>Social Media Trends 2021</em>, condotta da Talkwalker in collaborazione con Hubspot, questo è il trend numero uno. La tendenza riguarda soprattutto i più <strong>giovani</strong>. I brand non possono più ignorare l’<strong>attualità</strong>, i temi legati alla <strong>politica</strong>, all’<strong>ambiente</strong>, ai <strong>diritti</strong>. Per un’azienda oggi è fondamentale essere percepita come <strong>reale</strong>, <strong>onesta</strong>, con un <strong>volto</strong>, capace di fornire informazioni <strong>trasparenti</strong> e di contrastare attivamente le <strong>fake news</strong>. Una strategia di marketing fortemente improntata sulla vendita non funziona con le giovani generazioni.</p><div class="infog-quote float-left infog-margin-right">66% dei consumatori considera la trasparenza del brand una delle qualità più attraenti di un marchio.</div><div> </div><p>La <strong>pubblicità</strong> è spesso percepita come invasiva e solo l’<strong>1%</strong> dei millenial sostiene che una pubblicità convincente crei fiducia. Di converso, una campagna di marketing guidata da una <strong>mission</strong> si collegherà con il pubblico ad un livello più <strong>emotivo</strong>, dando più risonanza al brand.</p><div class="adv adv-desktop hidden sm__block"> </div><div> </div><h3>Il digital marketing (anche) per le piccole attività</h3><p class="no-margin">Il primo lockdown ha costretto molte attività a fermarsi. È parso da subito evidente come avere un presidio digitale fosse fondamentale, non soltanto nella vendita ma anche nella capacità di raggiungere gli utenti. È stata quindi accelerata una consapevolezza che si prepara a consolidarsi nel 2021: <strong>anche Pmi e negozi</strong> di quartiere hanno bisogno di digital marketing. Raggiungere i propri clienti sfruttando tutti i canali possibili è la strategia più efficace per incrementare le vendite. Ma a che prezzo? Vista la digitalizzazione, la disponibilità di dati e l’evoluzione tecnologica, i costi non sono più una barriera d’ingresso significativa: <strong>esistono servizi a misura di Pmi</strong>, come Movylo, una soluzione che crea programmi fedeltà, gestendo una raccolta punti o inviando ai clienti offerte personalizzate.</p><p> </p><div class="infog-quote float-right infog-margin-left">31% dei marketer B2B afferma che le newsletter sono il modo migliore per coltivare i lead.</div><div> </div><p>Prodotti e servizi possono essere gestiti anche online, consentendo di vendere anche con la saracinesca abbassata. Smart Digital Marketing è invece un servizio per le Pmi che vogliono fare pubblicità online. Accompagna le aziende nella scelta dei canali, nella selezione delle immagini da utilizzare, nella definizione del budget e nella verifica dei risultati della propria campagna.     </p><p> </p><h3>Il remix è il nuovo User Generated Content</h3><div class="infog-quote float-left infog-margin-right">28% in più di engagement per i contenuti generati dagli utenti.</div><div> </div><p>Il remix è l’arte di esprimersi combinando format, template e contenuti diversi. Non è un genere nuovo, ma grazie ad applicazioni come <strong>TikTok</strong>, <strong>Koji</strong> e <strong>Instagram Reels</strong> è diventato sempre più diffuso e di semplice utilizzo. A monte di questa evoluzione c’è l’interattività, caratteristica dominante negli ultimi anni in qualsiasi strategia di digital marketing. Secondo uno studio di ComScore, il contenuto <strong>generato dagli utenti</strong> ottiene il <strong>28%</strong> in più di <strong>engagement</strong> rispetto al contenuto brandizzato standard. Il <strong>video</strong> continuerà a essere il formato più coinvolgente, ma sarà sempre più spesso personalizzato con gif, giochi e soprattutto <strong>meme</strong> (le mention relative ai meme sono passate da 19,8 milioni nell’agosto 2019 a 24,9 milioni nel luglio 2020). Le aziende cercheranno di fornire agli utenti più <strong>asset creativi</strong>, dotandoli di strumenti e risorse per creare <strong>contenuti originali</strong>. Senza dimenticare strumenti più tradizionali come podcast e newsletter: la loro invenzione non è certo recente, ma continuano a trasformarsi e crescere. </p><p> </p><p> </p><p>Contenuto sponsorizzato da <img decoding="async" class="" src="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/06/vodafone-business-lab-300x71.png" width="152" height="36" /></p><div class="wp-block-columns"><div class="wp-block-column"> </div></div>								</div>
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		<title>IL PRIMATO: Italiani popolo di NAVIGATORI(Su Rete Mobile): 35 milioni online via smartphone</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/il-primato-italiani-popolo-di-navigatori-su-rete-mobile-35-milioni-online-via-smartphone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2021 15:32:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Mobile B2C Strategy del Politecnico di Milano l’87% dei cittadini si collega a Internet in mobilità, un milione e mezzo in più in un anno. Tasso di penetrazione superiore a quello del pc. In aumento del 9% gli investimenti nell’advertising sul “canale”</p>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">IL PRIMATO: 
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35 milioni online via smartphone</h2>				</div>
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									<h4><span style="color: #333333;">Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Mobile B2C Strategy del Politecnico di Milano l’87% dei cittadini si collega a Internet in mobilità, un milione e mezzo in più in un anno. Tasso di penetrazione superiore a quello del pc. In aumento del 9% gli investimenti nell’advertising sul “canale”</span></h4><h3> </h3>								</div>
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									<div id="post-193647" class="testata" data-link="https://www.corrierecomunicazioni.it/telco/italiani-popolo-di-mobile-navigatori-35-milioni-online-via-smartphone/"><div class="excerpt_block"><div class="abstract p-text">Nonostante un <strong>2020</strong> caratterizzato dalle misure di limitazione alla mobilità, <strong>lo smartphone si è confermato il mezzo preferito per navigare online</strong>. Gli italiani che si connettono via <strong>mobile</strong> sono <strong>35,1 milioni </strong>a dicembre 2020<strong>, pari all’87% della popolazione Internet </strong>e con un incremento di 1,5 milioni rispetto a un anno prima<strong> (+4,5%)</strong>. In media gli italiani trascorrono <strong>77 ore al mese online da device mobili (+29% </strong>rispetto a dicembre 2019),<strong> pari all’83% del tempo speso a navigare su Internet.</strong></div></div></div><article class="col s12 m12 l12"><div class="wrapper"><div class="body-text"><p>L<strong>a crescita non ha riguardato solo i siti e le app degli Over the top</strong> (Ott), <strong>ma anche le property digitali delle principali imprese italiane per fatturato</strong>: il 77% del tempo speso online su siti e app dei top brand italiani proviene infatti da device mobili, valore in netta crescita (+15 punti percentuali) rispetto a gennaio 2020.</p><p>Queste alcune delle evidenze emerse dall’<strong>Osservatorio Mobile B2c Strategy della School of Management del Politecnico di Milano</strong>, che si pone l’obiettivo di aiutare le imprese italiane a comprendere come generare valore dall’utilizzo del mobile a supporto del processo di relazione con il cliente.</p><div id="ez-toc-container" class="ez-toc-v2_0_16 counter-hierarchy"><div class="ez-toc-title-container"><p class="ez-toc-title">Indice degli argomenti</p></div><nav><ul class="ez-toc-list ez-toc-list-level-1"><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2">In un 2020 complicato il mobile vince</li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2">Cresce il Mobile advertising, dominio degli Ott</li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2">La trasformazione del messaging</li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2">Mobile surfer, cresce la fiducia nell’e-commerce</li><li class="ez-toc-page-1 ez-toc-heading-level-2">Le aziende italiane e la mobile user experience</li></ul></nav></div><h3> </h3><h3>In un 2020 complicato il mobile vince</h3><p>“L’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19 che ha caratterizzato il 2020, e che purtroppo è ancora in corso, ha messo ancor più a nudo l’arretratezza dell’Italia in termini di digitalizzazione, sia dei cittadini sia delle imprese. <strong>In questo scenario complicato, un dato che colpisce è il ruolo che il mobile gioca nel nostro Paese</strong>. La penetrazione di questo dispositivo, infatti, è superiore a quella dei Pc; <strong>siamo il secondo Paese in Europa per sola penetrazione della banda larga mobile e tra i Paesi più avanzati nello sviluppo del 5G</strong>; il 36% degli utenti internet italiani naviga solo da mobile, contro una media del 23% nei 5 più grandi Paesi europei (Eu5) e del 14% in Usa”, dichiara<strong> Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy del Politecnico di Milano.</strong></p><p>Si tratta della “Eennesima conferma della rilevanza di questo canale si è avuta proprio nell’anno in cui la maggioranza della popolazione è restata per gran parte del tempo in casa. Il 2020 ha dimostrato definitivamente come il tema della mobilità non sia più discriminante: <strong>lo smartphone è il device preferito</strong> dagli italiani <strong>per via dell’esperienza semplice e veloce e della possibilità di accesso continuo</strong>”, conclude Rangone.</p><h3>Cresce il Mobile advertising, dominio degli Ott</h3><p>“<strong>Nel 2020 gli investimenti pubblicitari sul canale mobile in Italia sono cresciuti del 9%</strong> rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota <strong>1,9 miliardi di euro</strong>. Lo<strong> smartphone si riconferma il mezzo principale dell’Internet advertising</strong> (pesa, infatti, il 55% del totale) e quello che registra il tasso di crescita più elevato, nonostante un incremento più contenuto rispetto a quelli degli anni passati, frutto di una frenata della spesa in pubblicità nella prima parte dell’anno”, dichiara <strong>Marta Valsecchi, Direttore dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy.</strong> “Le dinamiche osservate sono abbastanza comuni tra tutti i player del settore e confermano ancora una volta il <strong>netto dominio degli Over the top (Ott – come Facebook, Google e Amazon) che raccolgono insieme l’84% del totale</strong> Mobile advertising”.</p><p>A livello di formati si registrano andamenti in linea con quanto accade sul mercato del digital advertising: i<strong>l formato principale è il video (in crescita del +11%), seguito dall’altro display advertising (+9%).</strong> La search, come negli anni passati, cresce in linea con il mercato (+9%), confermandosi in terza posizione. Stabile, invece, la componente di classified advertising, mentre continua il calo dell’sms advertising, che ha una quota sempre più marginale.</p><p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-custom-format-small wp-image-193661" src="https://d110erj175o600.cloudfront.net/wp-content/uploads/2021/03/23161917/Osservatorio-Mobile-B2c-Advertising-640x360.png" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" srcset="https://d110erj175o600.cloudfront.net/wp-content/uploads/2021/03/23161917/Osservatorio-Mobile-B2c-Advertising-640x360.png 640w, https://d110erj175o600.cloudfront.net/wp-content/uploads/2021/03/23161917/Osservatorio-Mobile-B2c-Advertising-156x88.png 156w" alt="" width="640" height="360" /></p><h3> </h3><h3>La trasformazione del messaging</h3><p><strong>L’sms,</strong> il canale mobile più storico, è ancora uno degli strumenti usati dalle imprese per relazionarsi con i propri clienti ma nel 2020 sempre meno con finalità promozionali o di marketing. I volumi di messaggi inviati lo scorso anno, infatti, sono <strong>cresciuti del 3,5% raggiungendo quota 5,3 miliardi</strong> grazie all’incremento degli <strong>sms transazionali </strong>(conferme di pagamento o one time password) <strong>e di customer care</strong>, impiegati principalmente per notifiche legate ai servizi offerti (come ordini eCommerce o rinnovi di abbonamenti).</p><p><strong>Per gestire l’emergenza</strong> molte imprese hanno inoltre introdotto l’utilizzo di <strong>WhatsApp </strong>come nuovo <strong>canale di customer care e di consulenza per gli acquisti online</strong>. Molto spesso però l’attivazione di questo touchpoint è stata dettata dall’urgenza e, dunque, non è stato fatto un lavoro centralizzato di integrazione con gli altri canali, importante invece per avere una vista unica sui comportamenti e sulle interazioni con i consumatori.</p><h3>Mobile surfer, cresce la fiducia nell’e-commerce</h3><p>L’incremento dell’utilizzo del mobile nell’ultimo anno è stato rilevante anche in relazione agli altri mezzi. Dalla <strong>survey condotta in collaborazione con Bva-Doxa</strong>, infatti, <strong>il 97% dei mobile surfer, anche se costretto in casa, non ha diminuito il tempo su mobile; anzi, la gran parte di loro (69% del totale) l’ha incrementato</strong>. Inferiore invece la percentuale di utenti che ha aumentato l’uso di altri mezzi (60% la Tv, 52% il Pc).</p><p>“Nel 2020 si è assistito all’incremento dei download di alcune specifiche categorie di applicazioni. Tra queste, quelle legate a spesa online e cibo da asporto, per le quali il numero di utenti che ha scaricato una nuova app è pari a oltre un terzo di quelli attivi. <strong>La pandemia ha aumentato la fiducia nell’eCommerce</strong>: il 34% dei mobile surfer dichiara di sentirsi più tranquillo negli acquisti online (a fianco di un 62% che lo era già)”<strong> afferma Antonio Filoni (Partner e Head of BU Digital, Social Media &amp; Innovation, Bva-Doxa). </strong>“Un ulteriore trend riguarda la crescente dematerializzazione degli elementi tipicamente presenti nel portafoglio dei consumatori: <strong>carte fedeltà, carte di pagamento, coupon e buoni sconto sono stati digitalizzati dal 77% dei mobile surfer</strong>, valore che ha registrato una crescita di 9 punti percentuali rispetto a febbraio 2020”.</p><h3>Le aziende italiane e la mobile user experience</h3><p>La crescita dell’utilizzo dei canali digitali e della consapevolezza del ruolo strategico di questi da parte delle aziende ha portato in generale <strong>maggiori investimenti nei confronti dell’esperienza utente</strong>.</p><p>Da una survey condotta su circa 80 aziende grandi e medio-grandi italiane, emerge che quasi tutte presidiano le diverse fasi del processo alla base di una buona user experience e che gran parte cerca di misurarne i benefici. In particolare, rispettivamente solo il 4% e il 3% dei brand non svolge alcuna attività di ricerca e progettazione, mentre il 7% salta le attività di testing volte a validare il prodotto appena sviluppato. Tuttavia la gran parte di esse <strong>non ha ancora un approccio continuativo</strong> al tema, che potrebbe portare miglioramenti e benefici ancora più significativi.</p><p><img decoding="async" class="alignnone size-custom-format-small wp-image-193662" src="https://d110erj175o600.cloudfront.net/wp-content/uploads/2021/03/23162101/Osservatorio-Mobile-B2c-Experience-640x360.jpg" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" srcset="https://d110erj175o600.cloudfront.net/wp-content/uploads/2021/03/23162101/Osservatorio-Mobile-B2c-Experience-640x360.jpg 640w, https://d110erj175o600.cloudfront.net/wp-content/uploads/2021/03/23162101/Osservatorio-Mobile-B2c-Experience-156x88.jpg 156w, https://d110erj175o600.cloudfront.net/wp-content/uploads/2021/03/23162101/Osservatorio-Mobile-B2c-Experience-lq.jpg 30w" alt="" width="640" height="360" /></p><p>I risultati dell’indagine sul consumatore premiamo le aziende nella maggiore attenzione a questi temi: <strong>la quota di mobile surfer che dichiara di aver dovuto, spesso o qualche volta, cambiare sito web o app per problemi di usabilità è diminuita dallo scorso anno</strong>, passando da 51% a 41% per i siti e da 46% a 39% per le app. Il cammino è, dunque, ben avviato ma non è certo concluso per portare queste percentuali a livelli decisamente più bassi.</p><p><em>“Il 2020 è stato sicuramente un anno di conferma per il mobile” </em>conclude <strong>Marta Valsecchi</strong>. “<strong>La sfida vera è quella di sfruttare la consapevolezza ormai diffusa del ruolo strategico del digitale e del mobile per assumere una prospettiva omnicanale</strong>: questa deve valorizzare appieno ogni singolo touchpoint per le sue distintività, ma al contempo mettere al centro la gestione integrata dei dati sui comportamenti e sugli interessi dei clienti per trasformare l’azienda da product o channel driven a customer driven”.</p></div><div class="excerpt_block"><div> </div><div>Tratto da www.corrierecomunicazioni.it</div><div class="testata__data gl-text">24 Mar 2021; giornalista Patrizia Licata</div></div><div class="firma_block"><div class="testata__firma gd-text"><div class="testata__firma-text mutifirma left"><p class="testata__firma-jobs gl-text"> </p></div></div></div></div></article>								</div>
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		<p>The post <a href="https://www.evercomsrl.net/il-primato-italiani-popolo-di-navigatori-su-rete-mobile-35-milioni-online-via-smartphone/">IL PRIMATO: Italiani popolo di NAVIGATORI(Su Rete Mobile): 35 milioni online via smartphone</a> appeared first on <a href="https://www.evercomsrl.net">Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</a>.</p>
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