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	<title>servizi digitali Archives - Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</title>
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	<description>Soluzioni digitali per aziende</description>
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		<title>B20, il 60% del Pil mondiale sarà trainato dal digitale entro il 2022</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/b20-il-60-del-pil-mondiale-sara-trainato-dal-digitale-entro-il-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2021 09:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connettività]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[TRANSFORMAZIONE DIGITALE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La trasformazione digitale sta diventando sempre più un motore globale di crescita economica sostenibile, con il 60% del Pil mondiale che sarà trainato dal digitale entro il 2022. La tecnologia rappresenta anche una leva fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici, in grado di contribuire a una riduzione fino al 15% della produzione globale di CO2 entro il 2030. Si tratta, inoltre, di un potente fattore di inclusione sociale e di resilienza. Su questi presupposti di è articolato il B20-G20 Dialogue on digital transformation, in vista delle riunioni ministeriali del G20 su Innovazione e ricerca che si terranno a Trieste il 5 e 6 agosto.</p>
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					<h1 class="elementor-heading-title elementor-size-default">B20, il 60% del Pil mondiale sarà trainato dal digitale entro il 2022</h1>				</div>
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									<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #808080;">La task force Digital transformation guidata da Ibarra ha predisposto una library di casi d’uso dei servizi innovativi. La percentuale di laureati Stem farà la differenza nello sviluppo economico: entro il 2024 l’ambizione è raggiungere il 30%</span></h4>								</div>
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									<p> </p><p><strong>La trasformazione digitale sta diventando sempre più un motore globale di crescita economica sostenibile,</strong> con il 60% del Pil mondiale che sarà trainato dal digitale entro il 2022. La tecnologia rappresenta anche una leva fondamentale nella <strong>lotta ai cambiamenti climatici,</strong> in grado di contribuire a una riduzione fino al 15% della produzione globale di CO2 entro il 2030. Si tratta, inoltre, di un potente <strong>fattore di inclusione sociale e di resilienza</strong>. Su questi presupposti di è articolato il <strong>B20-G20 Dialogue on digital transformation</strong>, in vista delle riunioni ministeriali del <strong>G20 su Innovazione e ricerca</strong> che si terranno a <strong>Trieste il 5 e 6 agosto</strong>.</p><p> </p><div id="ez-toc-container" class="ez-toc-v2_0_17 counter-hierarchy"><nav><h3>Competenze digitali: obiettivo 30% di laureati Stem</h3></nav></div><p>L’incontro ha visto l’intervento del <strong>Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao</strong> e di: <strong>Emma Marcegaglia, Chair B20</strong>; <strong>Maximo Ibarra, Chair Task Force Digital Transformation B20</strong>; <strong>Borje Ekholm</strong>, Ceo Ericsson; <strong>Klaus Rosenfeld</strong>, Ceo Schaeffler Group; <strong>Diane Wang</strong>, fondatrice e presidente DHGate.com; <strong>Dan Bryant</strong>, Senior vice president Walmart; <strong>Hans-Paul Bürkner</strong>, Global Chair Boston consulting group; <strong>Rob Shuter</strong>, Ceo Enterprise BT; <strong>Giuseppina Di Foggia</strong>, Amministratore delegato e vice presidente Nokia Italia.</p><p><strong>Le competenze digitali</strong> sono e saranno essenziali per raggiungere nuovi livelli di produttività globale nei prossimi anni. <strong>Il B20 ha selezionato come Kpi leader la percentuale di laureati Stem su laureati totali del G20.</strong> Nel 2018 i laureati Stem rappresentavano il 24% del totale dei laureati; quindi, <strong>entro il 2024 l’ambizione è raggiungere il 30%.</strong> Rappresentando il 75% del commercio totale e l’85% del Pil globale, il G20 deve assumere un ruolo guida nella ridefinizione del futuro.</p><p><strong>Il B20 Italia ha anche predisposto una digital library di casi d’uso a livello mondiale per i servizi digitali,</strong> al fine di creare le basi per una piattaforma globale e accessibile per promuovere la trasformazione digitale, tra istituzioni internazionali e comunità aziendali.</p><p> </p><h3><span id="Marcegaglia_Trasformazione_digitale_contro_il_digital_gap" class="ez-toc-section"></span>Marcegaglia: “Trasformazione digitale contro il digital gap”</h3><p>“La trasformazione digitale è fondamentale per accelerare la<strong> ripresa economica –</strong> ha dichiarato <strong>Emma Marcegaglia, Chair B20 2021</strong> – ma lo è altrettanto per <strong>garantire l’inclusione,</strong> come recita il motto del B20: Includere, Condividere, Agire per Ridisegnare il Futuro. L’ancora ampio divario digitale indica che vanno compiuti sforzi ulteriori per garantire a tutti l’accesso alle tecnologie digitali, consentendo alla più ampia parte della popolazione di condividerne i vantaggi. Il G20 deve quindi favorire approcci normativi comuni, piani concreti per la diffusione della banda larga, ed investimenti per le competenze digitali”.</p><p> </p><h3><span id="Ibarra_B20_al_lavoro_per_aumentare_laccesso_alla_rete" class="ez-toc-section"></span>Ibarra: “B20 al lavoro per aumentare l’accesso alla rete”</h3><p><strong>Maximo Ibarra, Chair della Task Force digital transformation del B20</strong>, ha affermato: “Dall’inizio della pandemia l’innovazione digitale ha garantito il mantenimento di una dimensione sociale e dei livelli produttivi in diversi settori. Da idea futuribile si è trasformata in elemento concreto per la vita quotidiana. Nonostante questo, sono diversi i gap che l’innovazione digitale deve superare per compiere la sua missione e <strong>come task force del B20 stiamo elaborando soluzioni per ridurre le lacune infrastrutturali in termini di capacità di connessione e possibilità di accesso alla rete e ai servizi,</strong> in un’ottica di collaborazione pubblico-privato, di tutela della sicurezza dei dati e di promozione degli investimenti in tecnologie sempre più innovative”.</p><p> </p><h3><span id="Colao_Fiducia_e_cooperazione_tra_le_sfide_del_mondo_digitale" class="ez-toc-section"></span>Colao: “Fiducia e cooperazione tra le sfide del mondo digitale”</h3><p>“Il nuovo ‘mondo digitale’ che stiamo costruendo insieme porta con sé quattro grandi sfide chiave che siamo chiamati ad affrontare”, ha dichiarato il <strong>Ministro</strong> <strong>per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao</strong><em>. </em>“La prima è infrastrutturale e ci impegna a migliorare la portata della rete e la qualità della connessione. La seconda riguarda la fiducia e ci esorta a promuovere condizioni paritarie per gli operatori di mercato, rafforzando allo stesso tempo l’equità e la trasparenza per i consumatori. C’è poi una sfida di cooperazione, perché è essenziale trovare il giusto equilibrio tra intervento pubblico e scelte private, al fine di favorire l’innovazione di lungo periodo e la crescita economica. L’ultima, ma non per importanza, è una sfida di conoscenza e competenze, per costruire una forza lavoro predisposta al digitale. Sono lieto che le priorità evidenziate dal governo italiano siano in linea con quelle individuate dal B20”.</p><p> </p><h3><span id="Ekholm_Semplificare_le_regole_per_consentire_gli_investimenti" class="ez-toc-section"></span>Ekholm: “Semplificare le regole per consentire gli investimenti”</h3><p>“L’impatto del Covid-19 ha generato un’opportunità irripetibile per accelerare il processo di digitalizzazione delle nostre società e sfruttare i benefici della connettività a livello sociale ed economico. Se riusciremo a farlo in maniera uniforme, <strong>potremo colmare il divario digitale tra i Paesi</strong>, tra le aree urbane e quelle rurali, soddisfare le esigenze di tutti e dare alle persone nuove opportunità che possono stimolare una ripresa <em>green</em> guidata dal digitale”, ha dichiarato <strong>Börje Ekholm, Presidente e Ceo di Ericsson</strong>, nel suo intervento su “La <strong>connettività</strong> come elemento chiave per le priorità del G20 rispetto a: <strong>persone, pianeta, prosperità”.</strong></p><p>La diffusione di tecnologie è fondamentali per garantire l’accesso a occupazione, sanità e istruzione anche nelle zone più remote, ha sottolineato Ekholm aggiungendo che “la correlazione tra la penetrazione della banda larga e la crescita del Pil dei Paesi oggi è un elemento indiscutibile”.</p><p>La raccomandazione di Ekholm è di<strong> “accelerare</strong> la realizzazione di infrastrutture digitali moderne in grado di durare nel tempo”; tra queste “le <strong>infrastrutture di rete e la connettività</strong> rappresentano una componente fondamentale”.</p><p><strong>L’Europa, ha proseguito il numero uno di Ericsson, “sta pagando un ritardo</strong> rispetto a chi, nel resto del mondo, guida il processo di digitalizzazione e la diffusione del <strong>5G.</strong> Per questo quello che consigliamo fortemente a leader politici e decisori è di porre il tema dell’accesso alla connettività al centro dei propri sforzi economici. Come sottolineato dal ministro Colao, questo implica grandi investimenti nelle infrastrutture digitali. <strong>Occorre semplificare i regolamenti, le policy sugli spettri ma anche modificare le dinamiche della concorrenza.</strong> Ciò comporta un ripensamento delle proprie politiche che riguardano misure fiscali, prezzi dello spettro, tecnologie e modelli di business mirati a connettere quella parte di popolazione mondiale che ancora non gode di copertura”.</p><p>Secondo le stime dell’International elecommunication union (Itu), <strong>nei prossimi 10 anni saranno necessari ulteriori 428 miliardi di dollari per portare connettività di qualità alla popolazione attualmente </strong><strong>non connes</strong>sa. Secondo i dati del Gsma Mobile Economy Report di luglio 2021, attualmente il 5G copre l’80% o più della popolazione di Hong Kong, Kuwait, Qatar, Corea del Sud e Usa, mentre a livello globale si attesta al 15%. Come riportato nell’Ericsson Mobility Report di giugno 2021, si prevede che entro il 2026 in Nord America l’84% degli abbonamenti mobile sarà 5G, mentre nell’Africa Sub Sahariana solamente il 7% degli abbonamenti mobile sarà 5G.</p><p> </p><p> </p><p><em>Tratto da www.corrierecomunicazioni.it, pubblicato il 28 luglio 2021, di Patrizia Licata</em></p>								</div>
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		<title>Manuale di digital marketing per Pmi: errori da evitare e consigli</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/manuale-di-digital-marketing-per-pmi-errori-da-evitare-e-consigli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 09:56:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sfruttare i dati per migliorare le proprie campagne non è un’opportunità solo per le grandi aziende. Ecco qual è il percorso giusto per migliorarsi.<br />
Per cavalcare l’accelerazione digitale in atto, non basta essere online: è necessario evitare errori, avere le idee chiare e sapersi distinguere in un ambiente sempre più affollato. Anche grazie all’aiuto di guide e consulenti esperti.</p>
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									<p><span style="color: #808080;">Sfruttare i dati per migliorare le proprie campagne non è un’opportunità solo per le grandi aziende. Ecco qual è il percorso giusto per migliorarsi</span></p>								</div>
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È necessario un approccio analitico». Davide Grossi, Head of digital marketing di Vodafone Business, parte dai numeri per spalancare le opportunità a disposizione delle imprese, anche medie e piccole. <strong>Bando però all’improvvisazione</strong>. Per cavalcare l’accelerazione digitale in atto, non basta essere online: è necessario evitare errori, avere le idee chiare e sapersi distinguere in un ambiente sempre più affollato. Anche grazie all’aiuto di “guide” e consulenti esperti.</p><p> </p><h3>Gli errori da non fare</h3><p class="no-margin">Avere informazioni dettagliate aiuta a capire cosa vogliono gli utenti, presenta risultati, spesso sovvertendo le prassi consolidate.</p><div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container"><div class="wp-block-columns"><div class="wp-block-column"><div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container"><ol type="1"><li><strong>Evitare i “secondo me”</strong> <br />«Uno degli errori peggiori che si può fare nel digital marketing è partire dal “secondo me”, cioè dalla convinzione di conoscere il mercato e il cliente», afferma Grossi. «Qualche anno fa poteva funzionare. Oggi, se non ci si basa sui dati si è miopi. E si rischia di prendere un abbaglio».</li><li><strong>L’esperienza non basta</strong><br />Il digital marketing <em>data driven</em> è passato da moda a trend, fino a diventare un approccio molto diffuso. Grossi nota «maggiore sensibilità» sul tema da parte delle aziende. Ma la strada da fare è ancora tanta: «Soprattutto nelle generazioni più mature, <strong>rimane forte l’idea che l’esperienza valga di più di un’analisi ben fatta</strong>. È vero, l’esperienza è importante, ma non prende in considerazione i nuovi clienti. Si guardi, ad esempio, ad alcuni <em>epic fail</em> (un grande fallimento, <em>ndr</em>), soprattutto sui social. Si fanno disastri perché non si analizzano i dati per capire di cosa e con chi si sta parlando».</li></ol></div></div></div></div></div></div><h3>Digital marketing per Pmi in tre passi</h3><p class="no-margin">Il digital marketing non è più un campo battuto solo dalle grandi aziende. Se è vero che l’esattezza dell’analisi fa la differenza, è anche vero che si stanno diffondendo approcci e soluzioni capaci di spingere anche le Pmi.</p><p class="quote-right">Il digital marketing deve essere guidato dai dati: serve per capire chi sono, cosa vogliono e dove sono i clienti da raggiungere, qual è il proprio mercato e lo scenario competitivo</p><div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container"><div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container"><ol><li><strong>Formazione</strong><br />«Il punto di partenza deve essere la formazione, per farsi quantomeno un’idea di che canali e strumenti utilizzare», suggerisce l’Head of digital marketing di Vodafone Business.</li><li><strong>Approccio scientifico</strong><br />Il secondo punto riguarda quello che Grossi definisce «approccio scientifico». «Il digital marketing deve essere guidato dai dati: serve per capire chi sono, cosa vogliono e dove sono i clienti da raggiungere, qual è il proprio mercato e lo scenario competitivo».</li><li><strong>Procedere per test e correzioni</strong><br />Terzo punto: procedere per «test and learn», cioè per soluzioni che possono essere testate e all’occorrenza modificate imparando da pregi e difetti. «Il digital – afferma Grossi – ti permette di sbagliare e di migliorare. Si può partire con un budget minimo, vedere come va e correggere la rotta. Deve essere un continuo processo di ottimizzazione».</li></ol></div></div></div></div><div> </div><div id="thor-banner-block_5f7b4f21e9276" class="thor-banner banner-vodafone-microsoft aligncenter"><span style="color: #ff0000;">Il digital marketing deve essere guidato dai dati: serve per capire chi sono, cosa vogliono e dove sono i clienti da raggiungere, qual è il proprio mercato e lo scenario competitivo.</span></div><div> </div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><p><em><b>Se hai bisogno di maggior supporto puoi contattare uno dei nostri</b> <b>esperti Evercom! </b></em><em><b>Siamo a tua disposizione per una consulenza gratuita!</b></em></p><p> </p></div></div></div></div></div>								</div>
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									<div class="_content _content-record"><div class="inview_animate py-3 _content inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><p class="h4 font-weight-normal">Contenuto curato da <img decoding="async" class="author-image ml-md-4 pt-4 pt-md-0" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/000/021/original/vodafone-business-icon.png" width="114" height="57" /></p></div></div></div></div></div></div>								</div>
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