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	<title>italia Archives - Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</title>
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		<title>Banda ultralarga, l’Italia sul podio europeo delle reti in fibra</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/banda-ultralarga-litalia-sul-podio-europeo-delle-reti-in-fibra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Sep 2021 13:18:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connettività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo le stime dell’Ftth Council Europe il nostro Paese con Germania, Uk e Paesi Bassi è in vetta nella classifica della crescita delle infrastrutture Ftth e Fttb. Ma resta da sciogliere il nodo della domanda</p>
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									<h3>Secondo le stime dell’Ftth Council Europe il nostro Paese con Germania, Uk e Paesi Bassi è in vetta nella classifica della crescita delle infrastrutture Ftth e Fttb. Ma resta da sciogliere il nodo della domanda</h3>								</div>
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									<p> </p><p>La <strong>fibra ottica</strong> a casa continua a crescere: le nuove stime dell’<strong>Ftth Council Europe</strong> indicano che, <strong>entro il 2026, 197 milioni di abitazioni in Ue27+Uk saranno raggiunte dall’Ftth/Fttb, </strong>con un incremento del <strong>67%</strong> rispetto a quanto si stima per il 2021 (118 milioni).</p><p><strong>Il numero di abbonati alla banda ultralarga toccherà 135 milioni,</strong> più del doppio dei 60 milioni del 2021. Il tasso di adozione salirà al 68,7% contro il 51,1% di quest’anno. Italia, Germania, Paesi Bassi e Uk sono i mercati a più alto tasso di crescita.</p><p>L’Ftth Council Europe ha fornito il suo forecast per il periodo 2021-2026 anche per l’Europa allargata, dove ha studiato 39 Paesi. Il totale di case raggiunte dall’Ftth/Fttb nel 2026 è di 302 milioni, di cui, come visto quasi 200 milioni, nell’Ue dei 27 più Regno Unito. Gli abbonati totali dell’Europa39 saranno 197 milioni nel 2026.</p><p> </p><div id="ez-toc-container" class="ez-toc-v2_0_17 counter-hierarchy"><div class="ez-toc-title-container"><h3>Italia sul podio per crescita della copertura in fibra</h3><p>Con 16 milioni di abitazioni raggiunte nel 2021 il tasso di crescita dell’Italia dal 2020 all’anno in corso è stimato al 46%, ma<strong> dal 2020 al 2026 sarà vero boom con un +136%, pari a 26 milioni di case</strong> coperte dalla fibra. <strong>Questi tassi di crescita ci posizionano quarti nell’Europa dei 39</strong> Paesi considerati dopo il Regno Unito, che galoppa a ritmi del +488%, la Germania (+385%) e i Paesi Bassi (+144%).</p><p><strong>Non siamo così brillanti ma guadagniamo posizione in termini di adozione</strong>. <strong>Dal 2020 al 2021 l’Italia ha visto crescere gli abbonamenti del 72% a 2,7 milioni totali,</strong> decimi nell’Europa dei 39. <strong>Al 2026 registreremo un tasso di crescita del 422%</strong> posizionandoci settimi e totalizzando 8,2 milioni di abbonamenti alla banda ultralarga in fibra. <strong>Il Regno Unito cresce più veloce di tutti (+1662% rispetto al 2020)</strong> ma sono <strong>Francia e  Germania ad avere, numericamente, più abbonati nel 2026</strong>: rispettivamente 26,3 (+154%) e 25,5 milioni (+1150%).</p><p> </p><h3>L’altra faccia della medaglia: domanda bassissima in Italia</h3><p>Come <strong>penetrazione rispetto al totale delle abitazioni</strong> l’Italia raggiunge il <strong>10% nel 2021</strong> e salirà, secondo il forecast, al <strong>29,3% nel 2026</strong>. Saremo 15mi nell’Europa dei 39: tra cinque anni la classifica sarà guidata dalla Francia e dalla Spagna (per entrambi penetrazione dell’86,2%).</p><p><strong>Al 2026, 2 milioni di abitazioni italiane ancora non saranno raggiunte dall’Ftth/Fttb</strong>. Germania e Uk sono i due Paesi dell’Europa occidentale che avranno un gap maggiore del nostro: 9,6 milioni e 4,3 milioni rispettivamente.</p><p>Ma<strong> il dato peggiore</strong> è negli abbonamenti: le infrastrutture italiane in fibra crescono ma gli italiani, pur raggiunti dall’Ftth/Fttb, non si abbonano. <strong>Ancora nel 2026, ben 19,8 milioni di famiglie non si saranno abbonate alla fibra nonostante siano coperte dalle nuove reti. </strong>È il risultato peggiore in Europa dopo quello della Russia.</p><p> </p><h3>I fattori-traino: Covid e Recovery plan</h3><p><strong>Tra i fattori che trainano la crescita della fibra in Europa c’è sicuramente la pandemia di Covid-19</strong>, che ha accelerato il processo di digitalizzazione delle attività quotidiane, dal lavoro allo studio, dall’intrattenimento allo shopping, spingendo la domanda di banda ultra-larga nelle case. L’aumento di traffico sulle reti ha sostenuto gli investimenti delle telco nelle nuove connessioni in fibra.</p><p>Ma <strong>il vero motore di lungo periodo della crescita sono i piani europeo e nazionali per la digitalizzazione delle economie. Il Pnrr italiano</strong> svolge dunque un ruolo fondamentale nel sostenere la connettività in fibra.</p><p>“Il trend sarà intensificato da nuovi modello di utilizzo che incoraggiano gli operatori di rete a migrare verso soluzioni Ftth, capaci di erogare nuovi servizi  e contribuire al tempo stesso alla sostenibilità delle nuove implementazioni”, ha affermato <strong>Vincent Garnier, direttore generale dell’Ftth Council Europe.</strong> “Il report dimostra che esiste ancora un enorme potenziale di crescita in termini di connettività in molti Paesi dell’Ue anche se le implementazioni procedono a passi rapidi. Tuttavia, una volta creata l’infrastruttura, l’Ftth Council Europe ritiene che resti molta strada da fare per creare una società pienamente digitalizzata. Siamo fermamente che per entrare nel nuovo decennio digitale e dar forma alla trasformazione digitale dell’Europa al 2030<strong> la vera sfida sia l’adozione e rivolgiamo un appello ai governi affinché prendano le misure necessarie che permettono agli utenti finali</strong> di beneficiare delle infinite possibilità offerte dalla connettività full-fiber”.</p><p> </p><h3>Il nodo del digital divide: zone rurali poco coperte</h3><p>L’Ftth Council Europe ha pubblicato anche <strong>il suo primo rapporto sulla full-fiber nell’Europa rurale, con i dati su 10 Paesi dell’Ue,</strong> tra cui <strong>l’Italia</strong>. I dati non sono incoraggianti: anche se più di due terzi delle abitazioni nelle aree rurali hanno un accesso Nga, <strong>la copertura Ftth/Fttb si ferma al 22% nelle aree meno densamente popolate</strong>, contro il 45% di copertura raggiunto su tutti i territori dell’Ue27+Uk.</p></div></div><p> </p><p> </p><div id="ez-toc-container" class="ez-toc-v2_0_17 counter-hierarchy"><p><em>Tratto da www.corrierecomunicazioni.it, pubblicato il 15.09.2021</em></p></div>								</div>
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		<title>Conteggio delle medaglie olimpiche: come è andata ogni paese a Tokyo 2020</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/conteggio-delle-medaglie-olimpiche-come-e-andata-ogni-paese-a-tokyo-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2021 08:43:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni quattro anni, le Olimpiadi estive riuniscono migliaia di atleti da tutto il mondo per competere in un'arena globale di sportività ed eccellenza atletica. Tokyo ha ospitato le Olimpiadi estive 2020 dal 24 luglio al 9 agosto 2021, segnando la seconda volta che il Giappone ha ospitato le Olimpiadi estive. Il paese ha ricevuto l'onore per la prima volta nel 1964 diventando la prima nazione asiatica ad ospitare i Giochi Olimpici. Anche in questo clima più impegnativo in cui i giochi dovevano essere spinti di un anno, nulla ha impedito agli atleti di superare i loro limiti e battere record di lunga durata.</p>
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									<p> </p><p>Ogni quattro anni, le Olimpiadi estive riuniscono migliaia di atleti da tutto il mondo per competere in un&#8217;arena globale di sportività ed eccellenza atletica.</p><p><strong>Tokyo</strong> ha ospitato le Olimpiadi estive 2020 dal 24 luglio al 9 agosto 2021, segnando la seconda volta che il Giappone ha ospitato le Olimpiadi estive. Il paese ha ricevuto l&#8217;onore per la prima volta nel 1964 diventando la prima nazione asiatica ad ospitare i Giochi Olimpici.</p><p>Anche in questo clima più impegnativo in cui i giochi dovevano essere spinti di un anno, nulla ha impedito agli atleti di superare i loro limiti e battere record di lunga durata.</p><p> </p><h3>La finale olimpica 2020</h3><p>In una completa dimostrazione di dominio, gli Stati Uniti hanno vinto il maggior numero di medaglie alle Olimpiadi, rastrellando in totale <strong>113</strong> <strong>con 39</strong> medaglie d&#8217;oro. Gli Stati Uniti sconfissero la Cina per ottenere il primo posto con una sola medaglia d&#8217;oro. La Cina ha terminato i giochi con <strong>ben 88</strong> medaglie in totale. Il Paese ospitante il Giappone è terzo con <strong>27 medaglie</strong> d&#8217;oro e un totale di 58 medaglie.</p><p>Ecco l&#8217;ultimo conteggio delle medaglie olimpiche per ogni paese che ha partecipato ai Giochi Olimpici di Tokyo:</p>								</div>
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									<p> </p><p>Naturalmente, i paesi con una popolazione più numerosa hanno un vantaggio intrinseco, quindi è anche interessante guardare ai paesi migliori per popolazione per medaglia. Con questa misura, il microstato europeo <strong>di San Marino</strong> esce in cima. Questa fu la prima medaglia di San Marino ad un&#8217;Olimpiade. Turkmenistan e Burkina Faso hanno anche vinto medaglie per la prima volta a Tokyo 2020.</p><p>Ecco uno sguardo ai primi 15 paesi per popolazione per medaglia olimpica:</p>								</div>
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									<p>Tra i paesi con una popolazione leggermente più numerosa, <strong>i Paesi Bassi</strong> e <strong>l&#8217;Australia</strong> hanno mostrato forti spettacoli.</p><p> </p><h3>Altri fatti e cifre sulle Olimpiadi di Tokyo 2020</h3><p>Nonostante un ritardo di un anno e una serie di sfide legate alla pandemia di COVID-19, questi Giochi olimpici senza precedenti sono andati avanti. Ecco 12 cose interessanti da notare sulle Olimpiadi di Tokyo 2020:</p><h5>1. La torcia olimpica</h5><p>La Staffetta Della Torcia Olimpica ha <strong>viaggiato attraverso tutte le 47</strong> prefetture giapponesi <strong>in 121</strong> giorni. Ha coinvolto <strong>10.500 portatori</strong> di fiaccole, che alla fine sono arrivati allo stadio olimpico giapponese di Tokyo.</p><h5>2. Gli stadi</h5><p><strong>40 sedi </strong>nella città di Tokyo e nei dintorni hanno<strong> ospitato 33 eventi</strong> sportivi olimpici e <strong>22 eventi</strong> sportivi paralimpici. Le due aree principali erano la Heritage Zone e la Tokyo Bay Zone.</p><h5>3. Costo dei Giochi</h5><p>Le Olimpiadi di Tokyo furono le Olimpiadi più costose del mondo. Secondo i funzionari, il budget per i Giochi era di <strong>$ 15,4 miliardi.</strong> D&#8217;altra parte, i revisori del governo giapponese hanno affermato che la spesa totale ha superato <strong>i 20 miliardi di dollari.</strong></p><p>Si tratta di quasi il tripli volte la previsione originale di <strong>circa 7,4 miliardi di dollari</strong> quando Tokyo ha messo insieme la sua candidatura per le Olimpiadi. Il rinvio dei Giochi è costato al Paese quasi <strong>2 miliardi di dollari</strong>, dopo le prime speculazioni sul fatto che il costo potrebbe raggiungere i <strong>6 miliardi di dollari.</strong></p><h5>4. Squadra olimpica per rifugiati del CIO</h5><p><strong>29</strong> atleti si sono qualificati come parte della squadra olimpica per rifugiati del CIO per i Giochi Olimpici di Tokyo. Rio 2016 è stata la prima volta che una squadra di rifugiati del CIO ha fatto un&#8217;apparizione ai Giochi olimpici.</p><h5>5. L&#8217;età è solo un numero</h5><p>La tennista siriana Hend Zaza e la skateboarder giapponese Kokona Hiraki erano le atlete più giovani a Tokyo <strong>a 12</strong> anni, mentre l&#8217;equestre australiana Mary Hanna era la più grande <strong>a 66</strong> anni.</p><h5>6. Medaglione self-service</h5><p>Gli atleti alle Olimpiadi di Tokyo hanno messo le loro medaglie al collo per proteggersi dalla diffusione del COVID-19. Dopo aver ottenuto medaglie su un vassoio, gli atleti lo raccolse e si medagliarono. Non ci sarebbero state strette di mano o abbracci sui podi.</p><h5>7. Un focus sulla sostenibilità</h5><p>Per promuovere la sostenibilità, le Olimpiadi di quest&#8217;anno hanno riutilizzato una serie di luoghi utilizzati nei Giochi del 1964. Inoltre, i podi, le uniformi, le medaglie e persino i letti del Villaggio Olimpico erano tutti realizzati con materiali riciclati.</p><p>Sebbene il Giappone non sia il primo a realizzare medaglie olimpiche con materiali riciclati,è la prima volta che i cittadini di un paese ospitante donano in modo proattivo i loro dispositivi elettronici come materiali per le medaglie.</p><h5>8. Inclusione e diversità</h5><p>Quest&#8217;anno, i Giochi hanno quasi raggiunto la parità di genere. Secondo il CIO, delle <strong>quasi 11.000 atlete</strong> olimpiche di Tokyo, <strong>quasi il 49% erano</strong> donne, segnando i primi giochi &#8220;gender-balanced&#8221; della sua storia. Quasi 85 anni dopo il debutto olimpico dello sprint in canoa, quest&#8217;anno è stato <a href="https://olympics.com/tokyo-2020/en/sports/canoe-sprint/">aggiunto</a> l&#8217;evento sprint femminile ai Giochi Olimpici.</p><p>Il sollevatore di pesi Laurel Hubbard dalla Nuova Zelanda è stata la prima donna apertamente transgender a competere in ogni evento alle Olimpiadi. Si è unita ad altri atleti d&#8217;élite come il calciatore canadese Quinn e il ciclista statunitense Chelsea Wolfe per partecipare alle partite di quest&#8217;anno.</p><h5>9. La salute mentale è stata al centro della scena</h5><p>A partire dalla quattro volte campionessa del Grande Slam Naomi Osaka che si è ritirata dall&#8217;Open di Francia per problemi di salute mentale, la conversazione sulla preparazione mentale di un atleta è stata importante quanto quella fisica ai giochi.</p><p>Dopo che Simone Biles si è allontanato dalla squadra di ginnastica femminile degli Stati Uniti nella gara a tutto tondo all&#8217;inizio della scorsa settimana, numerosi atleti in tutto il mondo hanno continuato a migliorare le conversazioni sulla salute mentale, specialmente negli sport agonistici.</p><h5>10. Dividere una medaglia?</h5><p>I saltatori olimpici Mutaz Essa Barshim del Qatar e l&#8217;italiano Gianmarco Tamberi hanno deciso di condividere il primo posto nel loro evento. L&#8217;ultima volta che la medaglia d&#8217;oro è stata condivisa tra due atleti alle Olimpiadi è stato 113 anni fa.</p><h5>11. Nuovi eventi caldi</h5><p>Quattro sport hanno fatto il loro debutto olimpico ai Giochi di Tokyo: karate, skateboard, arrampicata sportiva e surf. Altri sport hanno aggiunto nuove discipline, tra cui il basket tre contro tre maschile e femminile e l&#8217;evento di stile libero BMX.</p><h5>12. La tecnologia olimpica Slick di Tokyo</h5><p>Humanoid Robots ha aiutato sul campo per la prima volta, recuperando martelli e strali gettati durante gli eventi sul campo e interagendo con gli spettatori. Questa è stata anche la prima volta che un host ha utilizzato sistemi di riconoscimento facciale per fornire agli atleti e ai funzionari l&#8217;accesso alla sede, contribuendo ad aumentare e accelerare la sicurezza.</p><p> </p><h3>Prossima fermata, Parigi</h3><p>I Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024 si svolgeranno dal 26 luglio all&#8217;11 agosto 2024. Durante quelle settimane, Parigi sarà al centro del mondo sportivo. Il CIO è desideroso di stabilire un nuovo standard per i giochi inclusivi, equilibrati dal genere e in centro per i giovani.</p><p>Le prossime Olimpiadi dovrebbero vedere ancora più partecipazione di atleti e spettatori, si spera, in cui probabilmente non dovranno aggirare le restrizioni covid-19. Con numerosi nuovi sport aggiunti ai Giochi Olimpici di Tokyo, potremmo persino vedere breakdancing nella versione parigina degli eventi. Ecco i prossimi quattro anni.</p><p> </p><p> </p><p><span style="color: #808080;"><em>Tratto dal Visual Capitalist, pubblicato il 8 agosto 2021, di <span class="author-name vcard fn author">Anshool Deshmukh</span></em></span></p><section class="contributors"></section>								</div>
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		<p>The post <a href="https://www.evercomsrl.net/conteggio-delle-medaglie-olimpiche-come-e-andata-ogni-paese-a-tokyo-2020/">Conteggio delle medaglie olimpiche: come è andata ogni paese a Tokyo 2020</a> appeared first on <a href="https://www.evercomsrl.net">Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</a>.</p>
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		<title>Il Fotovoltaico in Italia entra nella sua quarta fase: dati e prospettive</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/il-fotovoltaico-in-italia-entra-nella-sua-quarta-fase-dati-e-prospettive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 13:51:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fotovoltaico in Italia è chiamato a vivere nei prossimi anni la fase della sua definitiva maturità, così da guidare la decarbonizzazione del sistema elettrico italiano in vista del raggiungimento degli obiettivi europei al 2030.</p>
<p>The post <a href="https://www.evercomsrl.net/il-fotovoltaico-in-italia-entra-nella-sua-quarta-fase-dati-e-prospettive/">Il Fotovoltaico in Italia entra nella sua quarta fase: dati e prospettive</a> appeared first on <a href="https://www.evercomsrl.net">Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</a>.</p>
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									<p>Il<strong> fotovoltaico in Italia</strong> è chiamato a vivere nei prossimi anni la fase della sua definitiva maturità, così da guidare la decarbonizzazione del sistema elettrico italiano in vista del<strong> raggiungimento degli obiettivi europei al 2030.</strong></p>								</div>
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Sino al 2007, infatti, costituiva una tecnologia sostanzialmente sperimentale, con poche installazioni limitate alle iniziative di qualche Pubblica Amministrazione volenterosa o di alcuni privati particolarmente attenti alla sostenibilità ambientale delle proprie azioni.</p><h2>Fotovoltaico in Italia: il boom del Conto energia</h2><p>La grande svolta è arrivata con l’emanazione del <strong>Conto energia, il sistema di incentivazione</strong> coordinato dal GSE che incentivava direttamente il kWh fotovoltaico prodotto. Grazie a questo sistema indubbiamente generoso, il fotovoltaico in Italia ha conosciuto una crescita incredibile nel giro di pochi anni: da poco più di 100 MW di installato nel 2007 <strong>si è arrivati nel 2013 a circa 18 GW</strong> di capacità installata, in buona parte concentrata nel Sud del Paese e caratterizzata dalla presenza di molti impianti di grandi dimensioni. Il 2013, in particolare, è stato l’ultimo anno in cui gli impianti fotovoltaici hanno potuto accedere al Conto energia. Il motivo? Il costo giudicato eccessivo di questa incentivazione, arrivata a costare circa a 6 miliardi di euro l’anno, garantiti dalle bollette elettriche di cittadini e imprese. Da allora si è aperta una terza fase per il fotovoltaico, caratterizzata da numeri più piccoli e da installazioni legate soprattutto al settore residenziale, anche per via dell’esistenza di sistemi di incentivazione indiretti (come le <strong>detrazioni fiscali del 50%</strong>).</p><h2>Produzione di energia fotovoltaica: i progressi del 2020</h2><p>Questa terza fase è sostanzialmente continuata sino ad oggi, nonostante alcuni importanti cambiamenti che hanno aumentato il sostegno normativo alla diffusione del fotovoltaico in Italia, tra cui il <strong>Decreto Fer 1,</strong> l’apertura a <strong>Seu</strong> e <strong>Comunità energetiche</strong>, il <strong>Superbonus al 110%</strong>. In tutti questi anni. infatti, il fotovoltaico in Italia è arrivato (secondo le stime Enea/Iea) a circa<strong> 21,7 GW</strong> di potenza installata, di cui circa 0,8 GW installati in un anno difficile come il 2020 (+12% rispetto al 2019). Da un punto di vista della generazione elettrica, la produzione fotovoltaica è cresciuta anche nel 2020 (+9,6%), con circa 25,5 TWh prodotti, pari a poco meno del 10% della produzione netta nazionale.</p><h2>La quarta fase del fotovoltaico in Italia</h2><p>Segnali che sono senza dubbio incoraggianti per il fotovoltaico in Italia, chiamato a entrare senza ulteriori indugi nella sua quarta fase. Infatti, secondo il <strong>Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC)</strong> il fotovoltaico è chiamato a svolgere un ruolo da protagonista nel sistema elettrico nazionale – decisamente preminente rispetto a tutte le altre<strong> fonti rinnovabili</strong> – , guidandone una profonda decarbonizzazione. In particolare, il PNIEC prevede un target di <strong>52 GW</strong> di capacità fotovoltaica entro il 2030, oltre il doppio rispetto ai 20,9 GW installati fino al 2019. In particolare, la crescita dovrebbe accelerare notevolmente nel periodo 2023-2025, <strong>con una nuova capacità media annuale aggiuntiva pari a circa 4,6 GW,</strong> ovvero numeri che non si vedono dal biennio d’oro 2010-2011. La grande domanda è, naturalmente, come saranno raggiunti questi numeri, che ai ritmi attuali di crescita appaiono decisamente ambiziosi? Senza dubbio non saranno sufficienti le installazioni residenziali, ma dovranno essere installati anche un numero cospicuo di grandi impianti a terra (almeno 7-8 GW).</p><h2>Rinnovabili: i cambiamenti normativi necessari</h2><p>Proprio questo, al momento, appare il punto più difficile per l’espansione del fotovoltaico in Italia, dal momento che le aste previste dal Decreto Fer 1 sono andate sostanzialmente deserte. Occorrerà dunque adottare delle semplificazioni normative a livello centrale/locale, ad esempio rendendo possibile il ricorso dell’istituto della <strong>procedura abilitativa semplificata (PAS)</strong> per alcune tipologie specifiche di interventi. Inoltre, andrebbe favorita l’adozione di alcune specifiche tipologie contrattuali <strong>come il PPA,</strong> che potrebbe spingere diverse imprese a rifornirsi di energia prodotta dagli impianti fotovoltaici. Lato residenziale un aiuto importante dovrebbe arrivare dalla piena affermazione del modello delle Comunità energetiche, che potrebbero consentire la realizzazione di oltre 3,5 GW di impianti fotovoltaici. C’è poi un’ulteriore arma a disposizione del fotovoltaico per aumentare i propri numeri e che è costituita dagli interventi di <strong>revamping e repowering </strong>: l’ammodernamento e la sostituzione dei vecchi impianti, molti dei quali ormai installati una dozzina di anni fa, consentirebbe di ottenere numeri migliori dal punto di vista dell’installato e – soprattutto – della produzione di elettricità.</p><h2>Fotovoltaico in Italia: possibile rinascita della filiera industriale</h2><p>Al di là dei numeri di produzione e installato, nell’attuale decennio, inoltre, il fotovoltaico in Italia potrebbe conoscere grandi cambiamenti dal punto di vista della filiera: da una decina di anni a questa parte, infatti, moduli e inverter installati nel nostro Paese sono acquistati dall’estero (spesso dall’Asia), nonostante nel nostro Paese non manchino certo professionalità e competenze industriali. Il <strong>PNRR,</strong> non a caso, si propone di supportare la rinascita di un’industria nazionale addetta alla produzione di tecnologie per la generazione elettrica da fonte rinnovabile. Sul fotovoltaico di nuova generazione, in particolare, l’obiettivo del Governo è di portare la produzione nazionale dagli attuali 200 MW/anno ad almeno 2 GW/anno nel 2025 e a 3 GW/anno negli anni successivi, grazie ai fondi del <strong>Recovery Plan.</strong> In questo modo l’avanzata del fotovoltaico non avrebbe ricadute positive non soltanto sull’ambiente e sul mondo degli installatori/progettisti, ma anche sull’intero tessuto industriale nazionale.</p><h2>L’avanzata dell’energy storage e sistemi di accumulo</h2><p>Infine, un’ulteriore rivoluzione che potrebbe cambiare la pelle del fotovoltaico in Italia è quella dell’energy storage, ossia dei sistemi di accumulo: secondo<strong> Anie Rinnovabili,</strong> al 31 ottobre 2020 si contavano in Italia ben<strong> 36.896 sistemi</strong> di questo tipo abbinati a impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di 170 MW e una capacità di accumulo di 267 MWh. Ma per il futuro, tutti gli esperti prevedono un notevole innalzamento di questi numeri, con un’abbinata sempre più frequente tra impianti e storage, così da massimizzare <strong>l’autoconsumo</strong>.</p></div></div><p>Scritto da Gianluigi Torchiani, 22 Febbraio 2021</p></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><p><em><b>Se hai bisogno di maggior supporto puoi contattare uno dei nostri</b> <b>esperti Evercom! Siamo a tua disposizione per una consulenza gratuita!</b></em></p></div></div></div></div></div>								</div>
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		<title>L’importanza della Reputation online</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/l-importanza-della-reputation-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 14:01:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perché anche le piccole aziende dovrebbero preoccuparsi della loro reputazione online?</p>
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<p>Avere una presenza online vuol dire anche&nbsp;<strong>essere soggetti ai diversi aspetti della vita digitale</strong>, dai post sui social alle recensioni sui siti specializzati. Ormai, nessuno è più immune dalle “review”, quindi anche le piccole aziende dovrebbero pensare bene, non solo alla loro reputazione offline, ma anche a quella online.</p>
<p>Una reputazione online potrebbe essere un volano per i vostri affari o rovinarli. Basta pensare a quanti danni possono fare numerose recensioni negative a proposito di un servizio o un negozio. Se in passato ciò che pensavano i clienti delle varie attività poteva rimanere circoscritto a un’area, oggi non è più così e le ricerche sul web potrebbero essere&nbsp;<strong>un valido aiuto per aumentare il volume di affari</strong>.</p>
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<h4 class="" title="">I vantaggi di avere una buona reputation online</h4>
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<p>Come abbiamo già accennato, avere una buona reputazione online per una piccola media impresa è essenziale per incrementare il numero di clienti. Se in passato, molto era basato sul rapporto umano e di fiducia che veniva instaurato con il cliente, oggi quel rapporto è importante che sia ben visibile anche nel web. Questo significa&nbsp;<strong>invogliare i clienti più affezionati a condividere le loro esperienze positive</strong>&nbsp;in modo tale da coinvolgerne altri e portarli a scegliere la vostra azienda invece di un’altra concorrente.</p>
<p>Sempre rimanendo nel digitale, avere molte recensioni positive aiuta anche a crescere nei motori di ricerca, dove saranno loro stessi a premiarvi e mettervi nelle prime posizioni di ricerca qualora venisse cercato il vostro servizio. Per sperimentarlo, vi basterà cercare su Google un locale e vedrete che ai primi posti compariranno quelli con più recensioni positive.&nbsp;</p>
<p>Ma un altro vantaggio di avere una buona reputazione online è quello di rendere la vostra azienda, o locale, una sorta di autorità, riconosciuta dalla comunità sul web e dai clienti,&nbsp;<strong>condizionando positivamente i potenziali futuri clienti</strong>. L’ultima conseguenze sono soprattutto le vendite, avere tante recensioni positive si traduce in volumi di vendita maggiori, proprio per l’effetto generato sui futuri potenziali clienti, che saranno più invogliati di acquistare dalla vostra azienda rispetto a una concorrente.</p>
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<h4 class="" title="">Come si gestisce la reputazione online?</h4>
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<p>Visti gli effetti positivi di avere una reputazione online positiva, è importante capire in che modo includere tra le vostre strategie la sua gestione.<br>Prima di tutto, bisogna&nbsp;<strong>identificare quali sono i siti più autorevoli</strong>&nbsp;che raccolgono recensioni (per esempio Tripadvisor per ristoratori e albergatori), stabilire una presenza digitale e presidiarli, andando a moderare eventuali commenti negativi e cercando di carpire le richieste dei clienti in modo tale da migliorare i servizi offerti.</p>
<p>Un altro modo per gestire la reputazione online è quella di&nbsp;<strong>ingaggiare gli utenti</strong>, attraverso i vostri canali social, con contenuti interessanti e approfondimenti sui vostri prodotti. Come nel caso precedente, anche qui bisognerà avere un occhio di riguardo verso i commenti e agire tempestivamente per r<strong>ispondere a dubbi e perplessità degli utenti</strong>.</p>
<p>Inoltre, esistono anche dei servizi professionali pensati proprio per dare un sostegno reale alle attività per gestire la reputazione online come&nbsp;<strong>Travel Appeal</strong>&nbsp;di Vodafone Business. Travel Appeal è una soluzione di business intelligence e brand reputation, che attraverso l’analisi dei big data, permette di ottimizzare la gestione delle recensioni online di tutti i canali, oltre a monitorare i prezzi dei competitor, comprendere e analizzare il percepito dei clienti e aiutare le imprese a elaborare strategie efficaci per contrastare i fenomeni di bad reputation.</p>
<p>Per concludere, sfruttate gli strumenti messi a disposizione per la gestione della reputazione online: cercate sempre di avere un’idea precisa di quello che gli utenti pubblicano e dicono di voi, in modo tale da non trovarvi poi a gestire situazioni più complesse che potrebbero danneggiare i vostri affari.</p>
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<p><em><b>Se hai bisogno di maggior supporto puoi contattare uno dei nostri</b> <b>esperti Evercom! Siamo a tua disposizione per una consulenza gratuita!</b></em></p>
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		<title>Raggiungere, conquistare, fidelizzare: il digital marketing in negozio</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/raggiungere-conquistare-fidelizzare-il-digital-marketing-in-negozio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2021 09:13:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli strumenti digitali e l’analisi dei dati sono a portata di tutti. Sistemi intelligenti permettono di strutturare strategie di marketing anche per i clienti di piccole attività</p>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Raggiungere, conquistare, fidelizzare: il digital marketing in negozio</h2>				</div>
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									<h4>Gli strumenti digitali e l’analisi dei dati sono a portata di tutti. Sistemi intelligenti permettono di strutturare strategie di marketing anche per i clienti di piccole attività</h4>								</div>
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<div>Retail e digital non sono in contrapposizione. Tutt’altro: esistono <strong>strumenti</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>tecniche</strong>&nbsp;efficaci di&nbsp;<strong>digital marketing</strong>&nbsp;per aumentare gli incassi del&nbsp;<strong>negozio</strong>. Il punto vendita fisico può rimanere il luogo privilegiato in cui l’utente&nbsp;<strong>compra</strong>, a patto però che si mettano in campo&nbsp;<strong>strategie evolute e&nbsp;</strong>appositamente pensate per il settore in cui si opera. Ad esempio, si sta sviluppando sempre di più il fenomeno del&nbsp;<strong>webrooming&nbsp;</strong>(opposto dello showrooming): l’utente trova informazioni online e compra in negozio. Questo significa che ogni attività deve attrezzarsi in modo da offrire strumenti digitali che facilitino il dialogo tra online e offline.</div>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3795" src="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1205416340.jpg" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" srcset="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1205416340.jpg 960w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1205416340-300x200.jpg 300w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1205416340-768x512.jpg 768w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1205416340-60x40.jpg 60w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1205416340-70x47.jpg 70w" alt="" width="960" height="640"></figure>
<h3>App, prove virtuali e QR code</h3>
<p>Le restrizioni imposte dal lockdown hanno accelerato il processo di digitalizzazione. I clienti hanno cercato (e in molti casi trovato)&nbsp;<strong>soluzioni innovative</strong>&nbsp;per far fronte alle nuove difficoltà. Le attività hanno dovuto adottare&nbsp;<strong>approcci creativi</strong>&nbsp;per continuare a&nbsp;<strong>fornire i servizi</strong>&nbsp;in un assetto dalle coordinate nuove. I&nbsp;<strong>download di app</strong>&nbsp;sono aumentati in diverse categorie. Anche le ricerche di “<strong>prove virtuali</strong>” (“virtual try ons”) hanno registrato un incremento e i&nbsp;<a href="https://www.evercomsrl.net/smart-touch-menu/" target="_blank">QR code</a>&nbsp;sono tornati alla ribalta, soprattutto in Italia. La diffusione di queste soluzioni ha avuto anche un effetto collaterale: la maggiore consuetudine ha fatto sì che i consumatori sviluppassero&nbsp;<strong>aspettative digitali</strong>&nbsp;molto più elevate. Si cerca online una gamma di beni e servizi sempre più&nbsp;<strong>ampia&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>specializzata.&nbsp;</strong>Ad esempio, si è diffusa la richiesta della&nbsp;<strong>consegna</strong>&nbsp;direttamente a casa di&nbsp;<strong>articoli di nicchia</strong>&nbsp;e si registra un aumento nella domanda di&nbsp;<strong>codici promozionali</strong>&nbsp;in nuove categorie.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3797" src="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1193091905.jpg" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" srcset="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1193091905.jpg 960w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1193091905-300x194.jpg 300w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1193091905-768x497.jpg 768w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1193091905-60x39.jpg 60w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1193091905-70x45.jpg 70w" alt="" width="960" height="621"></figure>
<h3>L’importanza del sito aziendale</h3>
<p class="no-margin">Come intercettare questi nuovi bisogni? Il&nbsp;<strong>punto di partenza</strong>&nbsp;di una strategia di&nbsp;<strong>digital marketing</strong>&nbsp;è il&nbsp;<strong>sito web</strong>&nbsp;aziendale. Può essere strutturato come un sito&nbsp;<strong>vetrina</strong>, un&nbsp;<strong>blog</strong>, uno strumento di&nbsp;<strong>vendita online</strong>&nbsp;vero e proprio (<strong>e-commerce</strong>), o un&nbsp;<strong>mix</strong>&nbsp;di più tipologie.</p>
<p class="quote-left"><strong>L&#8217;obiettivo di un sito web è sì presentare azienda e prodotti, ma soprattutto ottenere una conversione, ovvero portare il cliente a compiere un’azione.</strong></p>
<p>Obiettivo di un sito web è sì presentare azienda e prodotti, ma soprattutto ottenere una&nbsp;<strong>conversione</strong>, ovvero portare il cliente a compiere un’azione. Per questo è necessario curare ogni&nbsp;<strong>dettaglio</strong>.&nbsp;<strong>Vodafone Business</strong>&nbsp;realizza siti web su misura che includono un Personal Assistant, un servizio fotografico professionale, la creazione e la gestione di una pagina Google My Business, l’integrazione di soluzioni come Microsoft Bookings e&nbsp;<a href="https://www.evercomsrl.net/movylo/" target="_blank">Movylo</a>, grafica personalizzata responsive, collegamenti ai social. Un pacchetto a disposizione anche di chi ancora non ha confidenza e autonomia con gli strumenti digitali.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3799" src="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1277665587.jpg" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" srcset="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1277665587.jpg 960w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1277665587-300x199.jpg 300w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1277665587-768x510.jpg 768w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1277665587-60x40.jpg 60w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1277665587-70x46.jpg 70w" alt="" width="960" height="637"></figure>
<h3>Come mantenere i contatti con i clienti</h3>
<p>Mantenere i&nbsp;<strong>contatti</strong>&nbsp;con i clienti è fondamentale per incrementare il&nbsp;<strong>processo d’acquisto</strong>. Un’app è il modo migliore per farlo, perché permette di&nbsp;<strong>interagire</strong>&nbsp;rapidamente e di&nbsp;<strong>personalizzare</strong>&nbsp;la&nbsp;<strong>comunicazione</strong>. In questo modo l’utente si sentirà parte di una&nbsp;<strong>community</strong>&nbsp;e, a livello pratico, potrà gestire il processo di&nbsp;<strong>selezione</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>acquisto</strong>&nbsp;in modo più&nbsp;<strong>rapido</strong>&nbsp;ed&nbsp;<strong>efficace</strong>.&nbsp;<a href="https://www.evercomsrl.net/movylo/" target="_blank">Movylo</a>&nbsp;trasforma anche le attività più piccole in&nbsp;<strong>negozi digitali</strong>&nbsp;e permette di&nbsp;<strong>raggiungere</strong>&nbsp;facilmente i&nbsp;<strong>clienti</strong>. Crea&nbsp;<strong>lista&nbsp;</strong>perinviare&nbsp;<strong>notizie</strong>,&nbsp;<strong>coupon</strong>&nbsp;<strong>promozionali</strong>,&nbsp;<strong>offerte speciali</strong>&nbsp;e anche auguri di compleanno. Un&nbsp;<strong>programma fedeltà</strong>&nbsp;permette di assegnare punti e di&nbsp;<strong>premiare i clienti</strong>&nbsp;in base agli acquisti effettuati. Strategie utili per invitare la clientela a tornare in negozio, attraverso il web.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3801" src="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1155158365.jpg" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" srcset="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1155158365.jpg 960w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1155158365-300x200.jpg 300w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1155158365-768x512.jpg 768w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1155158365-60x40.jpg 60w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2020/12/low-1155158365-70x47.jpg 70w" alt="" width="960" height="640"></figure>
<h3>Smart Digital Marketing</h3>
<p>Un altro passaggio importante è la&nbsp;<strong>gestione delle campagne</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>digital marketing: annunci sponsorizzati</strong>,&nbsp;<strong>post social</strong>,&nbsp;<strong>display advertising</strong>. La loro efficacia risiede principalmente nella&nbsp;<strong>targetizzazione</strong>&nbsp;del pubblico di riferimento: non ci si rivolge a un gruppo indistinto, bensì a una platea precisa,&nbsp;<strong>potenzialmente interessata&nbsp;</strong>ai propri prodotti, accuratamente selezionata in base a diverse caratteristiche.&nbsp;<a href="https://www.evercomsrl.net/digital-marketing/" target="_blank">Smart Digital Marketing</a>&nbsp;è uno strumento che permette di realizzare&nbsp;<strong>campagne pubblicitarie</strong>&nbsp;online, integrate e multicanale, per raggiungere il proprio target. I destinatari vengono&nbsp;<strong>definiti</strong>&nbsp;a partire da bacino geografico, sesso ed età, interessi. I canali di comunicazione utilizzati sono&nbsp;<strong>Google</strong>&nbsp;e motori di ricerca,&nbsp;<strong>social network</strong>,&nbsp;<strong>banner</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>inserti</strong>&nbsp;grafici. L’intelligenza artificiale ottimizza il&nbsp;<strong>budget mensile</strong>&nbsp;della campagna per massimizzarne l’efficacia, accrescere la visibilità e aumentare il valore del brand. Un ufficio marketing a portata di mano.</p>
<p></p>
<p><em><b>Se hai bisogno di maggior supporto puoi contattare uno dei nostri</b> <b>esperti Evercom! Siamo a tua disposizione per una consulenza gratuita!</b></em></p>
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		<p>The post <a href="https://www.evercomsrl.net/raggiungere-conquistare-fidelizzare-il-digital-marketing-in-negozio/">Raggiungere, conquistare, fidelizzare: il digital marketing in negozio</a> appeared first on <a href="https://www.evercomsrl.net">Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</a>.</p>
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		<title>Tutti gli strumenti Vodafone per la digital life delle Pmi</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/tutti-gli-strumenti-vodafone-per-la-digital-life-delle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2021 14:14:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Rete, creazione di sito web, e-commerce, pagamenti in mobilità, digital marketing, gestione delle recensioni, fino alla smart mobility dei dipendenti: tutte le soluzioni di Vodafone per la trasformazione in digitale delle Pmi</p>
<p>The post <a href="https://www.evercomsrl.net/tutti-gli-strumenti-vodafone-per-la-digital-life-delle-pmi/">Tutti gli strumenti Vodafone per la digital life delle Pmi</a> appeared first on <a href="https://www.evercomsrl.net">Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="3346" class="elementor elementor-3346">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Tutti gli strumenti Vodafone per la digital life delle Pmi</h2>				</div>
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									<h3 class="" title="">Rete, creazione di sito web, e-commerce, pagamenti in mobilità, digital marketing, gestione delle recensioni, fino alla smart mobility dei dipendenti: tutte le soluzioni di Vodafone per la trasformazione in digitale delle Pmi</h3>								</div>
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				<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7054231 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-id="7054231" data-element_type="section" data-e-type="section">
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									<div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><div><p>Affrontare la <strong>digitalizzazione</strong> e al tempo stesso modificare, talvolta radicalmente, il proprio <strong>modello di business</strong>: sono sfide impegnative, per molti professionisti e imprenditori italiani in questa lunga fase 3 che si sta configurando a una nuova normalità.</p><p>Indebolite finanziariamente da mesi di fatturato prossimo allo zero, molte Pmi hanno dovuto impostare una <strong>ripartenza</strong> che in alcuni settori verticali si è dimostrata essere complessa, basti pensare al settore horeca.</p><p>In questi frangenti è fondamentale fare uno <strong>scatto culturale</strong> e avere il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma non solo: mai come ora è valido il motto “nessuno si salva da solo”.</p><p>Affrontare un percorso di <strong>trasformazione digitale</strong> in autonomia non è per nulla consigliabile, e siamo certi che molti colleghi o competitor di chi si appresta a dotarsi di strumenti digitali saranno d’accordo con noi.</p><p>Partendo dalla base, qualsiasi attività digitale non può prescindere da una <strong>connettività</strong> a banda larga performante fissa e mobile: Vodafone lo garantisce grazie alla <strong>GigaNetwork</strong>, che è foriera di connessioni 5G, le cui sperimentazioni sono partire da tempo e con brillanti risultati.</p><p>La rete è quindi un fattore abilitante, anche se da sola non sufficiente a garantire <strong>la trasformazione digitale di una Pmi</strong>.</p><p>La creazione di una <strong>doppia presenza</strong>, fisica e digitale (in precedenza lo abbiamo chiamato un digital twin) è auspicabile e permette agli imprenditori italiani di avere una identità digitale che garantisce presenza, immagine e supporto a clienti e fornitori.</p><p>Il pensiero va sicuramente agli <strong>e-commerce</strong>: una realtà consolidata nel mondo dei large enterprise, molto meno per le piccole e piccolissime imprese, spesso legate a un tradizionale commercio all’ingrosso o al dettaglio solo in presenza.</p></div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"><figure><img decoding="async" class="img-fluid" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/000/329/original/group-3_2x.jpg" /></figure><div class="position-absolute-center d-flex flex-column align-items-center justify-content-center"> </div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record pt-5"> </div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100 inview_animate_zoom inview_animate_zoom_in" data-v-36edd05c=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><h4 class="" title="">Vodafone Digital Retail</h4><div><p>Vodafone aiuta queste aziende a superare le complessità e le diffidenze iniziali assistendo i propri clienti nella creazione del proprio store online, ma non solo: ad esempio, si occupa di “trasportare” un business tradizionale nella nuova normalità, grazie ad una soluzione completa per digitalizzare il negozio con strumenti semplici, che permettono di comunicare con i clienti in modo efficace e generare più vendite.</p><p>Per raggiungere questi risultati la piattaforma abilitante e la connettività fisso/mobile di Vodafone Business fa squadra con Movylo.</p><p>Infatti, grazie a le organizzazioni ottengono una soluzione per <strong>promuovere la propria attività e comunicare offerte ai clienti</strong>, in modo semplice e automatizzato.</p><p>Fondamentale anche la raggiungibilità da parte dei clienti (ricordate il digital twin?) attraverso <strong>un sito web</strong> professionale. Un <strong>consulente dedicato</strong> si occuperà della creazione del sito secondo le indicazioni dell’imprenditore.</p><p>E per i <strong>pagamenti</strong> in mobilità? La soluzione si chiama <strong>SumUp</strong>, il mobile POS leggero, pratico e tascabile, perfetto per lavorare in mobilita e non perdere un&#8217;opportunità&#8217; di farsi pagare.</p><p>E&#8217; come un ufficio marketing a disposizione delle piccole e medie imprese: questo permette di misurare l’andamento delle promozioni, per poter migliorare costantemente contribuendo a fidelizzare i clienti e a incrementare i guadagni.</p><p>Anche in questo caso, dunque, Vodafone Business aiuta le piccole realtà a superare digital divide, sia esso tecnico (con la connettività a banda ultralarga) o determinato da skill shortage (grazie a strumenti potenti e semplici da usare, oltre al prezioso supporto del consulente dedicato).</p></div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"><figure><img decoding="async" class="img-fluid" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/000/330/original/group-3-copy_2x.jpg" /></figure><div class="position-absolute-center d-flex flex-column align-items-center justify-content-center"> </div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record pt-5"> </div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100 inview_animate_zoom inview_animate_zoom_in" data-v-36edd05c=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><h4 class="" title="">Smart insight a portata di mano</h4><div><p>Vodafone Business non trascura il settore <strong>horeca</strong>: una peculiarità che caratterizza questo segmento è la gestione delle recensioni dei clienti, oltre al monitoraggio dei competitor. E degli insight.</p><p>A questo mondo, così nevralgico in Italia, Vodafone Business propone , declinato secondo le specifiche esigenze di piccole e grandi realtà sia della ristorazione (con Travel Appeal F&amp;B e Travel Appeal F&amp;B PREMIUM) che della hospitality, valide per piccoli B6B così come per resort e piccole catene alberghiere (in questo caso, Travel Appeal Hospitality PRO e Travel Appeal Hospitality PREMIUM).</p><p>Vodafone Business dimostra di sapersi calare a fondo nei panni delle realtà cui si rivolge, e infatti le proprie soluzioni comprendono funzioni importantissime come <strong>la gestione delle recensioni su oltre 100 canali</strong> e risposta diretta a tutte le recensioni dalla piattaforma, oppure il monitoraggio fino a 10 competitor, fino a caratteristiche molto sofisticate (e in grado di dare vantaggi competitivi) come gli Smart Insight personalizzati basati su intelligenza artificiale.</p><p>L’approccio attivo al mondo delle recensioni è un vero game changer nel mondo horeca: Il 79% dei viaggiatori legge da 6 a 12 recensioni prima di scegliere un alloggio, e l’80% dei viaggiatori apprezza un hotel ancora di più se il personale risponde con attenzione alle recensioni. Sono numeri che si commentano da soli e aumentano ulteriormente il valore intrinseco di Travel Appeal Hospitality.</p><p>Che Vodafone Business sia pienamente consapevole delle esigenze in continuo mutamento del settore, lo testimonia la soluzione <strong>Food Delivery</strong>, pensata per con strumenti semplici, che permettono di lavorare in qualsiasi condizione e migliorano l’esperienza dei clienti.</p><p>Grazie a <strong>SmartTouch Menu</strong> Vodafone Business permette agli esercenti di gestire gli ordini dei clienti sia dal tavolo, che d’asporto e a domicilio, anche con pagamento anticipato.</p><p>SmartTouch permette di valorizzare il menù con immagini e descrizioni dei piatti; inoltre aiuta l’imprenditore della ristorazione a imparare le abitudini dei clienti e a fidelizzarli con attività promozionali.</p></div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"><figure><img decoding="async" class="img-fluid" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/000/331/original/group-3-copy-2_2x.jpg" /></figure><div class="position-absolute-center d-flex flex-column align-items-center justify-content-center"> </div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record pt-5"> </div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100 inview_animate_zoom inview_animate_zoom_in" data-v-36edd05c=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><h4 class="" title="">Tutti al lavoro con una app</h4><div><p>Oltre a gestire il rapporto con il cliente, le imprese italiane (in particolare quelle più strutturate) si sono confrontate con le difficoltà di gestire una forza lavoro quanto mai rarefatta e distribuita in luoghi sempre diversi.</p><p>A queste realtà si rivolge Vodafone Business con l’app<br />La proposta di Vodafone risolve numerose problematiche, come il registro presenza attraverso <strong>timbratura da remoto</strong> evitando assembramenti: un supporto concreto al distanziamento sociale, che riduce inutili perdite di tempo (e di produttività).</p><p>L’app si occupa anche della gestione dei turni di lavoro, di ferie e malattia e, fondamentale, dello <strong>smart working</strong>.</p><p>Smart Mobility Special Edition abilita inoltre la comunicazione azienda-dipendenti, resa molto complessa da lockdown e conseguenti attività lavorative da remoto: permette l’invio di informazioni tempestive a tutti i dipendenti, con un click. Insomma, <strong>un unico canale diretto dal dipendente all’azienda</strong>.</p><p>Se l’app offre ai collaboratori un valido e semplice strumento, al tempo stesso l’azienda potrà contare su una <strong>dashboard di gestione</strong> semplice ed intuitiva per pubblicare le news, leggere le richieste dei dipendenti e gestire tutte le funzionalità.</p><p>Con Smart Mobility un&#8217;impresa potrà quindi organizzare le attività dei collaboratori in mobilità e <strong>ottimizzare la gestione delle note spese e della timbratura</strong>.</p><p>Il tutto avendo a disposizione una reportistica sempre aggiornata per monitorare al meglio le attività, liberando il potenziale dello smart working. Vodafone Business è quindi il partner ideale a 360 gradi per le Pmi e non solo: ripartire è possibile, con gli strumenti giusti e un partner di questo livello.</p><p><b>Se hai bisogno di maggior supporto puoi contattare uno dei nostri</b> <b>esperti Evercom! Siamo a tua disposizione per una consulenza gratuita!</b></p></div></div></div></div></div></div>								</div>
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		<title>Connettività e networking: le principali tecnologie</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/connettivita-e-networking-le-principali-tecnologie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2021 14:46:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connettività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle recenti reti 5G alle tecnologie di tipo Software Defined Networking ed NFV, fino ai ponti radio: una panoramica dello stato dell’arte delle soluzioni di connettività, fra virtualizzazioni e innovazioni infrastrutturali.</p>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Connettività e networking: le principali tecnologie</h2>				</div>
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									<h4>Dalle recenti reti 5G alle tecnologie di tipo Software Defined Networking ed NFV, fino ai ponti radio: una panoramica dello stato dell’arte delle soluzioni di connettività, fra virtualizzazioni e innovazioni infrastrutturali.</h4>								</div>
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									<div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><div><p>La gestione delle diverse tecnologie di connettività pone delle sfide sempre più complesse alle aziende e alle organizzazioni, pubbliche o private, che hanno necessità di networking di livello avanzato. Sfide, ma anche opportunità relative all’ottimizzazione dei costi, delle infrastrutture, dei processi aziendali e dei servizi utilizzati e forniti. Vediamo dunque una panoramica delle principali architetture tecnologiche legate alla connettività e alle diverse modalità di trasmissione dei dati.</p></div></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100 inview_animate_zoom inview_animate_zoom_in" data-v-36edd05c=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><h4 class="" title="">1) Software defined networking</h4><div><p>Basandosi su hardware fisico, le reti tradizionali fanno sempre più fatica a soddisfare le esigenze funzionali (e di business) delle aziende, rispetto alla nuova generazione di soluzioni esterne denominata Infrastructure as a service (Iaas). Il Software Defined Networking (SDN) è proprio un approccio all’architettura di rete che permette una gestione intelligente e un controllo centralizzato delle singole componenti di tipo hardware attraverso soluzioni di tipo software. Siamo dunque nel mondo del cloud computing. L’intento è quello di facilitare l’amministrazione, la configurazione e il controllo delle reti stesse.</p><p>A differenza delle convenzionali infrastrutture, i servizi cloud garantiscono flessibilità e danno accesso a risorse informatiche virtualizzate che introducono notevoli vantaggi in termini di scalabilità e di riduzione dei costi di gestione, oltre che alla semplificazione delle fasi di aggiornamento. Il tutto tramite software, senza che ci sia bisogno di accedere manualmente agli elementi fisici della rete. Grazie alla virtualizzazione e al controllo via software dell’instradamento dei pacchetti dati lungo la rete, questa tecnologia supporta quindi le esigenze delle aziende aumentando le prestazioni delle reti. Maggiore flessibilità e scalabilità, ma anche programmabilità e capacità di servire utenti differenti (la cosiddetta multitenancy). SDN vuol dire architetture di rete intelligenti, efficienti e dinamiche, grazie alle possibilità di monitoraggio delle risorse in tempo reale.</p><p>Alla semplicità di gestione, si aggiungono anche la riduzione dei costi di manutenzione ed amministrazione della rete, la diminuzione delle spese operative e la maggior indipendenza dai vendor per la scelta relativa all’hardware. Infine, l’SDN apre definitivamente la via dell’automazione, con strumenti che consentiranno sempre più ai team IT di migliorare l’efficienza operativa e le capacità di gestione del personale.</p></div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"><figure><img decoding="async" class="img-fluid" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/001/036/original/connettivita-e-networking-le-principali-tecnologie-1.jpg" /></figure></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><h4 class="" title="">2) Network function virtualization</h4><div><p>Le Network function virtualization (NFV) sono tecnologie di rete basate su un codice software capace di svolgere le funzioni tipiche di una applicazione di rete (come ad esempio router o SD-WAN). Si tratta dunque di soluzioni virtualizzate, impiegate specificamente nel settore delle telecomunicazioni, dedicate al funzionamento di software di diversa tipologia all’interno di dispositivi di Customer Premises Equipment (CPE).</p><p>Nel dinamico mondo cloud, attualmente si parla di Universal CPE, ossia di server generici che integrano al loro interno funzionalità di storage, computazionali e di networking, abilitando i servizi di rete per i clienti finali. In ambito telco, dunque, queste architetture consentono la disaggregazione delle componenti software (appunto le NFV) da quelle hardware, con notevoli vantaggi per quanto riguarda l’innovazione della rete, i cicli di aggiornamento e in generale l’indipendenza da un unico produttore.</p><p>In ottica multi-vendor, una Universal CPE può includere NFV di fornitori diversi, anche open source, contribuendo alla riduzione dei costi e al consolidamento delle applicazioni. Inoltre, una configurazione con software che funzionano all’interno di una piattaforma hardware generica, consente ampi margini di personalizzazione a seconda delle specifiche esigenze ed elevata flessibilità. Le applicazioni possono essere installate da remoto, senza la presenza diretta di tecnici specializzati, e l’impiego di protocolli differenti porta a una maggior varietà nell’offerta delle soluzioni di connettività.</p><p>Rispetto al Softaware Defined Networking (SDN), la tecnologia NFV è più recente e ne ha tratto l’impostazione software-defined, grazie alla virtualizzazione che elimina le rituali necessità di installazione e configurazione attraverso interventi diretti sull’hardware. Una differenza fondamentale fra le due architetture, è l’orientamento alle telecomunicazioni e ai servizi di business della NFV, mentre l’SDN era stato pensato per portare flessibilità, sicurezza ed affidabilità di rete all’interno di singole organizzazioni. </p></div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"><figure><img decoding="async" class="img-fluid" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/001/037/original/connettivita-e-networking-le-principali-tecnologie-2.jpg" /></figure></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><h4 class="" title="">3) 5G</h4><div><p>Il 5G è destinato ad alzare il livello generale della connettività e delle esperienze di connessione offerte dalle reti, quando le precedenti generazioni di tecnologia mobile (ad esempio il 4G LTE) erano incentrate più esclusivamente sulla garanzia di connettività. Anche in questo caso, parliamo di reti virtualizzate che sfruttano servizi software e cloud computing, e anche in questo caso le funzionalità di networking non vengono gestite tramite hardware. Si tratta di reti agili, flessibili, in grado di favorire la mobilità assicurando sempre ed ovunque l’accesso degli utenti alla connessione, come ad esempio nel passaggio automatico da un collegamento wireless esterno ad una rete wi-fi interna ad un edificio.</p><p>Per lo stesso motivo, il 5G ha creato grandi aspettative per la risoluzione dell’annoso problema del digital divide nelle zone geografiche isolate e per la capacità di soddisfare la crescente domanda di connettività nelle zone urbane. La convergenza di diverse tecnologie wireless porterà infatti ad un aumento della larghezza di banda a disposizione degli utenti. La capacità di garantire una maggior copertura, assieme a una connessione di rete più stabile e alla velocità di trasferimento dei dati, offrirà alle aziende nuove opportunità di business e di creazione del valore.</p><p>I primi settori in cui sta emergendo l’innovazione portata dalle reti 5G sono, ad esempio, quello sanitario, in cui questa tecnologia favorisce il monitoraggio in real time dei pazienti, e l’automotive, con applicazioni legate al controllo remoto di droni e infrastrutture, ai veicoli a guida automatica e alla condivisione di informazioni relative al traffico.   </p></div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"><figure><img decoding="async" class="img-fluid" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/001/038/original/connettivita-e-networking-le-principali-tecnologie-3.jpg" /></figure></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><h4 class="" title="">4) Ponti radio</h4><div><p>Dove le principali tecnologie di rete non arrivano, come zone soggette a digital divide, una possibile soluzione è quella del ponte radio. <br />Per ponte radio si intende una connessione wireless a radiofrequenza o microonde tra punti normalmente fissi.<br />Ma come funziona? La stazione emittente indirizza un fascio di onde radio in linea retta verso la stazione ricevente, creando così una specie di “ponte” al fine di trasmettere a distanze altrimenti non raggiungibili informazioni audio, video o dati opportunamente modulate, sotto forma di una radiocomunicazione. </p><p>Un ponte radio tipicamente può essere:</p><ul><li>terrestre se si appoggia ad infrastrutture poste sulla superficie terrestre;</li><li>aereo se si appoggia provvisoriamente ad un velivolo in volo in quota;</li><li>satellitare se si appoggia sui satelliti artificiali in orbita e le relative telecomunicazioni satellitari.</li></ul><p>I ponti radio rappresentano spesso le strutture portanti della rete di trasporto wireless a supporto della radiodiffusione e telediffusione, oltre che il “backhauling” del sistema cellulare, cioè il collegamento tra le antenne e il resto della rete dell&#8217;operatore.</p><p>Grazie a questa soluzione Vodafone è in grado di mettere a disposizione del cliente un circuito dedicato con caratteristiche di servizio tali da poter rappresentare una valida alternativa agli accessi in fibra ottica, sia in termini di affidabilità che di performance. Le velocità di accesso, infatti, possono raggiungere anche valori di 100Mbps bidirezionali, con la capacità di trasportare non solo dati intranet o internet, ma anche chiamate voce.</p></div></div></div></div></div></div>								</div>
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		<title>Missione digital divide: come ridurre il divario digitale</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/missione-digital-divide-come-ridurre-il-divario-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2021 09:17:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Connettersi non è mai stato così semplice. Ma resta ancora molto da fare per garantire una presenza uniforme della banda larga e ultralarga</p>
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									<h4>Connettersi non è mai stato così semplice. Ma resta ancora molto da fare per garantire una presenza uniforme della banda larga e ultralarga</h4>								</div>
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									<p>Il <strong>digital divide</strong> indica il <strong>divario</strong> tra chi ha accesso alle <strong>tecnologie dell’informazione</strong>, in particolare a <strong>Internet</strong>, e chi ne è <strong>escluso</strong> per ragioni <strong>geografiche</strong>, <strong>anagrafiche</strong> o <strong>socio-culturali</strong>. Il termine è diventato di uso comune nel <strong>1996</strong>, quando l’allora presidente statunitense <strong>Bill Clinton</strong> e il suo vice <strong>Al Gore</strong> lo utilizzarono durante un discorso a Knoxville, in Tennessee. In quell’occasione, l’amministrazione evidenziò la <strong>disparità</strong> di <strong>accesso</strong> ai <strong>servizi telematici</strong> tra la popolazione del Paese.</p><p>Da allora molte cose sono cambiate. L’accesso alla rete è diventato molto più <strong>diffuso</strong>, la <strong>connettività</strong> è nettamente <strong>migliorata</strong>. Tuttavia, con il progresso di nuove <strong>tecnologie</strong>, <strong>nuove distanze</strong> hanno iniziato a sorgere: il digital divide non si misura più solo in termini di <strong>accesso</strong>, ma riguarda anche il livello di <strong>competenze</strong> a disposizione per <strong>padroneggiare</strong> gli <strong>strumenti tecnologici</strong> e il <strong>tipo di uso</strong> che viene fatto della <strong>rete</strong>.</p><h3>L’indice Desi: Italia in ritardo</h3><p class="no-margin">Uno degli indicatori che monitorano lo stato dei Paesi europei il <strong>Desi (digital economy and society index). </strong>Si tratta di un indice che traccia lo stato della digitalizzazione attraverso cinque parametri: <strong>connettività</strong> (in particolare lo sviluppo della banda larga), <strong>capitale umano</strong> (competenze e inclusione digitale dei cittadini), <strong>utilizzo di Internet</strong>, <strong>integrazione delle tecnologie digitali</strong> e <strong>sviluppo dei servizi pubblici digitali</strong>.</p><p class="quote-left"><em>Solo l’8% delle Pmi si avvale di almeno due dispositivi smart o sistemi interconnessi, di robotica e analisi di big data</em><br class="crenatura" /><em><span class="light">(Istat 2020)</span></em></p><p>Nella classifica Desi 2020 l’Italia si classifica molto in basso: al <strong>25esimo posto su 28 Paesi</strong>. Alle spalle solo Romania, Grecia e Bulgaria. Ai primi posti, i Paesi scandinavi: Finlandia, Svezia e Danimarca. Scendendo nel dettaglio, l’Italia è vicina alla media per quanto riguarda la <strong>connettività</strong> (<strong>17esima</strong>) e i <strong>servizi pubblici digitali</strong> (<strong>19esima</strong>). Molto indietro invece i risultati relativi all’uso dei <strong>servizi Internet</strong> (Italia <strong>terzultima</strong>) e al <strong>capitale umano</strong> (<strong>ultima</strong>).</p><h3>I progetti internazionali e nazionali</h3><p class="no-margin">Sono attive diverse campagne per il <strong>superamento</strong> del digital divide. Le <strong>Nazioni Unite</strong> si sono impegnate includendo la riduzione del divario tra gli <strong>Obiettivi di Sviluppo del Millennio</strong> (Millennium Goals). A livello globale, è evidente la distanza tra <strong>Paesi industrializzati</strong> e in <strong>via di sviluppo</strong>; ma il problema si nota anche tra aree della <strong>stessa nazione</strong>.</p><div class="infog-quote float-right infog-margin-left"><em>26% della popolazione italiana tra i 16 e i 74 anni d’età non ha mai navigato in rete</em><br /><em>24% dei cittadini sfrutta il web per accedere ai servizi pubblici<span class="light"> (Ocse 2019)</span></em></div><div> </div><p class="no-margin">Nel giugno <strong>2000</strong> l’Unione europea ha approvato il piano “<strong>eEurope 2002</strong>“; nello stesso mese il governo italiano ha varato il <strong>Piano d’azione dell’Italia</strong>, chiedendo politiche per la crescita delle regioni in ritardo.  Secondo le stime dell’<strong>Ocse</strong>, infatti, in <strong>Italia</strong> il <strong>26%</strong> della popolazione tra i 16 e i 74 anni d’età non ha <strong>mai navigato in rete</strong>, e solamente il <strong>24%</strong> dei cittadini sfrutta il <strong>web</strong> per accedere ai <strong>servizi pubblici</strong>.</p><p class="no-margin">A maggio <strong>2019</strong> il governo italiano ha lanciato l’iniziativa <strong>Repubblica Digitale</strong> con lo scopo di <strong>promuovere l’inclusione digitale</strong> e l’adeguamento delle <strong>competenze</strong> per il <strong>lavoro. </strong>L’iniziativa è rivolta a tutti i livelli dell’economia italiana e favorisce le partnership tra <strong>soggetti pubblici</strong>, <strong>organizzazioni</strong> <strong>no profit</strong> e <strong>soggetti privati</strong>.</p><h3>La connettività in Italia</h3><div class="infog-quote float-right infog-margin-left"><em>66% la percentuale della popolazione raggiunta dalla copertura in banda a 30 Mbps <span class="light">(Ministero Sviluppo economico 31 dicembre 2019)</span></em></div><div class="infog-quote float-right infog-margin-left"><em>20,3% la percentuale della popolazione raggiunta dalla copertura in banda a 100 Mbps <span class="light">(Ministero Sviluppo economico 31 dicembre 2019)</span></em></div><div> </div><p>In Italia il divario digitale è legato in gran parte all’esclusione di <strong>milioni di cittadini</strong> da connessioni veloci, a <strong>banda larga</strong>. Un primo sistema per tentare di colmare questa disparità è stato adottato a partire da <strong>settembre 2006</strong> estendendo la <strong>copertura ADSL</strong> anche ad alcuni <strong>piccoli centri</strong>. A <strong>ottobre 2010</strong> <strong>Vodafone</strong> ha investito oltre <strong>un miliardo di euro</strong> per aiutare i <strong>comuni esclusi</strong>.</p><p>L’Italia porta avanti un piano strategico per la <strong>banda ultra larga</strong>, lanciato a <strong>marzo 2015</strong>. Attraverso <strong>siti dedicati</strong> (<em>www.bandalarga.italia.it</em>), è possibile <strong>verificare la copertura</strong> al proprio indirizzo di casa, in tutte le regioni e province. La copertura a <strong>30 Mbps</strong>, secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico aggiornati a fine 2019, raggiunge il <strong>66% della popolazione</strong>. La velocità ad almeno <strong>100 Mbps</strong> è disponibile per il <strong>20,3% degli abitanti</strong>.</p><h3>L’efficienza passa anche dai servizi</h3><p class="no-margin">Se le infrastrutture di rete sono fondamentali, non meno importanti sono i servizi tecnologici che consentono di distribuirle, in modo flessibile per adattarsi alle esigenze degli utenti. Vodafone Business ha pensato a un prodotto per le aree non coperte dalla tecnologia più performante: <strong>Power4G</strong> utilizza la rete mobile per migliorare la connettività di quella fissa, incrementando così la <strong>velocità</strong> e la stabilità di <strong>navigazione</strong>.</p><p class="quote-left"><em>Il 41% delle PA locali accede a Internet con connessioni veloci (almeno 30 Mbps), solo il 17,4% con quelle ultraveloci (almeno 100 Mbps) (<span class="light">Istat 2020)</span></em></p><p>Per garantire la continuità del servizio, Vodafone Sempre Serviti è la soluzione che consente – qualora ci siano guasti sulla linea fisica – di avere un intervento tempestivo, con un call center a disposizione 24 ore su 24. Le innovazioni hanno toccato anche la tecnologia di connessione tramite Wi-Fi. Il servizio <strong>Vodafone Managed Wi-Fi</strong> offre prodotti basati sulla <strong>tecnologia Cisco Meraki</strong>, che fornisce connessione wireless su misura per <strong>piccole e medie imprese</strong>. Il servizio garantisce una copertura estesa a tutti gli spazi (sia interni che esterni) performance di rete elevate, sicurezza avanzata e una gestione centralizzata della propria rete.</p>								</div>
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		<title>Dall’emergenza alla nuova realtà: tutti i numeri dell’e-commerce</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/dallemergenza-alla-nuova-realta-tutti-i-numeri-delle-commerce/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 10:43:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’emergenza alla nuova realtà: tutti i numeri dell’e-commerce Le limitazioni dovute alla crisi sanitaria hanno accelerato una corsa che procede spedita da anni. In pochi mesi, il settore non è solo cresciuto: si è trasformato. In forte crescita già da diversi anni, nei primi mesi del 2020 l’e-commerce ha fatto registrare numeri record. Durante il lockdown,&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.evercomsrl.net/dallemergenza-alla-nuova-realta-tutti-i-numeri-delle-commerce/">Dall’emergenza alla nuova realtà: tutti i numeri dell’e-commerce</a> appeared first on <a href="https://www.evercomsrl.net">Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="3147" class="elementor elementor-3147">
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Le loro abitudini potrebbero cambiare anche nel post-pandemia, accelerando la trasformazione di molte attività.</p></div></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100 inview_animate_zoom inview_animate_zoom_in" data-v-36edd05c=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><h4 class="" title="">I numeri dell’e-commerce</h4><div><p>L’effetto lockdown sull’e-commerce è tutto nei numeri. Dall’inizio del 2020 i nuovi consumatori online in Italia sono stati 2 milioni, in buona parte (1,3 milioni) spinti sulle piattaforme digitali proprio dall’emergenza sanitaria. È quanto emerge dai dati presentati durante il Netcomm Forum, l’evento annuale con al centro l’evoluzione dell’e-commerce: i consumatori italiani online sono oggi 29 milioni.</p><p>Un’accelerazione mai vista, se si pensa che nei primi cinque mesi del 2019 l’e-commerce aveva guadagnato 700 mila utenti. Tanti, ma pur sempre un terzo rispetto a quelli conquistati tra gennaio e maggio 2020. Secondo Nielsen, <strong>in un solo mese (dal 17 febbraio al 15 marzo 2020) la domanda online di prodotti di largo consumo è cresciuta quasi dell’80%</strong>.</p><p>Dal Netcomm Forum è emerso anche che sono aumentate sensibilmente le vendite di prodotti per la cura della persona (+93%) e quelli di Salute e Bellezza, soprattutto grazie ai farmaceutici e parafarmaceutici. Impennata per gli articoli per la casa (+126%), per cibi freschi e confezionati (+130%) e per gli animali domestici (+154%). </p></div></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100 inview_animate_zoom inview_animate_zoom_in" data-v-36edd05c=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><h4 class="" title="">Il commercio elettronico diventa quotidiano</h4><div><p>Il lockdown, quindi, non ha cambiato solo la quantità di spesa ma, ancor di più, la sua composizione. Settori tradizionalmente forti hanno ceduto a causa delle limitazioni e altri hanno guadagnato spazio. <strong>Nel 2019, quasi il 70% del fatturato dell’e-commerce era concentrato tra turismo e tempo libero</strong>.</p><p>L’impossibilità di muoversi ha quasi azzerato i trasporti e il divieto di assembramento ha bloccato spettacoli ed eventi sportivi. Debole anche l’abbigliamento: secondo un’indagine BVA Doxa, anche a causa dalla diminuzione della capacità di spesa e dell’assenza di cerimonie, avrebbe rinunciato all’acquisto online circa un terzo degli intervistati.</p><p>Se i comparti trainanti hanno rallentato, altri (di solito più deboli) sono cresciuti. Secondo un report della società di consulenza Casaleggio Associati, nel 2019 il settore alimentare ha rappresentava appena il 3,1% del fatturato generato dall’e-commerce in Italia. Durante l’emergenza è diventato quello con più transazioni.</p></div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"><figure><img decoding="async" class="img-fluid" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/000/621/original/pexels-vlada-karpovich-4050388.jpg" /></figure></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100 inview_animate_zoom inview_animate_zoom_in" data-v-36edd05c=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><h4 class="" title="">La nuova composizione dell’e-commerce</h4><div><p>Il progressivo ritorno alla normalità dovrebbe combinare le abitudini sospese dal lockdown ma ormai consolidate (l’acquisto di viaggi ed eventi) con quelle nuove (a cominciare dalle spesa di generi alimentari) e nuovissime.</p><p>Secondo Minsait, società specializzata nella trasformazione digitale, <strong>la crisi sanitaria ha infatti generato diverse “blue oceans”, ossia aree di mercato fino a ora poco esplorate</strong> (come ipermercati, attrezzature sportive, articoli per la scuola) e oggi capaci di emergere dalla nicchia. Tra alti e bassi, Netcomm stima che l’e-commerce sia cresciuto del 55%, più di ogni altro settore durante il periodo acuto dell’epidemia. Tutto lascia prevedere, quindi, che continui a progredire.</p><p>Nel 2019 il settore, in Italia, ha fatto registrare un fatturato di 48,5 miliardi di euro, il 17% in più rispetto all’anno precedente. Il trend di crescita in doppia cifra (fatta eccezione per il 2013 e 2014) dura da 15 anni. </p></div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"><figure><img decoding="async" class="img-fluid" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/000/547/original/dall-emergenza-alla-nuova-realta-tutti-i-numeri-dell-e-commerce.jpg" /></figure></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><h4 title=""> </h4><h4 class="" title="">Dall’emergenza alle nuove opportunità</h4><div><p>“Il 2020 è l’anno in cui tutti gli italiani scoprono la possibilità di acquistare online”, conferma Casaleggio Associati. Se molti esercenti hanno aperto un canale online “per poter smaltire il magazzino dei negozi chiusi” (quindi spinti dall’emergenza), in seguito hanno scoperto quanto l’e-commerce sia importante “per competere in un nuovo spazio di domanda che si sta creando: l’acquisto online anche dai negozi locali”.</p><p><strong>Le imprese che potranno beneficiare di più di questa crescita</strong>, come ripetuto più volte da Netcomm, <strong>saranno quelle in grado di migliorare l’esperienza di acquisto</strong>. Per riuscirci potrebbero sfruttare l’intelligenza artificiale, per analisi predittive con le quali proporre un’offerta sempre più personalizzata ma anche attraverso bot per rendere sempre più efficace l’assistenza al cliente.</p><p>Parallelamente <strong>è fondamentale dotarsi di canali</strong> propri in modo da non disperdere margini con l’utilizzo di marketplace. Servono quindi piattaforme agili e versatili, con metodi di pagamento semplici e sicuri. Ed è necessario migliorare i modelli logistici per la distribuzione locale, che non deve essere solo a domicilio.</p><p>Per Netcomm, infatti, la modalità cresciuta di più durante il lockdown (+349%) è stato il “click and collect”, cioè la possibilità di comprare online e ritirare in negozio. Un’abitudine che potrebbe consolidarsi, perché flessibile, capace di favorire il distanziamento sociale e di adattarsi anche ai piccoli negozi di quartiere.</p><p> </p></div></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><h3 class="" title="">Una guida digitale</h3><div><p>Dietro il termine “e-commerce”, quindi, c’è un mondo sempre più sfaccettato. <strong>Ogni settore commerciale ha le proprie caratteristiche</strong>, ogni azienda le proprie esigenze. Cambiano la rete logistica e le modalità di ritiro, le politiche di reso e la gestione delle scorte.</p><p>In breve: non c’è un modello che funzioni sempre e per tutti. In un mercato così variegato serve una guida.</p><p>È per questo che è nato Vodafone Business Lab, un progetto di Vodafone Business. In un unico luogo digitale, si concentrano <strong>risorse, contenuti e consigli</strong> che riguardano la visibilità online, l’ottimizzazione del proprio sito, la produttività e la sicurezza. Gli utenti che volessero approfondire possono ricevere una consulenza via chat o telefono, <strong>personalizzata e gratuita</strong>.</p><p>Perché per affrontare le sfide del commercio digitale e abbracciare le sue opportunità serve una risorsa preziosa: la condivisione delle competenze.</p></div></div></div></div></div></div>								</div>
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		<title>Come ottimizzare la tua connessione a internet</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 14:24:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come ottimizzare la tua connessione a internet Migliora la velocità della tua connessione a internet e resta connesso ovunque ti trovi Se utilizzi regolarmente internet per lavoro, avrai notato che fuori dall&#8217;ufficio la connessione non è veloce come dovrebbe. Oggi in ogni casa ci sono diversi dispositivi connessi, dai portatili alle smart TV. Aggiungiamoci le&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="3139" class="elementor elementor-3139">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Come ottimizzare la tua connessione a internet</h2>				</div>
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									<h3 class="" title="">Migliora la velocità della tua connessione a internet e resta connesso ovunque ti trovi</h3>								</div>
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<h3 class="" title=""><span style="color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; font-weight: var( --e-global-typography-text-font-weight ); font-size: 16px; word-spacing: normal;">Se utilizzi regolarmente internet per lavoro, avrai notato che fuori dall&#8217;ufficio la connessione non è veloce come dovrebbe.</span><br></h3><div>
<p>Oggi in ogni casa ci sono diversi dispositivi connessi, dai portatili alle smart TV. Aggiungiamoci le esigenze di banda larga per il lavoro e avremo una velocità di download più bassa e video chiamate continuamente interrotte.</p>
<p>In questo modo non si ottiene solo un rallentamento di produttività ed efficienza, ma anche stress e frustrazione per i dipendenti. Insomma, per evitare queste interruzioni sul lavoro, serve una connessione internet affidabile.</p>
<p>Ci sono diversi modi per potenziare la velocità di connessione e persino estenderla per lavorare in movimento.</p>
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<h4 class="" title="">Consigli semplici e rapidi</h4>
<div>
<p>Per aumentare la connessione a banda larga esistono diverse soluzioni rapide che, quando vengono implementate insieme, fanno davvero la differenza.</p>
<p><strong style="color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; word-spacing: normal;">&nbsp;</strong></p>
<p><strong style="color: var( --e-global-color-text ); font-family: var( --e-global-typography-text-font-family ), Sans-serif; word-spacing: normal;">Spegni gli altri dispositivi</strong></p>
<ul>
<li>
<p>Ti sorprenderà scoprire quanti dispositivi in tuo possesso utilizzano il WiFi in maniera passiva, che sia Amazon Echo, il computer che scarica una puntata da Netflix o il tuo smartphone che sta scaricando un aggiornamento. In alcune case si può persino far funzionare il bollitore o accendere il microonde con il cellulare. Individua quali oggetti utilizzano la banda larga e prova a pianificare i download di notte.</p>
</li>
</ul>
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<ul>
<li><strong>Allontana i dispositivi dal router</strong>
<p>Lo sapevi che posizionare più dispositivi connessi uno vicino all&#8217;altro ne influenzerà la velocità? Prova ad allontanarli dal router. &nbsp;Anche mettere il router su un piano più in alto, come sulla credenza, può essere utile.</p>
</li>
</ul>
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<ul>
<li><strong>Passa a una connessione cablata</strong>
<p>Niente ti farà avere una connessione stabile come una rete Ethernet. Se hai problemi con il wireless, i cavi Ethernet sono abbastanza economici e alzano davvero di tanto la velocità della banda larga. Dai anche un&#8217;occhiata a come il tuo router è collegato alla presa del telefono. Sapevi che le prolunghe o addirittura i cavi intrecciati possono rallentare la connessione?</p>
</li>
</ul>
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<ul>
<li><strong>Cambia i metodi di chiamata</strong>
<p>Le chiamate usano molti dati, quindi ecco alcuni trucchi per risparmiarli. Per esempio, i video consumano molti più dati rispetto all&#8217;audio. Se puoi, disattiva la telecamera. Oppure, ancora meglio, evita internet e usa direttamente la linea di casa o del cellulare. Usa tutte le opzioni a tua disposizione.</p>
</li>
</ul>
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<h4 class="" title="">Oltre le mura di casa</h4>
<div>
<p>Ci saranno sicuramente delle occasioni in cui desideri lavorare fuori casa.</p>
<p>Puoi farlo facilmente grazie a un router wireless portatile &nbsp;per esempio il nostro Mobile Wi-Fi. Si tratta di un&#8217;alternativa flessibile alla banda larga che trasforma le reti 4G e 5G in WiFi, permettendoti di connetterti con i tuoi dispositivi e lavorare in movimento.</p>
<p>Con una grande copertura e maggiore flessibilità su dove lavorare, il router wireless portatile è uno strumento che può davvero fare la differenza.</p>
<p>La banda larga lenta non provoca solo frustrazione, ma può seriamente bloccare la produttività. &nbsp;Prima di prendere provvedimenti, assicurati di provare questi consigli e di verificarne la riuscita. E se proprio non riesci a risolvere il problema, prova semplicemente a riavviare il modem: i canali WiFi possono essere intasati, ma il riavvio aiuta il router a trovare il canale più pulito e ad aumentare la velocità di internet.</p>
<p></p>
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