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	<title>sicurezza Archives - Evercom | Soluzioni Digitali Per Aziende</title>
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		<title>La terza economia più grande del mondo ha cattive intenzioni – e sta solo diventando più grande</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 13:09:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La terza economia più grande del mondo ha cattive intenzioni – e sta solo diventando più grande   La sfida Spostati, Giappone e Germania. L&#8217;economia globale del crimine informatico – un colosso da 9,5 trilioni di dollari – rappresenta la terza economia più grande del mondo per PIL, secondo Cybersecurity Ventures, dietro solo a Stati Uniti&#8230;</p>
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									<div class="Quicksite_section__p62S_"><h3> </h3><h3 class="Quicksite_subtitle__bExma">La sfida</h3><div><div class="JsonRichTextBody_bodyCopy__yqJqR" data-copy-size="regular"><div><p>Spostati, Giappone e Germania. L&#8217;economia globale del crimine informatico – un colosso da 9,5 trilioni di dollari – rappresenta la terza economia più grande del mondo per PIL, secondo Cybersecurity Ventures, dietro solo a Stati Uniti e Cina. Popolato da cattivi attori, il World Economic Forum lo descrive come &#8220;il ventre oscuro dell&#8217;era digitale&#8221;.</p><p>Sebbene questi criminali informatici siano sparsi in tutto il mondo, formano un franchising ben oliato in aggregato, con riscatti pagati dalle vittime e distribuiti nel reclutamento, ricerca e sviluppo, negoziazioni ransomware, riciclaggio di bitcoin e sviluppo di malware e crittografia che consentono il prossimo attacco. Le aziende sono bloccate nel mezzo di questo circolo poco virtuoso e la migrazione su larga scala dei carichi di lavoro verso il cloud ha aumentato la superficie di attacco, aggravando il rischio.</p><p>Il Cloud Security Report 2023 di Check Point, un sondaggio condotto su 1.052 professionisti della sicurezza informatica, ha rilevato che il 39% degli intervistati ha eseguito più della metà dei propri carichi di lavoro nel cloud; Tra un anno, si prevede che questa cifra raggiungerà il 58%. Gli ambienti multi-cloud stanno diventando sempre più comuni, con il 72% degli intervistati che utilizza almeno tre soluzioni separate per configurare le proprie policy cloud, mentre il 26% degli intervistati ha utilizzato 20 o più soluzioni di sicurezza.</p><p>Affidarsi agli strumenti di sicurezza nativi forniti dai fornitori di servizi cloud (CSP) non è sufficiente, poiché queste soluzioni di base non sono personalizzate per proteggere automaticamente il carico di lavoro critico di un&#8217;azienda in tutta l&#8217;azienda e i sistemi patchwork e pronti all&#8217;uso non scoraggiano gli hacker.</p><p>Quando i carichi di lavoro sono distribuiti su più cloud e i team di &#8220;shadow IT&#8221; distribuiscono nuovi progetti senza che il team di sicurezza ne sia consapevole, la difficoltà di salvaguardare i carichi di lavoro aumenta notevolmente.</p><p>&#8220;Nel momento in cui si hanno implementazioni cloud sconosciute che creano variabili che dovrebbero essere protette dal programma di sicurezza ma non lo sono, si introducono dei rischi&#8221;, afferma Pete Nicoletti, Global Chief Information Security Officer, Americas, di Check Point Software. &#8220;Quando non si è consapevoli di un problema che dovrebbe essere nel registro dei rischi, con un adeguato controllo compensativo, si diventa più vulnerabili&#8221;.</p><p> </p></div></div></div></div><div class="Quicksite_section__p62S_"><h3 class="Quicksite_subtitle__bExma">L&#8217;impatto</h3><div><div class="JsonRichTextBody_bodyCopy__yqJqR" data-copy-size="regular"><div><p>Il &#8220;profitto&#8221; di 9,5 trilioni di dollari realizzato dai criminali informatici deve provenire da qualche parte. Quasi un quarto (24%) delle organizzazioni intervistate per il Cloud Security Report 2023 ha dichiarato di aver subito un incidente di sicurezza relativo al cloud pubblico negli ultimi 12 mesi. Nemmeno i governi sono al sicuro: nel 2023, un gruppo di spionaggio con sede in Cina si è infiltrato in diverse agenzie negli Stati Uniti e nell&#8217;Europa occidentale, falsificando token di autenticazione per hackerare gli account di posta elettronica. Il CSP ne è venuto a conoscenza solo quando è stato informato da un cliente: il Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti.</p><p>All&#8217;inizio di quest&#8217;anno, Microsoft ha rivelato che l&#8217;organizzazione russa Midnight Blizzard, sponsorizzata dallo stato, ha utilizzato un attacco spray per password per compromettere la posta elettronica e i sistemi aziendali. Microsoft ha recentemente dichiarato che il gruppo ha utilizzato &#8220;informazioni inizialmente esfiltrate dai nostri sistemi di posta elettronica aziendali per ottenere, o tentare di ottenere, l&#8217;accesso non autorizzato&#8221; al codice sorgente e ai sistemi interni.</p><p>Violazioni di alto profilo come queste ci ricordano che i malintenzionati stanno migliorando e che gli strumenti CSP nativi non sono sufficienti. &#8220;Nel momento in cui scansionano e individuano qualcosa non protetto, come una password predefinita in uso o un&#8217;applicazione o un sistema operativo senza patch, lo attaccheranno&#8221;, spiega Nicoletti. &#8220;Può essere compromesso in pochi secondi&#8221;.</p><p>I professionisti della sicurezza sono consapevoli di questi rischi, ovviamente, ma la velocità del business spesso porta alla sciatteria. Nella corsa al supporto delle iniziative aziendali, i team di sicurezza sono spesso esclusi dal processo di revisione, portando le business unit a sfruttare il cloud senza dover ricorrere al reparto di sicurezza.</p><p>Tali sforzi di shadow IT comportano l&#8217;esposizione dei dati. &#8220;Non è possibile distribuire carichi di lavoro e dati aziendali sul cloud che non sono immediatamente protetti&#8221;, afferma Nicoletti, sottolineando che &#8220;esistono strumenti avanzati non solo per identificare, ma anche per proteggere automaticamente i nuovi carichi di lavoro in pochi secondi&#8221;.</p><p> </p></div></div></div></div><div class="Quicksite_section__p62S_"><h3 class="Quicksite_subtitle__bExma">Il risultato</h3><div><div class="JsonRichTextBody_bodyCopy__yqJqR" data-copy-size="regular"><div><p>I programmi e le policy di sicurezza del cloud sono più efficaci quando tutti i sistemi di sicurezza di un&#8217;azienda (e-mail, firewall del data center, protezione degli endpoint, firewall virtuali) possono essere visualizzati su un&#8217;unica dashboard che offre un&#8217;unica fonte di verità.</p><p>&#8220;Dovrebbe estendere facilmente le stesse regole e policy del firewall che si utilizzano sui firewall della sede centrale e utilizzare lo stesso processo di flusso di lavoro, gli stessi runbook e supportare facilmente l&#8217;analisi forense&#8221;, afferma Nicoletti. &#8220;Questo ottimizza anche la gestione degli incidenti&#8221;.</p><p>Il personale di sicurezza è più produttivo e commette meno errori quando viene utilizzata un&#8217;unica console di sicurezza, e questo approccio può far risparmiare all&#8217;azienda denaro in licenze, formazione e certificazioni, migliorando al contempo la soddisfazione sul lavoro e riducendo il turnover. Altri vantaggi degli strumenti avanzati di sicurezza cloud includono la loro capacità di gestire con successo i feed delle minacce e la loro risposta rapida alle minacce malware zero-day, contro le quali vengono implementate automaticamente le contromisure.</p><p>Una piattaforma completa, come una piattaforma di protezione delle applicazioni nativa per il cloud (<a href="https://www.checkpoint.com/cloudguard/cnapp/" target="undefined">CNAPP</a>), può fornire visibilità dell&#8217;intera infrastruttura cloud di un&#8217;organizzazione tra più fornitori, proteggendo le applicazioni dallo sviluppo alla produzione, garantendo al contempo la massima tranquillità. Infatti, il 90% degli intervistati dal Cloud Security Report di Check Point ritiene utile un&#8217;unica dashboard, una visione semplificata che aiuta a mitigare i rischi e identificare l&#8217;efficienza operativa.</p><p>&#8220;Check Point può essere il backstop per tutti questi diversi ambienti vulnerabili e prodotti che sono là fuori&#8221;, afferma Nicoletti. &#8220;In passato era necessario un solo fornitore di sicurezza, ma nel caso di CSP vulnerabili e di altri fornitori di sicurezza vulnerabili, è necessario prestare attenzione agli osservatori e implementare una mentalità incentrata sulla prevenzione&#8221;.</p></div></div></div></div><p> </p><p> </p><p><em>Tratto dal sito https://sponsored.bloomberg.com</em></p>								</div>
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		<title>Telefonate in volo, sì dell’Europa: è la fine della «modalità aereo»?</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/telefonate-in-volo-si-delleuropa-e-la-fine-della-modalita-aereo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2022 14:50:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connettività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entro giugno i Paesi membri devono assegnare le frequenze 5G ai velivoli. Soddisfatte le compagnie. I dubbi tra i piloti: avremo più liti. Negli Usa i vettori si sono opposti</p>
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									<p> </p><p>Entro giugno i Paesi membri devono assegnare le frequenze 5G ai velivoli. Soddisfatte le compagnie. I dubbi tra i piloti: avremo più liti. Negli Usa i vettori si sono opposti.</p><div class="content"><p class="chapter-paragraph">L’ultima oasi di pace per i viaggiatori rischia di sparire tra sei mesi. La Commissione europea ha dato l’ok alla possibilità di fare telefonate in volo. Ma accanto alla maggiore comodità, la fine della «modalità aereo» potrebbe creare qualche problema alla (precaria) quiete tra le nuvole secondo qualche pilota e personale di cabina. A novembre Bruxelles ha aggiornato una decisione del 2008 dando tempo fino al 30 giugno 2023 ai Paesi membri per assegnare ai velivoli le frequenze 5G, la tecnologia di connessione ad altissima velocità. «I passeggeri in volo dentro l’Ue potranno così utilizzare lo smartphone al massimo delle potenzialità, comprese le chiamate», conferma la Commissione in una nota.</p></div><div class="content"><p class="chapter-paragraph"> </p><h5 class="chapter-title">Le reazioni</h5><p class="chapter-paragraph">Sui social le critiche non mancano. C’è chi ricorda che si fa già fatica a sopportare il vicino di sedile in treno che chiacchiera senza sosta e che in un velivolo la mobilità è ancora più limitata. Su Twitter l’utente Iain Holder scrive: «Dover sopportare la telefonata di un altro senza nemmeno la possibilità di allontanarsi è al limite della tortura». Secondo le stime il 40% dei clienti sulle tratte brevi (46 persone in media) potrebbe effettuare telefonate dopo il decollo.</p><div class="content"><div class="bck-media-image is-mr-t-0 is-mr-b-20"><figure class="image is-520x428"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://images2.corriereobjects.it/methode_image/2022/12/10/Interni/Foto%20Interni%20-%20Trattate/grafico-k2q-U33907269664991DE-593x443@Corriere-Web-Sezioni.JPG?v=202212110738" alt="desc img" /></figure></div><p class="chapter-paragraph"> </p></div><div class="content"><p class="chapter-paragraph"> </p><h5 class="chapter-title">I requisiti</h5><p class="chapter-paragraph">Ma come funzionerà la novità? Quando il jet volerà a bassa quota il telefonino si aggancerà alle antenne al suolo. In alta quota, spiega al Corriere della Sera una portavoce della Commissione europea, «i velivoli che hanno installato una pico-cellula potranno consentire l’uso di smartphone, tablet e laptop come se si fosse a terra». La pico-cellula è un piccola antenna che invia il segnale in un’area limitata.</p><p> </p><div class="content"><h5 class="chapter-title">La sicurezza</h5><p class="chapter-paragraph">C’è chi teme problemi con decine di dispositivi alla ricerca nello stesso istante di un segnale da un cilindro di metallo. Della cosa si occuperà l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa), assicura la Commissione, «che valuterà se gli standard attuali sono sufficienti o se devono essere svolti test aggiuntivi». Dalla Commissione sostengono di aver discusso «con tutte le parti interessate». «Spetta comunque al vettore consentire o meno l’uso dei dispositivi elettronici se vengono soddisfatti alcuni requisiti», chiarisce la portavoce. «È sufficiente che l’operatore dimostri l’assenza del rischio di interferenze con le apparecchiature del jet».</p></div><div class="content"><p class="chapter-paragraph"> </p><div class="bck-media-image is-mr-t-0 is-mr-b-20"><figure class="image is-520x428"><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://images2.corriereobjects.it/methode_image/2022/12/10/Interni/Foto%20Interni%20-%20Trattate/graf2-k2q-U3390726966499wAD-593x443@Corriere-Web-Sezioni.JPG?v=202212110738" alt="desc img" /></figure></div><p class="chapter-paragraph"> </p></div><div class="content"><p class="chapter-paragraph"> </p><h5 class="chapter-title">Il personale di cabina</h5><p class="chapter-paragraph">Alcuni piloti e assistenti di volo contattati temono un aumento della litigiosità. «Non voglio immaginare le conseguenze su alcune rotte “problematiche”, come quelle per le isole spagnole o greche», commenta più d’uno. Plaude alla decisione Ue la Iata, la principale associazione dei vettori. «Non vediamo perché dovrebbero essere vietate le telefonate dal momento che non compromettono la sicurezza», dice al Corriere un portavoce.</p></div><div class="content"><p class="chapter-paragraph"> </p><h5 class="chapter-title">La decisione americana</h5><p class="chapter-paragraph">Gli Stati Uniti vanno in direzione opposta. Nel 2013 il tentativo di consentire le chiamate in alta quota è stato bocciato dalle compagnie e dall’ente federale per l’aviazione (Faa) per l’impatto che avrebbe sulla qualità del viaggio tanto che nel 2020 la questione è stata archiviata. Chissà se in Europa le aviolinee seguiranno l’esempio statunitense. O dovranno «arrendersi» a una società sempre connessa.</p></div></div></div><p> </p><p> </p><p><em>Tratto dal Corriere della Sera, www.corriere.it, di Leonard Berberi</em></p>								</div>
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		<title>Questo è quanto i paesi della NATO spendono per la difesa</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/questo-e-quanto-i-paesi-della-nato-spendono-per-la-difesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2022 09:55:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) esiste al solo scopo di facilitare un'alleanza politica e militare tra quasi 30 paesi. Tutti sono obbligati l'uno all'altro in tempo di guerra, ma alcuni paesi hanno militari e sistemi di difesa molto più forti di altri. Utilizzando i dati della NATO, questa mappa rivela ciò che ogni paese membro della NATO spende per la propria difesa nazionale.</p>
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									<p> </p><p>L&#8217;Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) esiste al solo scopo di facilitare un&#8217;alleanza politica e militare tra quasi 30 paesi. Tutti sono obbligati l&#8217;uno all&#8217;altro in tempo di guerra, ma alcuni paesi hanno militari e sistemi di difesa molto più forti di altri.</p><p>Utilizzando i dati della NATO, questa mappa rivela ciò che ogni paese membro della NATO spende per la propria difesa nazionale.</p><p><em>Nota: i numeri sono proiezioni del 2021.</em></p><p> </p><h3>I più grandi spender per la difesa della NATO</h3><p>Gli Stati Uniti spendono per la difesa più di qualsiasi altro paese della NATO.</p><p>Secondo le stime del 2021, la spesa per la difesa degli Stati Uniti sarà vicina a <strong>$ 811 miliardi</strong> quest&#8217;anno. D&#8217;altra parte, la spesa per la difesa di tutti gli altri paesi della NATO messi insieme dovrebbe essere di <strong>$ 363 miliardi</strong>, il che significa che gli Stati Uniti spenderanno più di tutti gli altri paesi di ben $ 448 miliardi.</p>								</div>
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									<p> </p><p>La NATO si basa sulla costruzione di forze e attrezzature per l&#8217;obiettivo della sicurezza e della difesa congiunte. E, nonostante la pandemia, molti membri hanno aumentato la loro spesa nel 2020.</p><p>Tuttavia, non tutti i paesi contribuiscono allo stesso modo. L&#8217;obiettivo concordato per i membri europei della NATO, ad esempio, è quello di spendere il <strong>2%</strong> del PIL per la difesa entro il 2024, ma molti paesi non sono sulla buona strada per raggiungere questo obiettivo.</p><p> </p><h3>Chi paga per la NATO stessa?</h3><p>Uno dei pilastri chiave della NATO è la difesa collettiva: un impegno all&#8217;idea che un atto di violenza contro uno o più dei suoi Stati membri sia un atto di aggressione verso tutti.</p><p>La difesa collettiva, la sicurezza cooperativa e la gestione delle crisi sono al centro dello scopo e delle operazioni della NATO.</p><p>Oltre alla spesa per la difesa, gestire un&#8217;alleanza politica transcontinentale costa circa <strong>3 miliardi di dollari</strong> all&#8217;anno. Quindi quali paesi pagano il conto per queste spese?</p>								</div>
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									<p> </p><p>I membri hanno predisposto meccanismi per dividere equamente le spese dell&#8217;alleanza NATO.</p><p>Entrando nello specifico, i membri stanno pagando per:</p><ul><li>Salari del personale civile e costi generali di gestione del quartier generale della NATO.</li><li>Esecuzione di comandi strategici, operazioni congiunte, sistemi di allerta precoce e radar, addestramento, ecc.</li><li>Sistemi di comunicazione della difesa, porti, aeroporti e rifornimenti di carburante.</li></ul><h3> </h3><h3>Il futuro della NATO</h3><p>Mentre il conflitto tra nazioni sta diventando sempre più raro, le minacce alla sicurezza collettiva degli alleati della NATO non sono scomparse.</p><p>Mentre i paesi possono avere opinioni diverse sull&#8217;importo esatto che ciascuno dovrebbe contribuire, l&#8217;aumento delle spese è un segno che la NATO è ancora una priorità per il prossimo futuro.</p><p> </p><p> </p><p><em>Tratto dal Visual Capitalist, pubblicato il 23 settembre 2021, di Avery Koop</em></p>								</div>
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		<title>I 50 minerali fondamentali per la sicurezza degli Stati Uniti</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/i-50-minerali-fondamentali-per-la-sicurezza-degli-stati-uniti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2022 09:42:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[economia verde]]></category>
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		<category><![CDATA[emissioni gas serra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Stati Uniti mirano a dimezzare le loro emissioni di gas serra entro il 2030 come parte del loro impegno ad affrontare i cambiamenti climatici, ma potrebbero mancare i minerali critici necessari per raggiungere i loro obiettivi. L'economia verde americana si baserà su fonti di energia rinnovabile come l'eolico e il solare, insieme all'elettrificazione dei trasporti. Tuttavia, manca la produzione locale delle materie prime necessarie per produrre queste tecnologie, tra cui pannelli solari, turbine eoliche e veicoli elettrici. Comprensibilmente, questo ha sollevato preoccupazioni a Washington. In questo grafico, basato sui dati dell'US Geological Survey, elenchiamo tutti i minerali che il governo ha ritenuto critici per la sicurezza economica e nazionale degli Stati Uniti.</p>
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					<h1 class="elementor-heading-title elementor-size-default">I 50 minerali fondamentali per la sicurezza degli Stati Uniti</h1>				</div>
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									<p> </p><p>Gli Stati Uniti mirano a dimezzare le loro emissioni di gas serra entro il 2030 come parte del loro impegno ad affrontare i cambiamenti climatici, ma potrebbero mancare i minerali critici necessari per raggiungere i loro obiettivi.</p><p>L&#8217;economia verde americana si baserà su fonti di energia rinnovabile come l&#8217;eolico e il solare, insieme all&#8217;elettrificazione dei trasporti. Tuttavia, manca la produzione locale delle materie prime necessarie per produrre queste tecnologie, tra cui pannelli solari, turbine eoliche e veicoli elettrici. Comprensibilmente, questo ha sollevato preoccupazioni a Washington.</p><p>In questo grafico, basato sui dati dell&#8217;US Geological Survey, elenchiamo tutti i minerali che il governo ha ritenuto critici per la sicurezza economica e nazionale degli Stati Uniti.</p><p> </p><h3>Cosa sono i minerali critici?</h3><p>Un minerale critico è definito come un materiale non combustibile considerato vitale per il benessere economico delle principali economie emergenti del mondo, la cui offerta può essere a rischio. Ciò può essere dovuto alla scarsità geologica, a questioni geopolitiche, alla politica commerciale o ad altri fattori.</p><p>Nel 2018, il Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti ha pubblicato un elenco di 35 minerali critici. Il nuovo elenco, pubblicato a febbraio 2022, contiene altre 15 materie prime.</p><p>Gran parte dell&#8217;aumento della nuova lista è il risultato della divisione degli elementi delle terre rare e degli elementi del gruppo del platino in singole voci piuttosto che includerli come &#8220;gruppi minerali&#8221;. Inoltre, l&#8217;elenco 2022 dei minerali critici aggiunge nichel e zinco all&#8217;elenco rimuovendo elio, potassio, renio e stronzio.</p>								</div>
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									<p> </p><p>La sfida per gli Stati Uniti è che la produzione locale di queste materie prime è estremamente limitata.</p><p>Ad esempio, nel 2021 c&#8217;era solo una miniera di nichel operativa nel paese, la miniera di Eagle nel Michigan. L&#8217;impianto spedisce i suoi concentrati all&#8217;estero per la raffinazione e la chiusura è prevista per il 2025. Allo stesso modo, il paese ha ospitato solo una miniera di litio, la Silver Peak Mine in Nevada.</p><p>Allo stesso tempo, la maggior parte della fornitura di minerali critici del paese dipende da paesi che hanno storicamente gareggiato con l&#8217;America.</p><p> </p><h3>Il dominio della Cina nei minerali</h3><p>Forse non sorprende che la Cina sia la più grande fonte di approvvigionamento di materie prime minerali per gli Stati Uniti.</p><p>Il cesio, un metallo critico utilizzato in una vasta gamma di produzione, ne è un esempio. Ci sono solo tre miniere di pegmatite al mondo che possono produrre cesio, e tutte sono state controllate da società cinesi nel 2021.</p><p>Inoltre, la Cina raffina quasi il <strong>90%</strong> delle terre rare del mondo. Nonostante il nome, questi elementi sono abbondanti sulla crosta terrestre e costituiscono la maggior parte dei minerali critici elencati. Sono essenziali per una varietà di prodotti come veicoli elettrici, ceramiche avanzate, computer, smartphone, turbine eoliche, monitor e fibre ottiche.</p><p>Dopo la Cina, la seconda più grande fonte di materie prime minerali per gli Stati Uniti è stata il Canada, che ha fornito agli Stati Uniti 16 diversi elementi nel 2021.</p><p> </p><h3>La crescente domanda di minerali critici</h3><p>Man mano che le transizioni mondiali verso l&#8217;energia pulita aumentano, la domanda di minerali critici dovrebbe crescere rapidamente.</p><p>Secondo l&#8217;International Energy Association, si prevede che l&#8217;aumento della produzione di energia a basse emissioni di carbonio triplicherà la domanda di minerali da questo settore entro il 2040.</p><p>Il passaggio a un&#8217;economia sostenibile è importante e, di conseguenza, garantire i minerali critici necessari per esso è altrettanto vitale.</p><p> </p><p> </p><p><em>Tratto dal Visual Capitalist, pubblicato il 1 marzo 2022 di Bruno Venditti</em></p>								</div>
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		<title>Big Data, 5 cose che si possono fare a cui (forse) non avevi pensato</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/big-data-5-cose-che-si-possono-fare-a-cui-non-avevi-pensato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 13:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connettività]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si fa presto a dire Big Data. Ma, nel concreto, a cosa servono? Secondo Assintel, associazione nazionale delle imprese ICT, nel 2020 il comparto ha avuto un giro d’affari di 2,4 miliardi, in crescita del 7,7%. Nel 2022, dovrebbe raggiungere i 2,8 miliardi. Dietro queste cifre ci sono piccole e grandi applicazioni, con un impatto concreto sulla vita di tutti i giorni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="4173" class="elementor elementor-4173">
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Big Data, 5 cose che si possono fare a cui (forse) non avevi pensato</h2>				</div>
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									<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #999999;">Estrarre informazioni dal disordine non è utile solo per il marketing e i processi produttivi. Ecco alcuni casi concreti e quotidiani, dal trasporto pubblico al supermercato</span></h3>								</div>
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									<p> </p><p> </p><p class="has-drop-cap">Si fa presto a dire <strong>Big Data</strong>. Ma, nel concreto, a cosa servono? Secondo Assintel, associazione nazionale delle imprese ICT, <strong>nel 2020 il comparto ha avuto un giro d’affari di 2,4 miliardi, in crescita del 7,7%</strong>. Nel 2022, dovrebbe raggiungere i 2,8 miliardi. Dietro queste cifre ci sono piccole e grandi applicazioni, con un impatto concreto sulla vita di tutti i giorni. Ecco cinque esempi.</p><h3>1. Il supermercato senza casse</h3><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5591" src="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone-1024x597.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone-1024x597.jpg 1024w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone-300x175.jpg 300w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone-768x448.jpg 768w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone-60x35.jpg 60w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone-70x41.jpg 70w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone.jpg 1200w" alt="" width="1024" height="597" /></figure><h6 class="quote-right"><span style="color: #999999;">Nel 2022 il comparto dei big data raggiungerà i 2,8 miliardi di euro</span><br /><span class="light" style="color: #999999;">Fonte: Assintel</span></h6><p>I Big Data consentono una <strong>nuova interazione tra</strong> <strong>mondo digitale e mondo fisico</strong>, con soluzioni e vantaggi che riguardano soprattutto il commercio al dettaglio o le strutture ricettive. I dati provenienti dai punti vendita possono infatti aggiungersi a tutte le attività digitali del consumatore: scontrini, carte fedeltà, videocamere, oggetti intelligenti, totem interattivi suggeriscono quale percorso ha fatto, su quali prodotti si è soffermato, quanto tempo ha speso tra gli scaffali. Non solo marketing: l’analisi dei dati in tempo reale apre le porte ai <strong>supermercati senza casse</strong>. Si entra, si prende il prodotto e si esce senza fare la fila, perché il punto vendita riconosce gli articoli, il cliente e gli strumenti di pagamento a cui è associato.  </p><div class="wp-block-spacer spazio-h2-p" aria-hidden="true"> </div><h3>2. In streaming come dal sarto</h3><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5597" src="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone2-1024x597.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone2-1024x597.jpg 1024w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone2-300x175.jpg 300w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone2-768x448.jpg 768w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone2-60x35.jpg 60w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone2-70x41.jpg 70w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone2.jpg 1200w" alt="" width="1024" height="597" /></figure><p>Una delle leve per il successo di un servizio digitale è la <strong>personalizzazione</strong>. Grazie ai Big Data, si possono estrarre informazioni da molte fonti diverse e trattarle per creare un’esperienza su misura. Ciascun utente diventa unico, non più membro di un piccolo o grande gruppo. <strong>Le applicazioni potenziali sono sconfinate</strong>. Grazie all’analisi dei dati, ad esempio, le piattaforme di e-commerce consigliano prodotti che potrebbero piacere all’utente. Discorso simile per le piattaforme di streaming: raccomandano serie tv e film in base alle visioni passate e alle altre tracce digitali dello spettatore.   </p><div class="wp-block-spacer spazio-h2-p" aria-hidden="true"> </div><h3>3. Città più sicure</h3><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5601" src="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone4-1024x597.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone4-1024x597.jpg 1024w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone4-300x175.jpg 300w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone4-768x448.jpg 768w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone4-60x35.jpg 60w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone4-70x41.jpg 70w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone4.jpg 1200w" alt="" width="1024" height="597" /></figure><p class="no-margin">I Big Data offrono molto anche per le Pubbliche Amministrazioni. Il concetto di smart city si fonda sulla raccolta di dati per far evolvere i servizi. <strong>La città intelligente non è quella più tecnologica ma quella che usa la tecnologia per migliorare la vita dei cittadini</strong>. I dati sono (e saranno sempre più) utili per ridurre incidenti e traffico stradale. Non solo: un’analisi che individui una correlazione tra zone della città e reati commessi può aumentare la sicurezza. È la base per studiare possibili contromisure, come ad esempio un maggior presidio delle forze dell’ordine quando e dove c’è maggiore probabilità che si verifichino reati.</p><div id="thor-banner-block_5f7b4f21e9276" class="thor-banner banner-vodafone-microsoft aligncenter"><div class="adv adv-desktop hidden sm__block"> </div></div><h3>4. Costruire il puzzle della mobilità</h3><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5599" src="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone3-1024x597.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone3-1024x597.jpg 1024w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone3-300x175.jpg 300w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone3-768x448.jpg 768w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone3-60x35.jpg 60w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone3-70x41.jpg 70w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone3.jpg 1200w" alt="" width="1024" height="597" /></figure><p>Una parte essenziale delle smart city, che merita un’attenzione particolare, riguarda la mobilità. L’analisi dei flussi (di persone e mezzi) permette di progettare un <strong>trasporto pubblico efficiente, studiato in base alle esigenze dei cittadini</strong>. O di ottimizzare l’efficienza delle flotte aziendali. Le società pubbliche possono poi collaborare con le imprese private per promuovere la cosiddetta multimodalità. Bus, metro, bici, auto private o in condivisione, taxi e monopattini si incrociano per consentire ai cittadini una <strong>mobilità flessibile ed efficace</strong>. È un po’ come se, oltre a tracciare una mappa, la si dovesse ricostruire in un puzzle. I dati, conoscendo snodi e flussi, sono lo strumento che permette di trovare gli incastri giusti.  </p><div class="wp-block-spacer spazio-h2-p" aria-hidden="true"> </div><h3>5. In ascolto dei clienti </h3><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-5595" src="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone5-1024x597.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone5-1024x597.jpg 1024w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone5-300x175.jpg 300w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone5-768x448.jpg 768w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone5-60x35.jpg 60w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone5-70x41.jpg 70w, https://specialistudio.corriere.it/vodafone-business-lab/wp-content/uploads/sites/6/2021/04/immagini-art35-vodafone5.jpg 1200w" alt="" width="1024" height="597" /></figure><p>La cura dei clienti (prima, durante e dopo l’acquisto) è fondamentale. L’analisi delle interazioni avute in precedenza, i commenti online, le domande più frequenti contribuiscono infatti a migliorare il funzionamento di applicazioni come assistenti virtuali e chatbot, ma anche il lavoro dei call center. Estrarre informazioni da una conversazione non è semplice, perché di mezzo non ci sono solo numeri e azioni ma anche parole e contesto. <strong>Sistemi evoluti di speech analytics</strong> (i processi che analizzano le conversazioni) <strong>permettono di individuare i problemi più ricorrenti e i temi più sensibili</strong>. Si possono così fornire risposte più efficaci e persino anticipare le esigenze degli utenti. Sempre più spesso, la responsabile della “prima accoglienza” sarà un’intelligenza artificiale, per reagire in modo più rapido alle richieste di routine e lasciare agli operatori il compito di risolvere le questioni più intricate.</p>								</div>
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		<title>Perdite di dati e come prevenirle</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/perdite-di-dati-come-prevenirle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 14:34:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[PREVENZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco cinque soluzioni per impedire che le tue informazioni sensibili cadano nelle mani sbagliate</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="3490" class="elementor elementor-3490">
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Questo perché per lo smart working dobbiamo fare maggiore affidamento su e-mail e applicazioni cloud come mezzo di comunicazione e di condivisione dei file.</p><p>Abbiamo già analizzato il modo in cui i criminali informatici utilizzano il phishing e altri metodi per ingannare i dipendenti e ottenere l’accesso a una rete aziendale o rubare informazioni preziose. Tuttavia, come tutti sappiamo, il furto e l’inganno non sono gli unici modi in cui possiamo perdere i nostri beni. Talvolta perdiamo semplicemente le cose, e i dati aziendali non fanno eccezione. Questo problema viene chiamato “perdita di dati”.</p><p>Per comprendere i rischi e i modi per prevenire la perdita di preziose informazioni commerciali si devono utilizzare gli strumenti giusti.</p></div></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-52b7c351=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-52b7c351=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100 inview_animate_zoom inview_animate_zoom_in" data-v-52b7c351=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-52b7c351=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-52b7c351=""><div class="" data-v-52b7c351=""><h4 class="" title="">Firewall</h4><div><p>I firewall di nuova generazione, o “firewall intelligenti”, con caratteristiche come la protezione dalle intrusioni (IPS), non solo salvaguardano la rete aziendale e i dispositivi dei dipendenti, ma possono offrire protezione contro le perdite di dati. Questi firewall hanno utilità automatizzate integrate che possono intervenire quando vengono rilevati un comportamento insolito o un accesso non autorizzato che potrebbe generare una perdita di dati.</p></div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"><figure><img decoding="async" class="img-fluid" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/001/060/original/1.jpg" /></figure><div class="position-absolute-center d-flex flex-column align-items-center justify-content-center"> </div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record pt-5"> </div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-52b7c351=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-52b7c351=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100 inview_animate_zoom inview_animate_zoom_in" data-v-52b7c351=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-52b7c351=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-52b7c351=""><div class="" data-v-52b7c351=""><h4 class="" title="">Protezione degli endpoint</h4><div><p>Gli strumenti di protezione degli endpoint consentono di visualizzare i dispositivi, come laptop e smartphone, che stanno accedendo ai dati aziendali o stanno scaricando informazioni (e dove). In questo modo, potrai individuare qualsiasi attività insolita.</p><p>Considera anche le politiche aziendali in vigore e ciò che chiedi ai dipendenti di fare, ad esempio la complessità della password, la frequenza con cui devono cambiarla e la velocità con cui si blocca lo schermo.</p></div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"><figure><img decoding="async" class="img-fluid" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/001/061/original/2.jpg" /></figure><div class="position-absolute-center d-flex flex-column align-items-center justify-content-center"> </div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record pt-5"> </div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-52b7c351=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-52b7c351=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100 inview_animate_zoom inview_animate_zoom_in" data-v-52b7c351=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-52b7c351=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-52b7c351=""><div class="" data-v-52b7c351=""><h4 class="" title="">Protezione del gateway e-mail e controllo dei contenuti</h4><div><p>La protezione del gateway e-mail esegue la scansione degli account alla ricerca di tipiche minacce informatiche come malware e ransomware. Le versioni più avanzate sono anche in grado di intercettare le comunicazioni con codici maligni prima che arrivino al destinatario.</p><p>Tuttavia, poiché la posta elettronica è un punto vulnerabile, vale la pena installare anche il controllo dei contenuti e-mail. Questo controllo utilizza l’intelligenza artificiale per scansionare testi, immagini e allegati alla ricerca di possibili perdite di dati e può avvisare se i dipendenti condividono contenuti riservati o sensibili.</p></div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"><figure><img decoding="async" class="img-fluid" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/001/062/original/3.png" /></figure><div class="position-absolute-center d-flex flex-column align-items-center justify-content-center"> </div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record pt-5"> </div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-52b7c351=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-52b7c351=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100 inview_animate_zoom inview_animate_zoom_in" data-v-52b7c351=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-52b7c351=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-52b7c351=""><div class="" data-v-52b7c351=""><h4 class="" title="">Approccio Zero-Trust</h4><div><p>Zero-Trust è un modo più sicuro per sostenere la rete aziendale. Questo strumento presuppone che tutti i dispositivi esterni che tentano di accedere alla rete siano sospetti fino a prova contraria.</p><p>Di conseguenza, concede agli utenti solo l’accesso ai file di cui hanno bisogno per svolgere le loro attività quotidiane e chiede di giustificare qualsiasi accesso aggiuntivo con il personale senior o il reparto IT. Limitando il livello di accesso dei dipendenti all’intera rete di dati, si riduce la possibilità per i malintenzionati di muoversi attraverso la rete.</p></div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"><figure><img decoding="async" class="img-fluid" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/001/063/original/4.jpg" /></figure><div class="position-absolute-center d-flex flex-column align-items-center justify-content-center"> </div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record pt-5"> </div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-52b7c351=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-52b7c351=""><div class="position-absolute-center bg-cover-center w-100 h-100 inview_animate_zoom inview_animate_zoom_in" data-v-52b7c351=""> </div><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-52b7c351=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-52b7c351=""><div class="" data-v-52b7c351=""><h4 class="" title="">Protezione DNS (sistema dei nomi di dominio)</h4><div><p>La verifica del nome di dominio è uno dei primi passi che un sistema compie quando tenta di stabilire qualsiasi connessione su internet. Ma se il controllo di una rete è finito in mano a malintenzionati può essere impossibile per un firewall eseguire tale verifica. Per questo lo spoofing del dominio, vale a dire l’atto di sostituirsi al dominio di un’altra azienda o di un altro individuo, è una delle tecniche più utilizzate dai criminali informatici.</p><p>La protezione DNS impedisce che ciò avvenga filtrando gli indirizzi IP attraverso blacklist di siti maligni noti e sottoponendo i server DNS a test specifici per confermare che siano ciò che affermano di essere. E poiché questo controllo avviene all’inizio del processo, può prevenire una perdita di dati prima ancora che questa abbia avuto inizio.</p><p>Esaminare queste cinque aree dell’attività e colmare eventuali lacune potrebbe ridurre significativamente la possibilità che si verifichino perdite di dati.</p></div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"><figure><img decoding="async" class="img-fluid" src="https://d2sj0xby2hzqoy.cloudfront.net/vodafone_lab/attachments/data/000/001/064/original/5.jpg" /></figure></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-52b7c351=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-52b7c351=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-52b7c351=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-52b7c351=""><div class="" data-v-52b7c351=""><div> </div></div></div></div></div></div><div class="_content _content-record inview_animate_in"><div class="video-content-cover"><div class="container"><div class="row justify-content-center"><div class="col-12 col-md-7 text-undefined"> </div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><p><em><b> </b></em></p><p><em><b>Se hai bisogno di maggior supporto puoi contattare uno dei nostri</b> <b>esperti Evercom! Siamo a tua disposizione per una consulenza gratuita!</b></em></p></div></div></div></div></div>								</div>
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		<title>Attacco e difesa: quali sono i trend della sicurezza informatica</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/attacco-e-difesa-quali-sono-i-trend-della-sicurezza-informatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2021 09:05:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Virus più sofisticati in un mondo sempre più connesso che, tramite l’IoT, collega nuovi device. Ecco quali sono le tendenze delle cyber-minacce più diffuse e delle protezioni più efficaci</p>
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									<h4>Virus più sofisticati in un mondo sempre più connesso che, tramite l’IoT, collega nuovi device. Ecco quali sono le tendenze delle cyber-minacce più diffuse e delle protezioni più efficaci</h4><p> </p>								</div>
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I tentativi di violazioni sono destinati ad aumentare e a farsi sempre più variegati, a causa di una serie di innovazioni tecnologiche (come IoT e intelligenza artificiale) che possono rappresentare, allo stesso tempo, obiettivi d’attacco e strumenti di difesa. La pandemia di coronavirus, inoltre, ha accelerato alcuni cambiamenti: l’uso di dispositivi personali per lavorare e la crescita dell’e-commerce aumentano la cosiddetta “superficie d’attacco”, cioè i punti esposti e potenzialmente vulnerabili. Ecco quali sono oggi i principali <strong>trend della cybersecurity</strong>.</p><h3>Cybersecurity: definizione e rilevanza</h3><p class="quote-right">Con il termine cybersecurity si intende la protezione dei sistemi informatici e dell’informazione da attacchi interni ed esterni</p><p>Con il termine cybersecurity si intende, secondo la definizione del National Institute for Standards and Technologies, la “protezione dei sistemi informatici e dell’informazione in formato digitale da attacchi interni e, soprattutto, esterni”. Ben diversa dalla “cyber-safety”, riferita ai guasti che capitano accidentalmente ad apparecchi o software. Secondo il Global Risk Report 2020 del World Economic Forum, i cyber attacchi sono oggi considerati altamente probabili e tra i rischi maggiori per l’economia mondiale. In un recente studio della società di consulenza Ernst &amp; Young, si stima che il costo globale del cyber crime sarebbe pari a circa 600 miliardi di dollari l’anno, comportando una perdita del Pil globale di quasi 0,8 punti percentuali.</p><h3>Sicurezza informatica: quali Paesi si difendono meglio</h3><p>La società Comparitech ha stilato una classifica che vede spiccare i paesi del Nord Europa tra le nazioni migliori al mondo in termini di cybersecurity. È la <strong>Danimarca il Paese che meglio si difende dai cyber attacchi </strong>(2,57% di dispositivi mobili infettati, lo 0,1% di attacchi mediante malware finanziari). Seguono Svezia e Germania, prima di Irlanda, Giappone e Canada. <strong>L’Italia occupa il 31esimo posto</strong>, ma sale di ben dieci posizioni rispetto al 2019. Per dare un’idea della nostra situazione: sono stati infettati da malware il 5% dei dispositivi mobili (con attacchi di carattere finanziario nello 0,5% dei casi) e il 13% dei pc. Passi avanti potrebbero essere garantiti da soluzioni come <a href="https://www.evercomsrl.net/lookout-mobile/">Lookout</a>, un’applicazione che protegge dispositivi Android e iOS, rendendo immediatamente “visibili” gli attacchi, in modo da attivare una risposta rapida.</p><h3>Cyber attacchi: i sei trend del 2020</h3><p>Secondo uno studio realizzato da Vodafone, si possono identificare alcune tendenze nel panorama dei <strong>cyber attacchi</strong>. Innanzitutto, sono <strong>sempre più mirati e sofisticati</strong> e necessitano quindi di soluzioni “by design”, ovvero “su misura”, in base all’area da difendere e la minaccia da respingere. In secondo luogo, le aziende si affidano sempre di più ai <strong>servizi cloud</strong>. Sono un vantaggio in termini di business, ma – se non ben protetti – possono diventare una minaccia per i dati. Microsoft Security Suite, soluzione proposta da Vodafone Business, combina proprio le potenzialità del cloud con la sua protezione, dalla gestione delle identità all’analisi di messaggi e possibili offensive, permettendo di mantenere sicurezza e produttività sui dispositivi e le applicazioni utilizzate.</p><p>Terzo: l’<strong>Internet of Things</strong> diventerà sempre più parte della nostra quotidianità, imponendo nuove sfide a livello di difese tecnologiche. Inoltre, anche a causa del Covid-19, i modelli di business aziendali stanno adottando pratiche lavorative sempre più “smart”: una scelta che porta molti vantaggi ma anche alcune vulnerabilità. A essere esposti non sono solo i dati. Lo è la brand reputation di una società vittima di un cyber attacco. Senza dimenticare gli obblighi normativi a carico delle aziende, che devono adottare nuove forme di tutela dei propri dati informatici: un incentivo a migliorare la propria tenuta, che spesso può diventare anche oggetto di pesanti sanzioni qualora fosse disatteso.</p><div class="quote-left"><h4>CINQUE PASSI VERSO LA SICUREZZA</h4><h4>1. Identificare </h4><p>le risorse critiche</p><h4>2. Proteggere</h4><p>le risorse chiave</p><h4>3. Individuare</h4><p>le soluzioni per proteggersi da un attacco informatico</p><h4>4. Reagire</h4><p>pianificando diversi scenari</p><h4>5. Recuperare</h4><p>i dati grazie a regolari backup</p></div><p>Si va verso uno scenario sempre più complesso. Ma, proprio come gli attacchi, anche le difese stanno progredendo. Il National Institute of Standards and Technology (Nist) ha sviluppato un modello per gestire il rischio informatico. In cinque passi. Il primo: <strong>identificare</strong> le risorse critiche: informazioni, processi e attività, hardware e software. Una volta classificate, è il momento di <strong>proteggere</strong> le proprie risorse, dando priorità a quelle chiave. Devono essere adottate le migliori soluzioni a disposizione, rendendo più sofisticata e mirata la protezione di ciò che è più esposto. Terzo passo: dotarsi di soluzioni per <strong>individuare</strong> un attacco informatico. Erigere una barriera non è sufficiente: servono i mezzi per sorvegliarla. È necessario sapere se e quando si sta verificando un attacco informatico, riconoscere quando i sistemi di difesa hanno fallito, correggerli e testarli.</p><p>Si può accorciare il tempo di reazione con soluzioni di sicurezza specifiche, come ad esempio <a href="https://www.evercomsrl.net/trend-micro/">Trend Micro – Worry Free Services Advanced</a>, proposta da Vodafone Business: grazie al machine learning e a un’analisi continua di movimenti anomali, blocca i ransomware e gli attacchi mirati, proteggendo i dispositivi, la posta elettronica e gli strumenti di collaborazione. Il quarto passo del Nist indica come <strong>reagire</strong>. È necessario pianificare la propria risposta davanti a scenari diversi, perfezionandola e testandola in modo da non farsi trovare impreparati. Il rischio zero, però, non esiste. Ecco perché diventa fondamentale <strong>recuperare</strong> in fretta. Anche in questo caso, la soluzione passa da una pianificazione che riduca al minimo l’impatto di un data breach, eseguendo (tra le altre cose) un regolare backup dei dati critici. Questi cinque step devono adattarsi a ciascuna impresa, plasmandosi in base alle sue caratteristiche. Ma sono applicabili da tutte le aziende, piccole e grandi.</p></div></div></div></div></div><div class="inview_animate py-3 _content _content-record inview_animate_in" data-v-36edd05c=""><div class="container google-seo-height d-flex flex-column justify-content-center position-relative overflow-hidden" data-v-36edd05c=""><div class="row text-align-center justify-content-center" data-v-36edd05c=""><div class="col-lg-7 text-undefined" data-v-36edd05c=""><div class="" data-v-36edd05c=""><p><em><b>Se hai bisogno di maggior supporto puoi contattare uno dei nostri</b> <b>esperti Evercom! Siamo a tua disposizione per una consulenza gratuita!</b></em></p></div></div></div></div></div>								</div>
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		<title>Come proteggere i tuoi dati in cloud</title>
		<link>https://www.evercomsrl.net/come-proteggere-i-tuoi-dati-in-cloud/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Ferroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2021 11:05:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’utilizzo sempre più frequente di soluzioni digitali, aumenta la cosiddetta “superficie esposta”. In un mondo nel quale utenti e imprese sono sempre connessi, proteggersi dagli attacchi informatici diventa un imperativo. Ecco come</p>
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Proteggersi è diventata una priorità per cittadini e impresa con risorse digitali e presenza online. Le offensive informatiche sono in crescita e sono sempre più sofisticate. Allo stesso tempo, esistono soluzioni professionali in grado di massimizzare il livello di protezione dei dati e buone abitudini capaci di limitare i rischi.</p><h3><strong>La diffusione del cloud e degli attacchi informatici</strong></h3><p>Nel 2020 la nuvola informatica si è rivelata il miglior alleato per rispondere alla situazione di fragilità ed emergenza causata dalla pandemia. Nel complesso<strong>, il mercato del cloud in Italia</strong>, in base ai dati dell’<em>Osservatorio Cloud Transformation della School of Management del Politecnico di Milano</em>, <strong>ha superato i 3,34 miliardi, con una crescita del 21%.</strong></p><p>In particolare, è aumentata del 42% l’adozione del cloud nelle Pmi. Di pari passo è andata l’espansione delle minacce informatiche. Dal punto di vista quantitativo e qualitativo, ad oggi il 2019 è stato l’anno peggiore di sempre; una tendenza che si conferma nel primo semestre 2020.</p><p>Lo afferma il <em>Rapporto Clusit 2020 sulla sicurezza Ict in Italia</em>, spiegando che gli attaccanti non sono più semplici hacker, bensì gruppi organizzati che fatturano miliardi.</p><p>Dal <em>Cisco Benchmark Report 2020</em> emerge che, considerata la crescente difficoltà nello stare al passo con le minacce e i criminali informatici, la priorità è il contrasto della complessità. Per questo <strong>i professionisti della sicurezza stanno investendo sempre più nell’automazione</strong>, per semplificare i processi e velocizzare i tempi di risposta.</p><h3>Le strategie per le aziende</h3><p class="no-margin">Gli esperti della sicurezza raccomandano alle aziende tre azioni.</p><ol><li class="number-list"><strong>Comprendere come si utilizzano i dati e il loro ciclo di vita</strong>: è necessario capire a cosa servono, come archiviarli, come catalogarli, chi può accedervi e per quale ragione, quali tipi di responsabilità si hanno in relazione alle informazioni che si possiedono.</li><li class="number-list"><strong>Scegliere soluzioni sinergiche</strong>: ogni dato aziendale deve essere gestito tramite una specifica tipologia di management solution; è importante conservare i dati tramite soluzioni di archiviazione professionale, scegliendo quali informazioni archiviare, come e per quanto tempo.</li><li class="number-list"><strong>Rendere l’operatività semplice ed efficace</strong>: a ogni sistema di protezione dei dati deve corrispondere il relativo caso d’uso; prima di introdurre nuove soluzioni di backup e archiviazione occorre parlare con gli utenti, comprenderne le esigenze, capire come utilizzano i dati e quali sono le situazioni in cui potrebbero avere bisogno di recuperarli.</li></ol><h3>Soluzioni professionali: Your Cloud e Your Backup</h3><p>Affidarsi a soluzioni di <strong>archiviazione</strong> e <strong>backup</strong> <strong>solide </strong>e in grado di garantire elevati standard di sicurezza è un obbligo. <strong>Your Cloud</strong> di Vodafone Business permette di <strong>virtualizzare il server</strong> informatico di un’azienda in un <strong>data center privato </strong>Vodafone, offrendo allo stesso tempo grandi margini di flessibilità.</p><p>Alla soluzione è possibile associare i servizi di backup (secondo cadenze e caratteristiche scelte in autonomia dal cliente) e di <em>disaster recovery</em>, che consente la ripartenza su data center dei propri server in tempi rapidi, in modo da assicurare la continuità operativa. <strong>Y</strong><strong>o</strong><strong>ur Backup</strong> è invece una <strong>piattaforma multiutente e multifunzione</strong> che gestisce in sicurezza e semplicità i dati del cliente: è possibile archiviare e sincronizzare tutti i dati con i dispositivi collegati, gestirli, condividerli con altre persone e naturalmente realizzare un backup, che rimane sempre la prima regola per la sicurezza dei dati.</p><h3>I consigli per i privati</h3><p class="no-margin">Per proteggere i propri dati da un accesso non autorizzato, ci sono alcune accortezze da mettere in pratica.</p><ol><li class="number-list"><strong>Fare sempre un backup dei dati</strong>: si può utilizzare un servizio apposito come Your Backup o utilizzare un dispositivo fisico esterno come un hard disk o una pennetta Usb.</li><li class="number-list"><strong>Evitare di archiviare in cloud le informazioni più sensibili</strong> (numero della carta di credito, indirizzo di casa, password e così via) o criptarli prima di caricarli.</li><li class="number-list"><strong>Utilizzare i servizi cloud che criptano i dati</strong>.</li><li class="number-list"><strong>Utilizzare una password efficace</strong>, non ripeterla per altri account e cambiarla frequentemente</li><li class="number-list"><strong>Attenzione al comportamento online</strong>, specialmente su computer o connessioni pubbliche: togliere sempre la spunta al “memorizza la password” e assicurarsi di aver fatto il log out una volta concluse le azioni. In caso di connessione a Wi-Fi hotspot in zone pubbliche per accedere al proprio account cloud, tenere a mente non sono connessioni criptate.</li><li class="number-list"><strong>Proteggere il sistema con un antivirus o un anti-spy.</strong></li></ol><p><em><b>Se hai bisogno di maggior supporto puoi contattare uno dei nostri</b> <b>esperti Evercom! Siamo a tua disposizione per una consulenza gratuita!</b></em></p></div></div></div></div></div>								</div>
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